Trasmettiamo la nota organizzativa, che fornisce alcuni dettagli sul tesseramento 2018 e 2019.

A.N.P.I.
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
COMITATO NAZIONALE
_____
00192 Roma – Via degli Scipioni, 271 – Telefoni 06/3211949 – 3212345 –3212807 – Fax 06/3218495
Ente Morale Decreto Luogotenenziale n. 224 del 5 aprile 1945 – Cod. Fisc. 00776550584
http://www.anpi.it – e-mail segreterianazionale@anpi.it oppure comitatonazionale@anpi.it

NOTA ORGANIZZATIVA
Il Comitato Nazionale ha assunto la decisione di chiudere anche quest’anno il
tesseramento del 2018 il giorno 31 dell’ottobre p.v. data entro la quale, come
previsto dal nostro Statuto, ogni struttura provinciale dovrà anche
predisporre, approvare e quindi inviare a Roma il proprio bilancio preventivo
per l’anno 2019.
Le tessere non distribuite andranno restituite all’Amministrazione dell’ANPI
nazionale così come dovranno pervenire in tempi celeri all’Organizzazione
(segreterianazionale@anpi.it) i dati finali del tesseramento del 2018 nel
modulo in allegato. I bilanci consultivi del 2018 dovranno essere approvati
entro il 31 marzo 2019 e anch’essi prontamente inviati a Roma.
La campagna di adesioni alla nostra Associazione per il prossimo anno si
aprirà con le GIORNATE DEL TESSERAMENTO del 17 e 18 novembre p.v.
che dovranno essere caratterizzate da un grande numero di iniziative diffuse
sul territorio e dal coinvolgimento di personalità della cultura e della società
civile che sostengono la nostra campagna di adesione all’Associazione. A tal
fine, vi giungerà al più presto una nota di lavoro dettagliata.
Occorrerà cogliere tutte le potenzialità che la campagna del tesseramento ci
offre in una difficile fase politica, per l’Italia e per l’Europa, che vede però una
notevole attenzione verso la nostra Associazione e il diffondersi attorno ad
essa di grandi aspettative.
Ricordiamo che, al momento della consegna, vanno fatti firmare e conservati
nelle sedi provinciali i cedolini attaccati alla tessera al fine di consolidare le
nostre anagrafi degli iscritti, di rispettare quanto previsto dalle nuove
normative legislative che soprassiedono alla privacy e di conoscere sempre
di più, e meglio la composizione sociale della nostra Associazione.
Vi informiamo, quindi, che nella prossima settimana vi invieremo il modulo di
domanda di iscrizione in una versione aggiornata. Sostituirà quello dello
scorso anno.
Cari saluti e buon lavoro
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
28/09/2018

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Alleghiamo alla presente la relazione della Presidente nazionale dell’ANPI, Carla Nespolo, contenente indicazioni utili ad affrontare seriamente i problemi che abbiamo in questo periodo: l’unita antifascista, il rapporto con i partiti e con la politica, ecc., perché sia oggetto di una Vostra riflessione e perché ne venga data comunicazione ai membri dei direttivi di sezione.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
COMITATO NAZIONALE
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COMITATO NAZIONALE

giovedì 20 settembre 2018
Relazione introduttiva della Presidente Carla Nespolo
Direi di iniziare, compagni, perché come avete visto dall’O.d.G. ci aspetta una giornata
densa di cose su cui dobbiamo riflettere.
Vi saluto tutte e tutti, vi ringrazio affettuosissimamente della presenza.
Il primo punto all’O.d.G. come vedete è “l’esame della situazione politica, con particolare
riferimento al nostro impegno di contrasto al razzismo ed al fascismo”. Perché? Dico una
cosa ovvia ma questo diffondersi di parole razziste da parte in particolare di Salvini,
sostanzialmente non contrastato dagli altri membri di governo, ci preoccupa molto,
soprattutto per l’esempio che produce nella opinione pubblica e quindi per il diffondersi di
un superficiale sentimento razzistico. E se a questo aggiungiamo, in questi ultimi tempi,
l’estensione del concetto di legittima difesa, la facilitazione della vendita delle armi e così
via, si comprende che noi siamo di fronte a un pericolo reale e forte di fascistizzazione di
una parte della opinione pubblica perché tutto ciò avviene non tanto nel consenso, a mio
parere, della opinione pubblica stessa, ma nell’indifferenza generale. Sono le stesse radici
da cui è nato il fascismo in Italia più di 70 anni fa.
