Siamo solidali con i residenti per il disagio loro recato dal degrado in cui versa da anni lo spazio pubblico di via Sauro a Grosseto………………..

COMITATO PROVINCIALE “Norma Parenti” GROSSETO

 

 

Siamo solidali con i residenti per il disagio loro recato dal degrado in cui versa da anni lo spazio pubblico di via Sauro a Grosseto, diventato luogo di spaccio e di consumo delle droghe, ma li mettiamo in guardia dal rischio che falsi sostenitori strumentalizzino il problema in una lotta tutta interna alla destra estrema cittadina. Chi l’altro giorno si è nuovamente attivato sul tema, chiudendo platealmente l’ingresso del “parco” è mosso da un impulso irrefrenabile contro gli emarginati socialmente, chiedendo non per caso la sola repressione del fenomeno quando il medesimo è in realtà molto complesso, come è animato dalla volontà di far vedere che c’è ancora dopo la batosta elettorale dello scorso 4 marzo. Ma in quel comportamento è presente anche una scelta polemicamente ritorsiva contro il Sindaco e gli altri amministratori, rei di aver allontanato quella organizzazione neofascista dalla maggioranza che regge il Comune, visto lo scarso consenso da essa raccolto tra i grossetani a fronte del prezzo di immagine che la sua presenza comportava.
Sindaco e Giunta di destra hanno le loro responsabilità sulla questione. Però se vogliamo rimuovere veramente il problema, al di fuori di ogni intento propagandistico, queste vanno chiaramente individuate e chiamate altrettanto chiaramente in causa. Il decoro urbano è compito del Comune. Lo era anche quando coloro i quali oggi protestano erano comodamente seduti in maggioranza. E non risulta che abbiano preso un atto amministrativo al riguardo. Il Sindaco è il responsabile “politico” del locale servizio sanitario. Ebbene, in proposito occorre potenziare l’area della prevenzione, in questo caso dal lato della lotta alle dipendenze, per far sì che le persone che si drogano vengano inserite nei circuiti di cura e recupero. Perché è la mancanza o l’insufficienza di questo approccio responsabile e solidale il nocciolo della faccenda, se ci prefiggiamo di agire in maniera efficace rispettando il prossimo: tutti i prossimi, non soltanto alcuni.
Cosa è stato fatto? Fino ad ora abbiamo registrato una preoccupante inerzia.
Mancano i finanziamenti? Ci domandiamo: si è presa una iniziativa per reperirli? E poi: come mai gli operatori dedicati a questo tipo di intervento sono sempre meno?
La repressione è l’estrema ratio. Ma questa, oltre che contro i pesci piccoli del consumo, dalle istituzioni competenti va indirizzata con più determinazione contro i pescicani mafiosi del traffico di stupefacenti che sulla pelle della gente, sia di coloro che “si bucano” sia di chi abita a ridosso delle zone di spaccio e di consumo, accumulano fortune immense. Prendersela esclusivamente con i primi copre gli affari criminali dei secondi.
Ci vuole un piano organico e integrato di contrasto del fenomeno, non chiacchiere o, peggio, ignobili e vergognose speculazioni politiche.

 

ANPI, Comitato provinciale – Sezione di Grosseto.

 

12 luglio 2018

 

 

Piazza Dante, 35 c/o Amm.ne Prov.le
58100 GROSSETO Tel. 0564/414521
anpi.grosseto@live.it
http://www.anpigrosseto.wordpress.com

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Riunione Presidenti di sezione

 

ANPI PROVINCIALE GROSSETO

 

 

 

 

 

 

La riunione dei presidenti delle sezioni è convocata per venerdì 13 luglio alle ore 17,00 presso la saletta della CGIL in Via Repubblica Dominicana.
L’ordine del giorno è il seguente:
– preparazione comitato provinciale sui problemi politico-organizzativi dell’Anpi;
– iniziativa contro il razzismo in collaborazione con i soggetti firmatari dell’appello “Mai più fascismi, mai più razzismi”;
– organizzazione nelle medie superiori della provincia dei corsi “A scuola di Costituzione” in base alla convenzione Anpi-MIUR.
– varie ed eventuali
Nell’auspicare la presenza di tutti, si chiede di comunicare eventuali assenze.
Fraterni saluti,

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Segreteria Prov,le ANPI

A Follonica è Festival Resistente anche in Estate!

