rinvio direttivo a sabato 17 febbraio alle ore 10,00

ANPI PROVINCIALE GROSSETO

La riunione del Comitato Direttivo provinciale fissata per venerdì 9 febbraio è rinviata a

sabato 17 febbraio alle ore 10,00

sempre nella sede della CGIL in Via Rep. Dominicana e con lo stesso Ordine del Giorno:

1. Discussione piano di lavoro;

2. varie ed eventuali.

Fraterni saluti

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Segreteria Prov.le ANPI

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convocato il Comitato Direttivo Provinciale

ANPI PROVINCIALE GROSSETO

Venerdì 9 febbraio 2018 alle ore 16,30 in Via Rep.Dominicana, presso la sede della CGIL, è convocato il Comitato Direttivo Provinciale per discutere il seguente O.d.G. :

Discussione piano di lavoro ;
varie ed eventuali.

Si raccomanda la presenza di tutti i componenti . In caso di impedimento si prega di darne comunicazione alla segreteria.

Fraterni saluti

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Segreteria Prov.le ANPI

RELAZIONE ALLA SESTA ASSEMBLEA ANNUALE DELLA SEZIONE ANPI DI GROSSETO “ELVIO PALAZZOLI” (3 FEBBRAIO 2018) approvata dal direttivo dell’8 gennaio 2018