Detto che il pericolo è reale, forte, non ha nessun senso dividersi tra ottimisti e pessimisti
su questa analisi, però penso che dobbiamo anche dire e ricordarci che non è la prima
volta che la democrazia nel nostro Paese è stata messa in pericolo dopo la Liberazione.
Una vera stagione di superamento del fascismo culturale e politico c’è stata ma non di
condivisione del valore dell’antifascismo come invece è avvenuto in altri Paesi europei.
Noi abbiamo avuto episodi in questi 70 anni molto pericolosi, più pericolosi di quello che
avviene oggi: penso a tutta la stagione del terrorismo e delle stragi, al rapimento Moro, ai
tentativi di colpo di Stato; a tutto questo il movimento democratico antifascista ha sempre
saputo reagire con forza e con unità. Siamo in una situazione analoga e nello stesso
tempo diversissima. La diversità nasce dal fatto che non ci sono più forze di massa
organizzate di tipo antifascista, c’è una crisi della sinistra, e se al tempo del rapimento
Moro potevamo avere nella stessa piazza (due ore dopo la notizia) le bandiere del Partito
Comunista, della Democrazia Cristiana, del Partito Socialista, del Partito Liberale, e così
via, oggi non è più così ovviamente perché quella forma organizzativa, il partito di massa,
non c’è più e oltre questo perché, ripeto, c’è una crisi della sinistra fortissima, evidente,
nota.
Risulta chiaro, allora, che di fronte a questo cambio di passo, di fronte al razzismo di
Salvini – che era prevedibile – ma anche all’inedia e all’inerzia dei 5stelle – un po’ meno
prevedibile – in qualche modo si sia verificato, in parte dell’opinione pubblica, un senso di
smarrimento e di solitudine. In questa situazione il ruolo dell’ANPI è stato un ruolo forte, di
collante democratico, perché ci siamo accorti anche noi dopo le prime incertezze, le prime
contraddizioni – penso a Macerata – che questa voce degli antifascisti si alzava e che noi
dovevamo essere in grado di darle rappresentanza, per quello che è nelle nostre
possibilità e nella stessa nostra ragione d’essere.
./.
2.
Abbiamo visto in questi mesi nel nostro Paese, ed è un tema che riguarda non soltanto la
contingenza politica nella quale ci troviamo ma anche un’idea di democrazia che si sta
delineando per il prossimo tempo che ci è dato, che dalla lotta e dalla fantasia di tante e di
tanti è partita in mille rivoli la reazione a questo clima opprimente, fascistizzato ecc. Penso
ovviamente alle manifestazioni, grandi e partecipate che abbiamo fatto noi come Piazza
del Popolo a Roma il 24 febbraio, come Bologna, come la manifestazione delle magliette
rosse per dirne solo alcune, ma penso anche a tutto quello che è successo, molto
sappiamo e molto anche non sappiamo: i cittadini di tante città e paesi; gli insegnanti che
nelle singole scuole insegnano Resistenza e Costituzione; gli intellettuali che in una prima
fase sembravano assenti e ora parlano con decisione. Li sentiamo adesso cominciare a
organizzare una presenza, una riflessione, una protesta, poi magari se vuole Anna Cocchi
dirà dei 300 professori dell’Università di Bologna che stanno raccogliendo firme sotto un
appello antifascista e antirazzista ma per fare un esempio solo, ne potremmo fare molti
altri. Abbiamo le mille iniziative che facciamo in Italia e che vedono partecipazione,
presenza, attenzione. A questo proposito permettetemi di dire che io sono stata al
Cansiglio due settimane fa, ho incontrato il compagno “Eros”, Umberto Lorenzoni, l’ho
salutato, non è che stia bene, no, non sta bene, però, sia pure con un filo di voce, mi ha
chiesto di salutarvi tutti incitandoci ad andare avanti. Ci tenevo a dirlo perché quell’incontro
è stato un momento bello e commovente. Ho fatto un excursus molto rapido anche
perché, ripeto, pur avendo tanti temi all’O.d.G. non voglio annoiarvi, ma poi perché sono le
compagne e i compagni che potranno intervenire nella loro realtà e dirci quali sono le loro
necessità e le esperienze.
