ci ha lasciati Fernando Canzonetti

Ieri ci ha lasciati Fernando Canzonetti, classe 1924, partigiano combattente che all’età di vent’anni ha saputo fare una scelta difficile e coraggiosa, unirsi alle prime bande partigiane della provincia e precisamente al “VII gruppo bande Raggruppamento Amiata”.
Lo scorso 25 aprile aveva ricevuto la medaglia commemorativa del 70° Anniversario della Liberazione, voluta dal Ministero della Difesa per tutti i partigiani ancora viventi.
La sua scelta, insieme a quella di tanti altri giovani, ha permesso a noi tutti di vivere in un’ Italia migliore. Con rispetto ed eterna riconoscenza il nostro pensiero va a lui.

ANED – Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti

L’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti – assiste con orrore crescente alle violenze e ai soprusi autorizzati in Turchia dal presidente Erdogan all’indomani del fallito colpo di stato militare.
La scena dei prigionieri seminudi e ammanettati con le mani dietro la schiena stipati uno sull’altro sul pavimento di un capannone ci ha fatto tornare alla mente l’identica scena vista nelle baracche di quarantena di Mauthausen, dove pure i deportati erano costretti nudi sul pavimento, obbligati a sistemarsi uno sull’altro dalla sferza dei “kapo”.
Abbiamo visto le raccapriccianti immagini delle scudisciate e persino delle decapitazioni pubbliche, in un clima di isterica eccitazione collettiva.
Abbiamo appreso della destituzione e dell’arresto di centinaia, migliaia di giudici non allineati, di arresti e deportazioni di militari, di docenti, di giornalisti.
Il pensiero, inutile tacerlo, è andato ai giorni successivi all’incendio del Reichstag, nella Germania all’inizio della sua nazistificazione. E non ci tranquillizzano certo le ipotesi che circolano con insistenza di un “autogolpe” dello stesso Erdogan: di nuovo il pensiero va alle fiamme sul Reichstag e a quello che ne è seguito.
L’ANED unisce la sua voce a quella di quanti invocano in Turchia il rispetto dei diritti umani individuali e collettivi e il ripristino delle libertà democratiche contro l’oscurantismo di matrice religiosa fomentato dal potere. E chiede l’immediato intervento delle istituzioni internazionali che devono utilizzare tutti gli strumenti di pressione a loro disposizione per salvaguardare la libertà e i diritti umani in Turchia.
L’imbarazzato silenzio dei paesi europei di fronte alla feroce repressione scatenata dal presidente turco Erdogan è un colpo all’unità europea e all’idea stessa di un continente unito e democratico; un colpo più forte e pericoloso della stessa decisione di defilarsi della Gran Bretagna. Senza la difesa dei valori essenziali di democrazia, di libertà, di laicità dello stato non esiste alcuna credibile idea di unità per i popoli d’Europa.
L’Italia si muova e si muova subito per chiedere all’Europa e alle istituzioni internazionali un intervento capace di fermare la mano dei boia di Istanbul. Le forze politiche italiane accantonino per un momento le proprie divisioni per dimostrare di essere ancora capaci di nutrire e difendere i valori essenziali dell’umanità, della libertà, della pace e della democrazia.

Accordo Miur-Anpi per promuovere la Costituzione e la Resistenza nelle scuole

24 Luglio 2014

Protocollo Miur-Anpi con l’obiettivo di promuovere la Costituzione e la Resistenza nelle scuole.

L’intesa è stata sancita al Senato, questa mattina, giovedì 24 luglio, fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Anpi.

A siglarlo, il Ministro Stefania Giannini e il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia.

L’accordo punta a promuovere e sviluppare progetti didattici nelle scuole per divulgare i valori della Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale.

Miur e Anpi, in particolare, realizzeranno iniziative per le celebrazioni del 70° della Resistenza e della Guerra di Liberazione, promuovendo processi tematici di riscoperta dei luoghi della memoria e la divulgazione dei valori fondanti la Costituzione repubblicana.

“Questo accordo – ha sottolineato il Ministro Giannini – è uno strumento fondamentale per far comprendere a tutti gli studenti il valore della nostra Costituzione e l’importanza della memoria della Resistenza raccontata anche da chi l’ha vissuta in prima persona”.

“Ritengo – ha aggiunto il Presidente Smuraglia – che questa firma assuma una grandissima importanza rispondendo ad una esigenza profonda che emerge dal mondo della scuola e che assicura un’attività continuativa in favore della cittadinanza attiva”.

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato per il No al referendum costituzionale di Grosseto, nel momento in cui si è chiusa la fase della raccolta delle firme, vuole per prima cosa esprimere il suo ringraziamento ai volontari e ai certificatori che hanno lavorato in condizioni difficili dando davvero il massimo alla causa del No allo stravolgimento della nostra Costituzione.
Purtroppo l’obiettivo nazionale delle 500.000 firme non è stato raggiunto, questo non mette in discussione il referendum poiché i deputati ed i senatori contrari all’approvazione della riforma hanno chiesto il referendum dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge Renzi-Boschi e questo garantisce che il referendum si terrà comunque.
Il lavoro di raccolta aveva due obiettivi fondamentali
1- Cercare di informare e discutere del tema con più persone possibile
2- Accedere al contributo previsto per i comitati referendari per poter condurre poi una campagna elettorale, che non può essere senza costi, che potesse rendere chiare le ragioni del NO
Purtroppo, mentre il primo punto è stato sicuramente raggiunto, il secondo cade con il mancato raggiungimento delle 500.000 firme. Questo renderà più difficile il nostro futuro lavoro, infatti la stessa raccolta delle firme è stata resa molto ardua dal silenzio dei media sia sulla sua esistenza che sulle ragioni del NO. Sicuramente sarà difficile competere con la potenza comunicativa dei sostenitori dello stravolgimento della Costituizione.
Il silenzio che ha pesato più è stato quello di organizzazioni che hanno saputo solo emanare comunicati formali sul sostegno al NO ma non sono state presenti nel lavoro concreto di raccolta e anzi hanno spesso contrastato quel lavoro reso già così difficile sia dalla complessità dei contenuti che dalle difficoltà frapposte da chi doveva pubblicizzare l’iniziativa e mettere a disposizione, per esempio, tutti i certificatori necessari . Ma il lavoro non finisce qui e tutti saranno chiamati a schierarsi rendendo evidenti le proprie posizioni. Il Comitato si attiverà al massimo per organizzare momenti di approfondimento e anche di confronto sui contenuti sia a Grosseto che nelle varie zone della provincia. Stiamo attendendo che il presidente del consiglio ci faccia conoscere la data esatta, probabilmente quella più favorevole a lui secondo i sondaggi, di quel referendum per il quale il nostro obiettivo rimane una grande vittoria del NO