A Follonica è Festival Resistente tutto l’anno!
Venerdì 13 ore 19 presentazione del libro di Silvia Meconcelli “Quel che non sai di me” presso la birreria Nudo e Crudo di Viale Italia
Il romanzo narra del rapporto di Nina – cresciuta tra le macerie dopo il bombardamento di Grosseto del 26 aprile 1943, quando gli aerei statunitensi colpirono il cuore della Maremma e centinaia di grossetani furono costretti a stravolgere le proprie vite– con sua madre. Nina è ormai una donna adulta, forte e realizzata, che assiste l’anziana mamma ripercorrendo quegli anni tragici e mettendo a nudo le tante domande rimaste appese senza una risposta in una situazione familiare difficile.
Finalista al Premio Letterario Nazionale “Bukowski” 2017 (sez.inedito), terzo classificato al Premio Letterario Nazionale “Giovane Holden” 2017, (sez.inedito) e finalista al Premio Letterario Città di Siena (sez. edito), il romanzo verrà presentato dalla giornalista Clelia Pettini presso Nudo e Crudo – Birreria Maremmana di Follonica.
Vi invito ad esserci non solo per godere di una serata letteraria a due passi dal mare gustandovi i deliziosi, abbondanti /ed economici) aperitivi/cena di Lapo e Samantha ma anche per sostenere il Festival Resistente di Follonica che sta già organizzando la terza edizione del 2019, quella del lancio definitivo per far diventare la manifestazione un appuntamento imprescindibile per l’intera vita culturale e di memoria di Follonica.
Massimo

Intervento tenuto in Prefettura da Giuseppe Corlito il 1° giugno 2018 in chiusura della sesta edizione del Progetto “A scuola di Costituzione”