Dicevo prima che noi abbiamo una funzione di collante democratico, noi dobbiamo sapere
stringere attorno a tutto il mondo democratico che esiste, alle associazioni, ecc., quel filo
rosso della unità che ci hanno insegnato i partigiani.
La domanda è: noi siamo in grado? Io faccio la domanda non do la risposta, perché non
ce l’ho e vorrei che su questo ragionassimo seriamente e bene. Siamo in grado di
rispondere a tutte le aspettative che ci sono nei confronti dell’ANPI? Io non so dire se sì o
no, penso ovviamente che in alcune realtà sì e in altre no, penso ovviamente più sì che
no. Ci crediamo davvero che questa strada, quella di dialogare e di lavorare assieme a
tutte le forze democratiche antifasciste, è quella che ci consente di affrontare bene questo
futuro (e non sappiamo quale sarà) per fare la nostra parte in modo serio? Io penso che
questo tema dell’unità, quello che abbiamo ribadito a Chianciano, quello che quando viene
annunciato nelle assemblee, anche pubbliche, negli incontri, viene sempre applaudito,
abbia bisogno di approfondimento e di scelte coerenti e definitive secondo me. Io ci credo
molto, credo che questa unità in fondo sia l’esito più importante, più positivo, più utile della
lotta di Liberazione. Saper dialogare tra democratici, tra ideali diversi ma tutti uniti dal
rispetto dei dei diritti umani e dei diritti sociali, è il cuore della Costituzione italiana, è l’esito
più importante, ripeto, della lotta di Liberazione.
Perché questa unità sia solida e duratura e utile, noi abbiamo bisogno prima di tutto di
essere forti custodi della nostra autonomia. Quello che ci hanno insegnato Smuraglia e gli
altri Presidenti: l’autonomia dell’ANPI, la sua identità sono fondamentali. Lo so che dico
una banalità, lo so che siete dirigenti come me e lo sapete, ma noi non siamo un partito e
non lo vogliamo diventare. Non perché ci dispiaccia il concetto in sé di Partito (che è una
forma di organizzazione democratica rispettabilissima) ma noi siamo una associazione
che ha la sua autonomia, e con la sua autonomia di programma, di progetto e di lavoro noi
andiamo al confronto unitario con tutti gli altri, con la duttilità necessaria e la fermezza
3.
indispensabile. Questo lo abbiamo fatto con l’incontro con le 23 associazioni del
Coordinamento “Mai più fascismi” che ha sortito l’esito delle firme, delle 300mila firme.
Non saremmo sinceri tra noi se non dicessimo che su questa strada del dialogo tra tutte le
associazioni difficoltà ne abbiamo incontrate, non le incontriamo per esempio con le
associazioni partigiane o dei deportati o dei perseguitati politici, lavoriamo benissimo con
la CGIL, con Libera e con l’Arci. Non ci stanchiamo mai sui territori di costruire, di allargare
questo fronte, però sappiamo che questa è la situazione, da non sottovalutare.