Compagne e compagni,
dalla fondazione della nostra sezione ci incontriamo per la sesta volta allo scopo di discutere della situazione politica attuale, del bilancio del piano di lavoro per il 2017, del lancio di quello per il 2018, del consuntivo economico 2017 e del rinnovo degli organismi dirigenti. Ciò avviene come di consueto in base alle norme del Regolamento Nazionale. Va detto subito che una svolta è necessaria nella gestione politica della nostra sezione. Abbiamo prodotto un grande lavoro, ma molto ci rimane da fare, prendendo atto di alcuni limiti della nostra attività, che i compiti di oggi rendono necessario affrontare e superare.
Anche se la situazione politica e sociale attuale conferma quanto avevamo affermato nelle precedenti relazioni annuali, non possiamo sottovalutare che vi è stato un’ulteriore “scalino” nello sviluppo del “neo-fascismo” sia su scala locale che nazionale, come avevamo già da tempo paventato a fronte di una diffusa indifferenza delle istituzioni e delle forze sociali e politiche. Ha scritto Gianfranco Pagliarulo nell’ editoriale del numero di Patria Indipendente del 21.12.2017 “si è aperta una nuova stagione, quella dell’unità delle forze politiche e sociali antifasciste”. L’unità antifascista non è una novità nei nostri documenti compresi quelli congressuali, ma la sottolineatura che ne fa il direttore della nostra rivista nazionale è significativa. È sotto gli occhi di tutti l’espansione del neo-fascismo su scala europea e delle connesse idee suprematiste, razziste, reazionarie e populiste su scala planetaria, soprattutto legate alla politica guerrafondaia ed antiecologica dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Né ci sembra che esse siano contrastate dai principali competitor planetari (Cina, Russia e anche Europa), che stanno nella stessa spirale di lotta per la conquista di fette più grandi del mercato mondiale, il quale comunque è sovra-saturo di merci e quindi consente pochi spazi se non in ambito virtuale (cfr. l’analisi di Bauman). La crisi economica e sociale planetaria, che si configura sempre di più come crisi di sovrapproduzione (semplicemente non riusciamo a consumare le merci che produciamo, cfr. Latuche), e le guerre conseguenti hanno generato un’ondata migratoria dal sud sfruttato del globo al nord opulento e privilegiato con dimensioni che non hanno precedenti nella storia umana. La crisi non solo ha messo sotto attacco la pace, ma ha prodotto crescenti disuguaglianze sociali, che sono tornate agli stessi livelli del 1929 (cfr. Revelli), facendo sprofondare ampi settori del ceto medio-basso (la piccola borghesia si sarebbe detto un tempo, quando la politica democratica ed antifascista conduceva ancora un’analisi delle classi) in condizioni di vita “proletarie”, oggi si preferisce parlare di “precariato” (ed anche questa definizione occulta l’aspro conflitto in atto tra le classi). I due fenomeni tra loro intrecciati, conseguenze della crisi, le migrazioni (prodotte e non gestite dalle politiche neo-liberiste) e lo sprofondamento della piccola borghesia sono le due cause materiali dell’ attuale sviluppo del neo-fascismo. Insieme a questo vi è una situazione fortemente difensiva del fronte del lavoro su scala mondiale con una perdita secca di egemonia culturale e sociale. Occorre, poi, riprendere lo studio teorico sulla natura del fascismo, per comprendere i rischi che la democrazia corre. Quello che vediamo oggi sicuramente smentisce la definizione della sinistra di stampo terzinternazionalista, che il fascismo è la risposta all’avanzata della rivoluzione proletaria (la quale non è in atto in nessun posto del pianeta e meno che mai in Europa), neppure possiamo pensare semplicemente che il fascismo è una variante del totalitarismo come è stato teorizzato nel secondo Novecento (di cui mancherebbe, peraltro, l’altra faccia che si voleva speculare, quella dello stalinismo). La tendenza dominante oggi in campo politico sembra essere lo svuotamento in senso oligarchico della democrazia formale complicel’assottigliamento della partecipazione popolare (astensionismo elettorale) secondo il modello statunitense. Occorre riprendere la teorizzazione fatta da Gramsci (e poi ripresa da De Felice, il massimo storico italiano del fascismo, criticato dalla sinistra) che il fascismo è la “mobilitazione della piccola borghesia”. Il fascismo storico è stato usato costantemente dalla grande borghesia come carta di riserva nella gestione del potere in quanto manovalanza della violenza contro il lavoratori (come è stata nel “biennio rosso” o nella versione stragista degli anni 60 e 70 del Novecento) oppure come carta principale in quanto regime autoritario di massa negli anni 30 e 40. Esso viene giocato anche oggi come carta di riserva, ma in linea di principio non possiamo escludere che un possibile avvitamento della crisi economica e sociale (che alcuni economisti prevedono anche a breve e medio termine) possa essere giocata come la carta principale come sta succedendo in alcuni paesi dell’est europeo.
Segnaliamo in questa situazione la persistente esistenza di un “caso italiano”, cioè di una specificità della storia economica, sociale e politica del nostro paese, che non casualmente ha tenuto a battesimo la nascita del fascismo come fenomeno politico, sociale e culturale, di cui abbiamo detto nelle precedenti relazioni e soprattutto in quella del congresso di fondazione. E – come ha detto Carlo Smuraglia più volte, anche nel recente seminario agli studenti del nostro Progetto “A scuola di Costituzione” – “non ha fatto i conti fino in fondo” con il fascismo. Si tratta di una vocazione conservatrice e spesso apertamente reazionaria dello stato unitario italiano dalla sua fondazione, che non è necessario descrivere qui in dettaglio (rimandiamo per questo alle precedenti relazioni), la quale ha pochi momenti in controtendenza: in particolare la componente repubblicana, federalista e rivoluzionaria del Risorgimento (purtroppo minoritaria) e soprattutto quel movimento di popolo antifascista e democratico che è stata la Resistenza, di cui la nostra Associazione è l’erede riconosciuto in tutti