Buongiorno a tutti i presenti, in particolare a tutti le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato alla VI edizione del nostro Progetto, ai loro insegnanti e ai dirigenti del Polo Liceali Aldi, del Liceo Economico sociale Rosmini, dell’ITC Fossombroni e dell’ISIS Leopoldo II di Lorena.
Vorrei ringraziare sentitamente il Prefetto, dott.ssa Cinzia Torraco, per averci ospitato in questo salone d’onore per la conclusione del Progetto in occasione del 70° anniversario della promulgazione della nostra Costituzione repubblicana, democratica e antifascista. Ci sembrava particolarmente importante celebrare qui la conclusione della sesta edizione del nostro Progetto nell’anno in cui si celebra il 70° anniversario della promulgazione della Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista. Il 2 giugno 1946 si tennero le prime libere elezioni dopo quelle del 1924, per quello la festa della Repubblica cade proprio domani. Fu anche la prima volta in cui si votò a suffragio universale, cioè votarono tutti i cittadini italiani che avevano raggiunto la maggiore età (all’epoca 21 anni). Soprattutto votarono per la prima volta le donne, le cittadine. All’assemblea Costituente, che aveva il compito di redigere la nuova Costituzione, furono eletti 556 costituenti, di cui 21 donne. Contemporaneamente fu sottoposto a voto il referendum sulla forma statuale e le italiane e gli italiani scelsero la forma repubblicana contro la monarchia, che si era macchiata della collaborazione con la dittatura fascista. La Costituente lavorò per 18 mesi, comprese alcune proroghe: se volete un tempo breve per redigere una Costituzione, che è stata definita un po’ enfaticamente “la più bella del mondo” e che resiste da 70 anni, nonostante i tentativi di modificarla soprattutto negli ultimi anni (ben due referendum costituzionali hanno rifiutato le modifiche del 2006 e del 2016). Un tempo breve, se paragonato ai tre mesi che sono stati necessari per trovare la via d’uscita all’attuale crisi politica e alla costituzione del nuovo governo.
Il nostro Progetto quest’anno ha fatto un buon lavoro conseguendo tutti i suoi obbiettivi didattici e formativi. Alla fine di questa cerimonia ognuno di voi, ragazze e ragazzi, riceverà l’”attestato di cittadinanza”, cioè l’attestato di frequenza ai lavori e ai seminari di questo anno scolastico, che chiediamo ai vostri dirigenti scolastici vi diano titolo per avere un credito per il vostro curriculum. Noi come ANPI riteniamo che possiamo dichiararci cittadine e cittadini italiani perché ci riconosciamo nella Costituzione perché l’abbiamo studiata, l’ abbiamo compresa e la amiamo. Come ci ha detto il partigiano Professore Carlo Smuraglia, presidente emerito dell’ANPI, al primo seminario di quest’anno, la Costituzione va portata nel cuore. La porto sempre con me, in essa c’è ancora il programma per il futuro, ci parla della solidarietà, del diritto al lavoro per tutti, della giustizia sociale, della libertà, dell’eguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine, indipendentemente dalla propria appartenenza etnica, dal proprio censo, dalla propria religione, dal proprio sesso. In questo modo noi tutti, italiani e italiane e anche gli stranieri che ci chiedo asilo e che ospitiamo, costituiamo una “comunità di destino”, cioè siamo vincolati da come riusciamo a costruire il nostro futuro comune. Janet Abdulai nel suo discorso di oggi che ha illustrato il nostro Progetto dimostra proprio questo, come pure il discorso che Georgiana Dragomir a nome del Progetto ha fatto dal palco delle autorità in Piazza Dante per la festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Questi due discorsi sono la testimonianza vivente che gli obbiettivi di “A scuola di Costituzione” sono stati raggiunti e mi dispensano da ripercorrere le attività del progetto stesso, lo hanno fatto le due studentesse.