Una riflessione specifica che merita a mio parere di essere fatta a parte, è quella del
rapporto con i partiti politici perché su questo punto noi probabilmente abbiamo anche
bisogno di raddrizzare un po’ la macchina, di mettere bene in marcia il motore. Sono
ancora un po’ tante le realtà che dicono: “ah, col PD io non faccio niente, perché col PD la
battaglia antifascista non la faccio”, oppure: “ah no, quelli di Potere al Popolo sono
settari!”. E’ complicato. Io lo so che è complicato, compagni. Partiamo allora dalle cose
semplici, partiamo dal fatto che le sedi dell’ANPI non possono stare in quelle dei partiti
politici. Io prego, a questo punto, tutti i membri del Comitato Nazionale, i Coordinatori
regionali, di fare il possibile, lo so che a volte non ci sono le risorse, lo so che non è
semplice, però parliamoci chiaro, un conto è essere ospitati dalla CGIL e un conto è
essere ospitati dal PD o da Potere al Popolo. Si finisce, anche nell’immaginario pubblico,
con una identificazione che non va bene. Da questo punto di vista c’è da fare qualcosa, da
raddrizzare, da dare qualche colpo di reni, sempre se condividiamo quello che ho detto
prima rispetto all’unità: che l’unità è con tutti quelli che sono antifascisti. Io per esempio, ve
lo dico chiaramente, sono molto contenta di aver letto oggi che la manifestazione a Trieste
del 3 novembre di Casapound ha visto la contrarietà non solo dal Sindaco ma anche dello
stesso Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, che ha detto: “a me non
preoccupa una sfilata, a me preoccupa negare i valori che sono rappresentati da chi ha
lottato per la libertà”, stiamo parlando di un leghista. Noi dovremmo far finta di niente? No,
è positivo e dovremmo dirlo, come è stato negativo il fatto che lo stesso sindaco di Trieste
abbia impedito a dei ragazzi di esporre una ricerca seria sulle leggi razziali, e a questo
proposito devo dire che il compagno Pagliarulo ha fatto un preziosissimo lavoro in loco per
il 18 settembre: il nostro Comitato Regionale ha fatto una manifestazione alla Risiera di
San Sabba con il saluto di Liliana Segre, di Noemi di Segni, una iniziativa dell’ANPI molto
positiva, molto buona. Questo è quello che volevo dire su questo punto, lo so che posso
essere accusata di essere ecumenica quasi quanto un prete però io ve lo dico lo stesso,
poi voi respingete questa idea se non la condividete o discutiamone. Io sono perché il
dialogo noi lo facciamo con tutti compresi i 5stelle. Non a caso noi quando abbiamo fatto
l’appello “Mai più fascismi” abbiamo invitato ad aderire anche i 5stelle, ma non abbiamo
avuto riscontro. Una delle frasi che io dico spesso in pubblico – senza ottenere alcun
successo, diciamo la verità – a coloro che hanno votato 5stelle, è: chiedete conto ai vostri
dirigenti perché non contrastano Salvini, perché non fanno una pratica sostanziale di
antifascismo e antirazzismo. Non ottengo molto successo però io lo dico con la speranza
che il pensiero arrivi, in qualche modo, in qualche mente.
Sono arrivata a questo punto per dire che su questa linea della unità è necessario andare
avanti. Cosa vuol dire questo? Che dimentichiamo tutto quello che è stato il terribile
percorso del 2016 e 2017 con il referendum? Assolutamente no. Però è inutile dire “Ve
l’avevamo detto” oppure: “Meno, male che ha vinto il No”. Dividendoci avremmo meno
strumenti istituzionali e sociali, di reazione rispetto alla politica anti-democratica di Salvini.
Dobbiamo tenerlo a mente. E dovremo anche vigilare, qui non mi addentro, c’è Smuraglia
4.
e dirà lui che cosa bolle in pentola rispetto alle nuove proposte della maggioranza di
modifiche costituzionali: dovremo essere pronti a contrastarle con eguale forza, rigore e
argomenti. Oggi la nostra battaglia deve essere per l’applicazione della Costituzione.
Vi chiedo scusa, mi sto avviando alla conclusione, ma oggi i temi sono davvero tanti.
Quando io parlo di unità a volte qualche compagno dice: “Sì, ma uniti per cosa?”. Io dico:
uniti per difendere e per promuovere una coscienza civile, democratica nel nostro Paese,
uniti per fare cultura, per fare politica, per fare appunto coscienza collettiva e democratica.
