donne…..

Un episodio veramente eccezionale accaduto l’8 ottobre del 1941, a poco più di un anno dall’entrata di Mussolini in guerra. Episodio tanto più eccezionale perché ne sono state protagoniste le donne. Tante donne, un migliaio almeno. Per quel borgo agricolo che di abitanti ne poteva avere soltanto poche migliaia, quel migliaio fa veramente impressione. Le cronache fasciste dell’epoca hanno definito il fatto come “adunata sediziosa”, quindi illegale, disfattista, da reprimere con durezza. Erano donne, quasi tutte braccianti agricole, cioè povere. Quelle che come i precari di oggi, andavano rastrellando giornate di lavoro saltuario qua e là, per scampare alla miseria, nera ospite fissa che se non era dentro casa era comunque sempre affacciata sull’uscio. Andavano alla vendemmia, e anche a mietere il riso, quelle donne. Non so per che paga, ma certamente vicina a quella delle giovani donne schiacciate giorni fa sotto il crollo di Barletta.
Qualche storico-economista faccia il confronto fra le paghe di poche lire di allora e gli scarsi euro di oggi. Credo che ci sia un esatto triste parallelo.
Quelle nostre nonne e bisnonne contadine andavano a piedi o in bicicletta verso campi sparpagliati, venivano dai tanti casolari e frazioni, ma ad un bivio, occasione obbligata di incontro, scambiandosi in dialetto i loro malumori, erano arrivate alla decisione di ribellarsi. Il pane era poco e cattivo. La guerra un incubo. Si mettono d’accordo per l’indomani, cambiare percorso, avvertire le altre, tutte le altre e andare non nei campi ma dentro il borgo, al municipio. A far che? A protestare per i bollini del pane, bollini distribuiti da poco e risultati così insufficienti, così scarsi. Bollini del pane, cioè fame e bollettini di guerra, cioè dolore. Continua a leggere

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Paola e Emma, due donne diverse….

marce

Dedico queste righe al confronto tra due donne diverse. Una ho la fortuna di conoscerla da tempo, si chiama Paola ed è una operaia della Electrolux di Conegliano; l’altra per fortuna non l’ho mai frequentata, ma mi tocca spesso ascoltarla mentre pontifica a reti unificate, si chiama Emma e fa la presidente di Confindustria.

paola morandinLa prima è figlia di operai, la seconda invece è figlia di un industriale. Fatalità. Continua a leggere

“Le donne di Ribolla negli anni ’50, fra miniera e cooperativa”

Sabato 7 maggio, alle ore 15:30, nella  Sala Conferenze dell’Archivio Storico Unicoop Tirreno di Ribolla, si terrà un incontro sulla storia delle donne di Ribolla nel quadriennio 1951-1954.

La giornata sarà introdotta da Enrico Mannari, responsabile Archivio Storico Unicoop Tirreno.

Interverranno:

Barbara Solari | Ricercatrice ISGREC e autrice del libro “Presenze femminili. Le Amiche della Miniera di Ribolla (1951-1954)”.

Carla Burgassi | Segretaria provinciale dello SPI-CGIL di Grosseto.

Marzia Prando e Vera Bartalucci | Auser di Ribolla.

Nel corso dell’incontro sarà proiettato il cortometraggio “La bandiera della pace” , realizzato da Cristina Berlini.

25 APRILE 2011 – DISCORSO DI MILENA FIDANZI (ANPI FOLLONICA SEZ.DONNE)

Buongiorno compagni.

Buongiorno a voi cittadini di ogni genere.

Un grazie da parte dell’ANPI sezione donne a tutti voi che siete presenti alla Celebrazione del 25 aprile

La più bella festa italiana, la festa della liberazione dal nazifascismo, la festa della libertà e della democrazia.

La lotta di liberazione ha restituito onore e dignità al popolo italiano. Dopo la vergogna del fascismo e della monarchia, cito qui soltanto le leggi razziali del 1938, dopo l’atrocità della guerra a fianco dei nazisti, dopo l’8 settembre 1943, con il paese lasciato allo sbando, sono i partigiani a scrivere la storia nuova del popolo d’Italia. Se non ci fosse stata la Resistenza, ci sarebbe stata soltanto la sconfitta militare del nazifascismo da parte delle truppe alleate, ma mai si sarebbe arrivati a conquistare quell’idea d’Italia degna del senso più alto delle parole CIVILTA’ e DEMOCRAZIA.

I PARTIGIANI AMANO L’ITALIA. Continua a leggere