Il nostro Progetto – lo dico sempre in occasioni come questa – rappresenta un rito di passaggio alla cittadinanza attiva in un mondo dove non si diventa mai “grandi”, dove i mass media parlano di “ragazzi di 40 anni”. Cosi i ragazzi e le ragazze si inventano riti di passaggio propri, diventano “grandi” fumando la prima sigaretta, o peggio il primo spinello o prendendo la prima sbornia. Nei riti austeri della Roma repubblicana a 16 anni si diventava cives, in un rito pubblico veniva imposta la toga praetexta, cioè bordata di rosso, e si assumeva il compito di svolgere un servizio militare per la repubblica fino ai 66 anni. Ecco l’attestato di cittadinanza, che vi daremo tra poco, non è solo un certificato di partecipazione alle attività di “A scuola di Costituzione”, ma l’attestazione del vostro passaggio alla maggiore età come cittadini della Repubblica Italiana. Esso nasce da un dialogo democratico tra le generazioni, il gruppo di progetto è un’istanza collettiva costituita così: da insegnanti e studenti e studentesse, soprattutto dalle ragazze. Colgo l’occasione per ringraziare gli insegnanti del progetto, Paolo Carmignani, Cristina Citerni, Monica Righelli, Tamara Soldati. Tutte le attività sono fondate su questo dialogo. A proposito della partecipazione dei giovani questa sala gremita con tutti in piedi attesta che le giovani generazioni partecipano attivamente se gli adulti si attivano per primi. Sono convinto che la partecipazione dei giovani è un problema degli adulti e delle famiglie, se esse partecipano è naturale che partecipino anche i figli. Noi come ANPI e come adulti siamo particolarmente interessati alla mobilitazione dei giovani. Sono fermamente convinto che questo pianeta, la nostra specie e anche la nostra Repubblica democratica e antifascista abbiano un futuro, se le ragazze e i ragazzi riusciranno a prendere il futuro tra le proprie mani. A questo vi esorto, a prendere tra le vostre mani il programma per il futuro contenuto nella Carta Costituzionale.
Questi risultati sono stati raggiunti senza impegni di denaro pubblico, tutte le spese sono state sostenute dalla sezione ANPI “Elvio Palazzoli” , che vive della sottoscrizione che gli iscritti fanno al momento della loro iscrizione annuale. Ci tengo a dirlo perché spesso le sparute organizzazioni neo-fasciste sostengono che l’ANPI vive di sovvenzioni pubbliche. Lo hanno scritto anche quest’anno su uno struscione affisso furtivamente notte tempo in occasione del nostro primo seminario e sono stati duramente smentiti dagli studenti, dagli insegnanti e dal dirigente dell’ITC Fossombroni. L’ANPI non ha avuto neppure bisogno di replicare: tutte le scuole che aderiscono al progetto “A scuola di Costituzione” sanno per esperienza diretta che questo progetto non costa nulla e pesa anche poco sul “tempo-scuola” perché si fonda sul lavoro curriculare delle classi coinvolte. Alla fine occupa alcune ore delle tre mattine dei seminari previsti. Per quanto riguarda il rinfresco, che verrà offerto alla fine della cerimonia e che mette a disposizione la nostra tradizionale “torta tricolore”, devo ringraziare la sezione alberghiera dell’ITIS Leopoldo II di Lorena , i suoi ragazzi e docenti insieme al Dirigente Prof. Alfonso De Pietro.
Per quanto riguarda la prossima edizione del progetto, che sarà la settima, il gruppo di progetto ha proposto il tema della laicità dello stato, quindi gli articoli 7 e 8 della Costituzione, che riteniamo fondamentali per la convivenza civile del nostro paese, dove storicamente convivono molte confessioni religiose ed oggi in maniera particolare.
Tra poco distribuiremo gli attestati e vi troverete indicato il nome del partigiano che intitola la nostra sezione: Elvio Palazzoli, un ragazzo poco più grande di voi. Vi voglio raccontare qualcosa di lui, che ricorderemo insieme ai suoi 5 compagni caduti a Porta Vecchia, il prossimo 15 giugno per la commemorazione della Liberazione di Grosseto. Era rientrato dal fronte dopo l’armistizio del 1943, era a casa sua, ma – come ci ha raccontato la sorella – aveva giurato di servire la patria e, quando venne chiamato dai partigiani della Brigata Garibaldi “Vittorio Alunno” a difendere la città dall’esercito nazista, che si stava ritirando “aggressivamente”, non ritenne di doversi sottrarre e nella notte tra il 14 e il 15 giugno del 1944 giurò una seconda volta. Salutò i propri cari dopo aver passato la notte in Comune, dove il Comitato di Liberazione Nazionale di Grosseto aveva formato dopo 20 anni di assenza a causa della dittatura fascista il primo consiglio comunale della Liberazione, e si attestò a difendere Porta Vecchia. Fu ucciso alla Cavallerizza dai tedeschi e per oltraggio il suo cadavere fu precipitato dalle mura, non rispettando neppure le regole della guerra, che prevedono il rispetto dei nemici. Spero che non ci sarà più bisogno in futuro di difendere la libertà e la democrazia con comportamenti eroici come quello di Elvio Palazzoli. Ciò sarà possibile se voi, giovani, farete la vostra parte a difesa delle istituzioni democratiche e antifasciste.