Se mi chiedete se questa unità avrà o no un esito rispetto a una possibile alternativa di
governo io non lo so, mi sembra come mettere il carro davanti ai buoi, non lo vedo come
un tema all’orizzonte, stante anche la crisi della sinistra, non mi sento di addentrarmi più di
tanto su questo argomento, mentre c’è un altro tema su cui dobbiamo essere chiari, che è
quello dell’Europa. Tra pochi mesi si voterà per l’Europa. E’ vero che noi – lo diceva ieri il
compagno Niccolai in un’altra riunione, quella della Commissione di Organizzazione – non
prenderemo parte a queste elezioni dicendo vota per quel partito piuttosto che per
quell’altro, ma dire che noi vogliamo un’Europa democratica e antifascista dobbiamo farlo
assolutamente ed è anche per realizzare questo obiettivo che il 14 e 15 dicembre faremo il
Convegno degli antifascisti europei, poi Pollio Salimbeni potrà riprendere il tema. Io vi
chiedo scusa compagni, non è che voglia suggerire gli interventi a ciascuno, lo dico
perché davvero in questi mesi c’è stato un grande lavoro di squadra e devo dire che sono
molto grata ai compagni che hanno lavorato con grande impegno su questo terreno. Dico
anche che faremo il 30 novembre e il 1° dicembre, a Milano, un convegno sui Musei della
Resistenza, un confronto tra i Musei italiani e i Musei stranieri dove per gli italiani ci sarà
l’Istoreto, Montefiorino, Fosdinovo e il Cervi; per i Musei stranieri sarà presente il Museo di
Grenoble, quello tedesco di Berlino, il Museo di Amsterdam e quello di Lubiana. Questa è
un po’ la situazione. Si tratta di due progetti che non abbiamo fatto adesso ma che sono
stati presentati e approvati nello scorso anno, da realizzare entro il 2018, cui si aggiunge
quello del gruppo di lavoro presieduto dal compagno Smuraglia sulla Costituzione, sui 6
seminari che sono stati già fatti in tutta Italia, sul libro che sarà stampato. Quindi questi
sono i tre progetti che noi dobbiamo portare a compimento. Vedete bene che di lavoro ne
abbiamo tanto, ma per quanto riguarda l’Europa, il Convegno degli antifascisti sarà
sicuramente un momento importante per dire qual è la nostra idea di Europa e la nostra
lotta, il nostro impegno per un’Europa democratica e antifascista. Mi fa molto piacere
annunciare anche che il Convegno sarà aperto dal compagno Aldo Tortorella che è molto
vicino a noi, poi potranno dirlo meglio Fabrizio De Sanctis e Tina Costa.
Non basta dire Europa, però. Lo sappiamo che nel momento in cui diciamo Europa
dobbiamo misurarci con il voto che è stato espresso in questo periodo: penso non solo a
quello italiano, ma anche a quello svedese. C’è una spinta sovranista in Europa forte,
fortissima, poi quando leggo Trump che manda anche uno dei suoi esperti, non ricordo
nemmeno chi, per insegnare agli Stati, ai popoli europei come si fa per diventare
indipendenti, per affossare l’Europa e che la stessa spinta sovranista, più silenziosa, c’è
anche da parte della Russia, la preoccupazione è molto forte. Idem perché noi non
abbiamo solo un sovranismo di destra, penso a Fassina, penso al suo rapporto con
Savona. Noi ANPI stiamo da un’altra parte, stiamo dalla parte della difesa dell’Europa
perché è questo continente che ci ha dato oltre 70 anni di pace, ma sappiamo tutti
benissimo che per difendersi l’Europa deve cambiare, è stata troppo un’entità finanziaria
sorda ai temi sociali, troppo. E oggi è ancora timida, anche se secondo me la presa di
5.
posizione su Orban è comunque un primo passo molto significativo. Pur non volendo
invitare nessun parlamentare – non vogliamo che questo incontro degli antifascisti europei
diventi una sorta di passerella pre-elettorale per nessuno – abbiamo pensato di invitare la
parlamentare verde che ha fatto la meravigliosa arringa contro Orban spostando anche
pezzi di opinione dentro il Parlamento europeo. Un’altra strada in salita per noi: cioè
essere nello stesso tempo per l’Europa ma per un’altra Europa, d’altra parte cose facili per
gli antifascisti non ce ne sono. Anche se io sono convinta – sto veramente avviandomi alla
fine – che tutto questo nostro sforzo ha però un merito, quello di sollevare il problema della
memoria e di sollevarlo verso giovani generazioni che non sanno niente. Se il Presidente
del Consiglio scambia l’8 settembre col 25 aprile, o il 25 aprile col 1960, giustamente
dobbiamo indignarci, ma dobbiamo anche andare avanti con questo lavoro di formazione
che con Carlo Smuraglia e Paolo Papotti già stiamo coltivando.
