12 giugno 1944 – Liberazione di Manciano

«A Manciano – o meglio al podere del Monte – la certezza che gli Alleati stavano per arrivare si ebbe la sera dell’11 giugno. Era una sera di stelle e di lucciole, che con l’immenso coro dei grilli, giù nella vallata delle Schiacciole e del Lago Scuro, avrebbe rasserenato la nostra trepida quiete, se all’improvviso altre fonti luminose – quelle della guerra che incombeva – non avessero cominciato a tempestare il cielo di Montalto di Castro, accompagnate da boati e sibili, come fuochi d’artificio. […] Nonno Lorenzo fumava e rideva; rideva e fumava. Ma non era un pazzo; tutt’altro. La saggezza contadina gli consigliava di non far trasparire il suo intimo affanno, per la serenità dei nipoti, per la nostra serenità».

«Erano le nove del 12 giugno 1944, quando dalle macchie di Cavallin del Bufalo, verso la Campigliola, si levò una nuvola di polvere. E a poco a poco quel fumante biancore si propagò denso e senza soluzione di continuità fino al paese.

– Sono gli americani! Sono gli americani! -, gridarono in molti. […] E osservando con attenzione il versante del paese, scorgemmo un piccolo crocchio di persone che issava una bandiera sulla torre del cassero aldobrandesco».

Con queste parole Alfio Cavoli racconta la liberazione di Manciano nel suo libro Aspettando gli angloamericani, edito da Stampa Alternativa nel 2005.

Anche Bruno Baccioli era a Manciano quel giorno. È sua la fotografia dei militari della V Armata del generale Mark Clark in via Marsala. Il tenente Frank Conpland alla guida della jeep sorride insieme a due commilitoni. Sappiamo che verrà ucciso pochi mesi dopo, in un agguato, a Livorno.

Ricorda infatti Alfio Cavoli che «Con le loro Jeep, i loro gipponi, le loro camionette, invasero via Marsala e le strade più agevoli del paese, dispensando a tutti sorrisi e gesti di soddisfazione. Soprattutto noi giovani ci accostavamo entusiasti ai loro autoveicoli, sui quali ci accalcavamo numerosi in disinvolte pose, non tanto per contenderci la generosa distribuzione di cioccolate e di scatolette ma per accaparrarci qualche pacchetto di sigarette Camel o Lucky Strike dal gusto e dal profumo ineffabili e nuovi».

«Manciano era il primo paese della Toscana liberato dalle forze angloamericane, dopo che i partigiani del comandante Antonio Lucchini avevano occupato il paese».

A Manciano verrà assegnata ufficialmente nel 1955 la Croce di Guerra al Valor Militare con questa motivazione: «Durante la lotta di liberazione sosteneva coraggiosamente le formazioni partigiane e, con l’unanime contegno della popolazione, nonostante le dure rappresaglie esercitate dai tedeschi, dava bella prova di tenacia e di fede nella libertà e nella Patria».

Da “Novecento. Manciano Calendario 2012”; Circolo Arci Manciano & Cooperativa di Lavoro e Produzione Agricola Filippo Mazzolai

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