i sensi. Nell’ambito della cosiddetta uscita dalla crisi economica l’Italia è in Europa e tra le nazioni più industrializzate il fanalino di coda, uscita che tende a configurarsi come “una ripresa senza lavoro”, di cui la Maremma è un caso esemplare (negli anni della crisi sono stati persi circa 10.000 posti di lavoro). Sul piano politico, mentre in Francia e in Germania, le pur forti organizzazioni neo-fasciste, neo-naziste e populiste, sono state avversate, almeno sul piano elettorale, dalla destra neoliberista europea (Macron e Merkel), in Italia i neofascisti sono parte integrante della destra (FdI, Lega e FI). Inoltre il populismo del M5S contiene al proprio interno sia componenti di destra che di sinistra dietro il fumo delle dichiarazioni di non essere né di destra né di sinistra (le prese di posizione rispetto ai migranti sono una cartina di tornasole). Il PD negli ultimi tempi, sotto l’incalzare della chiusura della legislatura e dell’imminente campagna elettorale, ha mostrato una maggior sensibilità alle ragioni dell’antifascismo. Su scala locale la condotta dell’amministrazione comunale di Vivarelli Colonna è esemplare: essa tollera al proprio interno posizioni apertamente neo-fasciste e spesso ne subisce l’egemonia politico-culturale (come nel caso della proposta poi fortunatamente rimandata a data da destinare, anche per la nostra specifica iniziativa insieme a quella delle forze antifasciste, di intitolare una via cittadina al fucilatore di partigiani, Almirante). Viceversa dobbiamo riconoscere che il M5S grossetano ha assunto posizioni antifasciste e alcuni loro militanti hanno aderito al Comitato Unitario Antifascista promosso da noi. Va sottolineata – come abbiamo fatto in un recente incontro con la prefetta e precedentemente con lo stesso sindaco – l’escalation sottovalutata della bomba ad alto potenziale dell’ Hotel Airone e l’infiltrazione delle forze dell’ordine e delle forze armate.
Il neo-fascismo italiano e locale contiene una novità relativa, in quanto riprende posizioni di quello delle origini, poi repubblichino e della cosiddetta “destra sociale”, di cui dobbiamo prendere atto, cioè il lavoro sociale a livello di base, di quartiere e anche di scuola, che è una delle ragioni del suo radicamento insieme alla paura degli strati sociali intermedi di perdere i propri privilegi sociali con l’accusa razzista e xenofoba che di questo sono responsabili i migranti, quando i dati oggettivi sono tutt’altri (cfr. dati INPS e ISTAT). Quindi all’interno dei tre livelli di contrasto al neofascismo indicati dall’ANPI nazionale:
1. Contrasto culturale, soprattutto presso le giovani generazioni;
2. Contrasto legale: applicazione delle leggi esistenti (Scelba e Mancino);
3. Contrasto politico-sociale: in particolare l’utilizzo del presidio di piazza antifascista;
è necessario porre particolare attenzione al contrasto sociale, che vuol dire una ripresa del lavoro di massa, inteso come azione molecolare nella comunità e nella rete sociale su gruppi e singoli cittadini, tesa a convincere che la difesa delle condizioni di vita e di lavoro passa per una ripresa coerente della politica democratica e antifascista.
Per riprendere i contenuti del messaggio augurale per il 2018 della nuova presidentessa nazionale dell’ANPI, la compagna Carla Nespolo, occorre dire che a fronte di “un futuro nebbioso, un reddito che non sempre consente di arrivare alla fine del mese, un lavoro troppe volte incerto … l’Anpi può essere il lievito di … rinascita sociale e civile, la protagonista di mille e una battaglie antifasciste, lo stimolo al sistema dei partiti e alle istituzioni. Ma non può sostituirsi a questi. La politica deve ritrovare se stessa, e cioè tornare alla fonte della sua legittimazione: il popolo, i cittadini, le persone. Non esiste un’altra via per difendere l’Italia costituzionale, quella fondata sul lavoro e che ripudia la guerra, quella per cui hanno messo in gioco la pelle partigiane e partigiani, e con loro centinaia e centinaia di migliaia di italiani …” [L’ANPI] si pone “come custode della memoria, come strumento di conoscenza, come presidio dei principi della Costituzione, come catalizzatore dell’unità democratica …, che non contrappone il penultimo all’ultimo, ma rivela loro il comune meccanismo di sfruttamento, che contrasta la solitudine sociale con un’idea moderna di cittadinanza attiva e di collettività solidale, che contrappone alla paura e al rancore la proposta di un nuovo umanesimo”.
Ancora una volta si pongono le due questioni essenziali sollevate dall’ANPI fin dall’inizio dell’attuale legislatura:
a. una legge elettorale che rispetti i principi costituzionali e che, quindi, garantisca “un voto libero ed uguale” per tutti le cittadine e i cittadine della Repubblica, cosa che l’Italikum prima e il Rosatellum poi non garantiscono;
b. un piano generale del lavoro, che ancora manca nel nostro paese, i cui costi umani e sociali pagano soprattutto le giovani generazioni.
E’ evidente che questi compiti non possono essere affrontati solo dall’ANPI, la cui autonomia deve essere difesa oggi più che mai con tutto il suo patrimonio storico, politico e culturale, soprattutto nella fase in cui “la nuova stagione dell’ANPI” passa al vaglio dei fatti. La generazione gloriosa delle partigiane e dei partigiani, che tanto hanno fatto per gettare le fondamenta della Repubblica democratica e antifascista, si sta assottigliando a fronte del proprio destino biologico, ma passa il proprio testimone ad una nuova generazione di resistenti. Il nostro ruolo essenziale è quello di essere – come dice la Nespolo – “catalizzatore dell’unità democratica” e antifascista. È quello che abbiamo cercato di fare nella campagna referendaria per la difesa della Costituzione, i cui frutti positivi le forze democratiche ed antifasciste non sono state in grado di raccogliere sia chi, avendo sostenuto il sì, avrebbe dovuto prendere atto della volontà del corpo elettorale, sia chi portando alla vittoria il no avrebbe dovuto capitalizzare il risultato e portarlo sul terreno di un’applicazione conseguente del dettato costituzionale. L’autonomia dell’ANPI è centrale per il suo ruolo unitario e passa per l’idea che essa è la casa di tutti gli antifascisti al di là delle diverse sensibilità politiche come del resto avvenne durante la Resistenza.