Sono anche contenta di dire che il nostro rapporto con l’INSMLI è diventato più stretto con
la nuova direzione di Paolo Pezzino. Ciò è per noi e credo anche per loro, un grandissimo
aiuto. Per esempio nell’ultima riunione che abbiamo fatto a Milano per parlare e
organizzare del Convegno sui Musei della Resistenza, Claudio Dellavalle ha proposto una
cosa molto bella: preparare dei corsi di formazione per dirigenti ANPI. Io la trovo
bellissima. Dobbiamo farla passare nelle forme più giuste, affinché non si offenda
nessuno. Per approfondire qualche aspetto, per scambiare opinioni ed esperienze va
benissimo. E anche per conoscere la storia dell’Italia Repubblicana.
Io non ho trattato due temi, pur avendo parlato tanto, perché lascio rispettivamente la palla
a Claudio Maderloni e a Carlo Ghezzi. Il primo è quello che riguarda la marcia PerugiaAssisi.
Voi sapete che la marcia si svolgerà il 7 ottobre partendo da Perugia e però è
preceduta da due giornate interessanti anch’esse, in particolare quella del 6 ottobre: la
conferenza tra padre Alex Zanotelli e la sottoscritta sull’art. 11 della Costituzione. Il nostro
obiettivo è quello di avere alla marcia la presenza del gruppo dirigente del Nazionale più
forte e più visibile, anche sfilando all’inizio, alla partenza, dietro al nostro striscione
nazionale. Nell’altro Comitato Nazionale Ottavio Terranova mi ha chiesto: quanti chilometri
sono? Gli ho risposto: mah! sono 22, mi ha detto Maderloni! Permettetemi di inviare un
affettuoso saluto a Ottavio che non può partecipare al Comitato Nazionale per suoi
problemi familiari, ma ha mandato un intervento che sarà letto, al termine della mia
relazione, da Marisa Ferro. Sia chiaro, facciamo un chilometro al massimo e poi solo i
nostri atleti: Maderloni, Smuraglia e gli altri potranno proseguire. Io personalmente mi
fermerò. Però abbiamo anche un gruppo di podisti con il berretto e con la maglia dell’ANPI
che faranno tutti i 22 chilometri. Informo tutti che abbiamo già mandato una lettera con il
dettaglio del programma. Lascio su questo, quando sarà il momento, la parola a Claudio.
Per quanto riguarda Ghezzi, ieri abbiamo fatto la riunione della Commissione di
Organizzazione. Capisco che è un po’ faticoso, capisco che è anche un po’ costoso
perché ci si sposta una notte in più ma guardate secondo me è stata una riunione
veramente utile perché abbiamo parlato di tante cose, approfonditamente, come si deve
fare quando si affrontano questi temi. Uno solo ne dico, quello che riguarda il
tesseramento. Noi nel 2017 abbiamo avuto una leggerissima flessione, che se pensate la
temperie da cui uscivamo, compagni, è un risultato positivo. Dimostra che alla nostra
associazione, nel suo corpo grande, anche coloro che non erano d’accordo col “No” si
sono reiscritti. Mi pare di cogliere, ditemi voi se sbaglio, un nuovo interesse per l’ANPI.
Motivato anche dal pericoloso diffondersi del razzismo sparso a piene mani dagli interventi
del Governo. E vedremo cosa diranno i nuovi decreti, previsti a giorni.
6.
Ultima data che vi do: il 17-18 novembre vorremmo dedicarle al nuovo tesseramento. Due
giornate che dovranno essere partecipatissime. Con le nostre sedi aperte e l’impegno e la
fantasia dell’ANPI al lavoro.
Il primo appuntamento, grande, complessivo di manifestazione è a Milano, il 30 settembre
p.v. Ho visto che Cenati si è preoccupato di avere tutte le adesioni necessarie, i saluti,
ecc. Penso che sia una manifestazione molto bella, e molto importante. Ne dico una ma
potrei dirne cento perché in contemporanea ci sono manifestazioni e iniziative, in
Sardegna, in Puglia, in Calabria e in molte altre regioni. Ho finito e mi scuso per la
lunghezza, normalmente lo sapete non sono così prolissa.
Un abbraccio a tutte e a tutti.