intervento di una delle studentesse di “A scuola di Costituzione”

“A SCUOLA DI COSTITUZIONE”

Buongiorno e benvenuti.
Il mio nome è Jenet Abdulai,studentessa di terza I del rosmini.
Ringrazio per la cortese attenzione che vorrete accordarmi per celebrare insieme la conclusione del progetto “A SCUOLA DI COSTITUZIONE”.
Per fare questo è necessario ringraziare l’ANPI per il progetto proposto ai diversi istituti,che ci ha permesso in un certo senso di “viaggiare nel tempo”,permettendoci di conoscere una parte fondamentale della nostra storia.
Il progetto “A SCUOLA DI COSTITUZIONE” ha come obbiettivo prioritario il conseguimento dell’attestato di cittadinanza ,fondata sul lavoro di tutti.
Poiché l’unico modo di essere cittadini italiani è riconoscersi nei valori della costituzione,per cui si sono svolte lotte per la liberazione e della resistenza,un patto che unisce i cittadini italiani ricordando loro i principi repubblicani,democratici e antifascisti.
Per questa sesta edizione,nonchè settantesimo anniversario della nostra carta costituzionale,abbiamo tutti svolto un grande lavoro,in primis è stato creato un gruppo studentesco che,sotto la guida degli insegnanti e dei rappresentanti dell’ANPI,ha partecipato a tre seminari organizzati.
Il primo incontro riguardava il rapporto tra costituzione e valori della resistenza dedicato al partigiano combattente Carlo Smuraglia,un uomo di novantacinque anni,i cui occhi mostravano la sofferenza e l’orgoglio dell’aver combattuto nella resistenza contro il nazifascismo.
I suoi racconti sono un forte insegnamento che noi tutti terremo nei nostri cuori in memoria di ciò che oggi,grazie a uomini come lui,ci è concesso avere.
La nostra classe è rimasta colpita dalle parole del professor Smuraglia,poichè nonostante ciò che ha vissuto non si è mai ritenuto un eroe.
Tra i tanti progetti,una mia compagna di classe Georgiana Dragomir il 25 aprile ha tenuto un interessante discorso per la festa della liberazione,mentre la professoressa Cristina Citerni ha deciso di aggiungere, a questa bellissima esperienza, la commemorazione dei martiri d’istia,alla quale partecipa già da molti anni.
In oltre,con la collaborazione dei pensionati della CGIL,abbiamo messo in scena un’opera dedicata ai martiri ideata e scritta dalla professoressa citerni e dal professor Patrizio Piccioni,esperienza meravigliosa anch’essa.
Il secondo seminario volto a conoscere parte dei principi fondamentali,ed in particolare l’articolo 2 della carta costituzionale,ha avuto come relatore Claudio De Fiores,stimato professore universitario di diritto costituzionale della seconda università di Napoli.
Il professore ci ha illustrato gli aspetti importanti dell’articolo 2 e lo ha poi paragonato a diversi articoli e ad eventi storici significativi,concentrandosi sui diritti inviolabili dell’uomo.
Il terzo ed ultimo seminario invece è stato tenuto da Elisa Giomi,professoressa di sociologia della comunicazione dell’università Roma tre.
L’argomento che ci ha proposto,merita l’attenzione di tutti,la violenza sulle donne.
Questo “fenomeno” se così possiamo chiamarlo,ci colpisce tutti,me per prima.
In questi anni di lotte per la parità dei sessi,per il rispetto,per non subire abusi e violenze,è d’obbligo ricordare che uomo e donna devono essere messi sullo stesso piano.
Bisogna avere rispetto dellapersona,portatrice di diritti inviolabili.
La professoressa ci ha dimostrato in modo pratico le abissali differenze che ancora dividono l’uomo dalla donna.
La disugualianza egoistica fondata sui valori di una vecchia società patriarcale che tenta di evolversi con non poche perdite.
Ricordiamoci che tutti abbiamo gli stessi diritti!
Oggi,dopo tanto lavoro da parte di studenti ed insegnanti,a noi ragazzi viene consegnata dal nostro stimato prefetto l’attestato di cittadinanza italiana.
Siamo onorati di questa opportunità!
Sono orgogliosa di aver potuto dare il mio contrubuto a questo progetto.
Ricordare una parte di storia impossibile da cancellare;da
tramandare ai nostri figli poiché la barbarie del passato non si ripeta e rimanga solo un lontano ricordo.
Promettiamo solennemente di conservare la memoria di chi ha combattuto per noi,e vi assicuriamo che saremo i portavoce di questa storia e rispetteremo il sacrificio di chi ha lottato tanto,per consegnarci la democrazia.
Ringrazio il signor prefetto per la sua convinta adesione al nostro percorso,ringrazio l’ANPI e i professori per questa esperienza formativa,volta ad aprirci gli occhi su un passato senza il quale non esisterebbe un futuro.

 

01 gennaio 2018

Jenet Abdulai