Nell’ultimo anno di lavoro abbiamo provato a fondo a lavorare ad alcuni progetti unitari, che ci hanno portato alla fondazione di due organismi di massa unitari con la sola discriminante antifascista: il Comitato per l’applicazione della Costituzione e il Comitato Unitario Antifascista. Abbiamo fatto un grosso lavoro, che è stato utile in alcuni momenti decisivi della vita politica cittadina, raccogliendo un arco vasto di forze politiche e sociali, ma l’obbiettivo non è stato pienamente raggiunto, soprattutto nella sua dimensione di massa, che andasse oltre la fase iniziale di organizzare il “cartello delle sigle”. Il Comitato per la Costituzione non è riuscito a produrre un’iniziativa di massa continuativa e il Comitato Unitario Antifascista ha subito una battuta d’arresto con la giornata del 28 ottobre, la cui responsabilità organizzativa ricade in maniera prevalente sull’ingenuità del presidente della sezione e che ha suscitato un’accesa discussione con qualche riverbero nazionale. Uno dei compiti di quest’assemblea è valutare l’impegno della sezione per sviluppare l’iniziativa di massa di questi due comitati.
Rispetto alla campagna elettorale in corso, che si prospetta aspra e per molti versi confusa, anche alla luce di quanto detto sopra, dare indicazioni di voto contrasta con la natura dell’ANPI e con la sua linea politica. Ci limitiamo a invitare le cittadine e i cittadini all’esercizio del diritto di voto, che è stato conquistato nel nostro paese con grandi lotte, anche sanguinose, e quindi di contrastare la pericolosa tendenza all’astensionismo. I programmi dei partiti vanno verificati alla luce delle indicazioni date sopra, soprattutto alla luce della coerenza con i valori dell’antifascismo.
Rispetto al lavoro di massa una particolare attenzione dobbiamo dedicare la lavoro tra i giovani, segnatamente gli studenti. L’indicazione della creazione del sindacato studentesco, che muove la Rete degli Studenti medi, la quale rimane il nostro principale interlocutore, deve essere realizzata nella lotta rivendicativa per attuare il diritto allo studio con l’unica discriminante antifascista.
Vanno anche verificati in senso unitario i nostri rapporti con il Circolo ARCI del “Festival Resistente”, le cui recenti posizioni ci creano qualche difficoltà sul terreno del rapporto con l’istituzione comunale, offrendo troppo ingenuamente la possibilità all’attuale amministrazione di scaricare la propria contraddizione sul fronte antifascista.
Per quanto riguarda la campagna del tesseramento del 2017 rimandiamo alla relazione sugli iscritti, del responsabile Romeo Carusi, che ha svolto un lavoro puntuale e prezioso. Il numero degli iscritti è aumentato (sono 164 a fronte dei 149 del 2016), anche se non ha raggiunto il picco del 2013.
Analogamente rimandiamo al bilancio consultivo del tesoriere Manfredo Chiezzi, che ha svolto un lavoro attento e altrettanto prezioso, pemettendoci di chiudere in attivo il 2017.
Veniamo al piano di lavoro. Lo scorso anno avevamo deliberato insieme all’assemblea di sezione i seguenti obbiettivi:
1. ritorno al numero di tesserati del 2013 (almeno 200), Responsabile Romeo Carusi; il numero degli iscritti è aumentato, ma l’obbiettivo non è stato conseguito;
2. aumentare la presenza delle compagne nella sezione e negli organismi dirigenti, Responsabili Angela Stefanelli e Annalisa Sarri; ancora una volta questo obbiettivo non è stato raggiunto;
3. 5^ edizione di “A scuola di Costituzione” Responsabili Beppe Corlito e Francesco Ladu; questo obbiettivo è stato raggiunto, anche se occorre riflettere sul fatto che, nonostante le 5 edizioni tenute fin qui, non vi è stato un efficace contrasto alla diffusione delle posizioni neofasciste tra gli studenti;
4. rinnovare la partecipazione al ricordo dei momenti salienti della Resistenza nel territorio di competenza della sezione (martiri di san Leopoldo e di Istia, partecipazione al 25 aprile); particolare attenzione va posta al recupero della scuolina di Maiano Lavacchio, Responsabile Beppe Corlito; questo obbiettivo è stato raggiunto, durante la cerimonia della posa della pietra d’inciampo a ricordo di Tullio Mazzoncini a Campospillo il commissario prefettizio del comune di Magliano ha pubblicamente preso un impegno concordato dall’ISGREC per il progetto sulla scuolina di Maiano Lavacchio;
5. campagna sul contrasto al neofascismo e per la legge sul reato di apologia del fascismo, Responsabili Beppe Corlito, Marco Di Giacopo, Franceco Ladu; questo obbiettivo è stato perseguito senza risultati soddisfacenti con la costituzione del Comitato Unitario Antifascista;
6. rinnovare il sostegno al Festival Resistente, Responsabili Francesco Ladu, Alessio Buzzani, compagni della Rete; questo obbiettivo è stato raggiunto, anche se con un parziale impegno dei compagni responsabili; vanno discussi gli ultimi avvenimenti e la polemica sviluppatasi tra il circolo ARCI e l’amministrazione comunale;
7. liberazione di Grosseto (15.6.2017) Porta Vecchia: realizzazione di una ricerca sui caduti, sui partigiani e sulle loro famiglie, Responsabile Beppe Corlito in collaborazione con Valerio Entani; l’obbiettivo è stato raggiunto in collaborazione con l’ISGREC e il suo presidente, anche se la ricerca sui partigiani grossetani e le loro famiglie non è decollata;
8. iniziativa sul razzismo e sulla campagna #nohatespeech a contrasto della destra fascista, Responsabile Maurizio Buzzani; l’obbiettivo non è stato perseguito;
9. aggiornamento del data base, comunicazione, news letter, profilo Fb, Responsabili Giancarlo Sensalari e Maurizio Bussani in collaborazione con la Presidenza Provinciale; abbiamo finalmente un data base di sezione utilizzabile grazie all’impegno di Romeo Carusi; non si è ancora realizzata la news letter;
10. supporto al Comitato per la difesa della Costituzione, Responsabile Gilberto Capanni; vi sono state alcune iniziative generose con risultati parziali che non garantiscono la continuità del Comitato.

Come si può vedere (e ancor di più se si facesse un esame comparato con le precedenti relazioni) alcuni obbiettivi sono stati iterati di anno in anno e di fatto mai conseguiti (in particolare l’aumento degli iscritti e il maggior coinvolgimento delle compagne). Trascuriamo il mancato impegno sulle tematiche del razzismo, di cui al punto 8, che si commenta sa solo. Lo stesso progetto “A scuola di Costituzione”, che è un fiore all’occhiello della sezione dalla sua fondazione, non ha avuto il risultato sperato: non ha rappresentato da solo un valido argine contro la diffusione delle posizione neo-fasciste tra gli studenti. Se vogliamo dare un giudizio di sintesi, è mancato proprio quello che riteniamo indispensabile, cioè un reale lavoro di massa.
È compito di questa assemblea di sezione discutere il piano di lavoro per il 2018, per il quale il direttivo di sezione propone i seguenti punti e i seguenti responsabili:
1. ancora una volta e con maggior caparbietà puntiamo al ritorno al numero di tesserati del 2013 (almeno 200), Responsabile Romeo Carusi, che deve poter contare sulla fattiva collaborazione di tutti; questo implica avere a disposizione un numero di nuove tessere sufficiente alla bisogna fin dall’inizio del tesseramento;
2. è necessario aumentare la presenza delle compagne nella sezione e negli organismi dirigenti, Responsabile Angela Stefanelli; anche in questo caso è necessaria la collaborazione di tutti;
3. partecipazione al programma di formazione organizzato dalla presidenza provinciale, rispetto al quale per il numero di tesserati la sezione può contare su 16 posti;
4. promuovere la 6^ edizione di “A scuola di Costituzione” riqualificando con maggior decisione i principi della democrazia e dell’antifascismo, Responsabili Beppe Corlito e Francesco Ladu;
5. rinnovare la partecipazione numericamente significativa e la memoria attiva ai momenti salienti della Resistenza nel territorio grossetano (martiri di san Leopoldo e di Istia, 25 aprile); particolare attenzione va posta al recupero della “scuolina” di Maiano Lavacchio;
6. campagna sul contrasto al neofascismo centrata sul contributo al convegno sull’antifascismo all’interno del programma del Comitato Unitario Antifascista, Responsabili Beppe Corlito, Marco Di Giacopo, Franceco Ladu;
7. il sostegno di massa al comune di Sant’Anna di Stazzema per la costituzione dell’Anagrafe nazionale antifascista, a cui alcuni compagni hanno già aderito individualmente.
8. rinnovare il sostegno al Festival Resistente, una volta risolti gli attuali problemi, Responsabili Francesco Ladu e i compagni della Rete;
9. liberazione di Grosseto (15.6.2018) e commemorazione dei caduti di Porta Vecchia: ribadiamo la richiesta di collaborazione all’ ISGREC per realizzare la ricerca sui partigiani grossetani e sulle loro famiglie oggi Responsabili Beppe Corlito e Valerio Entani;
10. promuovere l’iniziativa sul razzismo organizzando il coinvolgimento dei migranti e delle loro associazioni sul territorio grossetano Responsabile Beppe Corlito;
11. aggiornamento del data base, tenuta puntuale dei profili Fb disponibili, curare un più puntuale livello di comunicazione con gli iscritti, con tutti gli antifascisti e l’opinione pubblica, diffusione capillare della news letter nazionale con le necessarie “notizie” locali, Maurizio Bussani in collaborazione con la Presidenza Provinciale;
12. supporto al Comitato per la difesa della Costituzione, Responsabile Gilberto Capanni, con particolare attenzione alla costituzionalità della legge elettorale.
Per quanto riguarda il rinnovo del Direttivo della sezione tutte le compagne e i compagni sono invitati a dare la propria disponibilità: c’è posto per tutti coloro che vogliono impegnarsi.

Grosseto, 15 gennaio 2018

costituzione e valori della resistenza a studenti grossetani applausi a Carlo Smuraglia

COSTITUZIONE E VALORI DELLA RESISTENZA STUDENTI LICEALI APPLAUDONO CARLO SMURAGLIA

Attenzione, applausi, domande, strette di mano degli studenti del liceo Marconi di Grosseto, per il presidente emerito dei partigiani italiani Carlo Smuraglia, al seminario su “Costituzione e valori della resistenza”. Una mattinata, mercoledì 17 gennaio, nell’aula magna piena di studenti, insegnanti e del prefetto Cinzia Teresa Torraco, organizzata dall’Anpi di Grosseto “Silvio Palazzoli” e Provinciale “Norma Parenti”; nel contesto del progetto a “Scuola di Costituzione”.
Al tavolo, interessati a seguire l’intervento di Smuraglia, il preside Prof. Roberto Mugnai e Giuseppe Corlito dell’Anpi grossetano.
L’avvocato di Ancona, classe 1923, ha tratteggiato, tra l’altro, con lucidità, passione e senza retorica : “la sua lotta resistenziale maturata dopo attenta, sofferta riflessione e continuata dopo la liberazione della sua città sino al 25 aprile 1945; Gli incontri e le discussioni, tra forze politiche diverse “per trovare i punti di condivisione che hanno portato alla stesura della costituzione, che può essere riformata ma mai stravolta come si è tentato di fare, che serve anche per i tempi cattivi e per salvaguardarsi dalle imbriacature e impazzimenti totalitari e senza senso”; La necessità di richiedere, oggi, a politici, prefetti, forze dell’ordine di controllare, non sottovalutare come nel passato, il rinascere di forme e azioni fasciste vietate dall’ordinamento repubblicano.
Smuraglia ha risposto puntualmente, in chiusura, alle domande degli studenti e di altri presenti che hanno salutato con calorose ovazioni la lezione di modernità democratica.

Nelle foto: studenti del liceo Marconi e insegnanti con Carlo Smuraglia a “scuola di costituzione”

Ufficio stampa Fondazione Noi del Golfo