L’ANPI “coscienza critica” della democrazia

Tratto da StampToscana

Giovedì 23 Febbraio, 2012 – 8:31 da Franco Gentile

Firenze – Sabato 25 febbraio prossimo, alle ore 11 avrà luogo l’inaugurazione della nuova sede dell’ANPI provinciale, a Firenze Piazza Torquato Tasso, alla presenza del sindaco Matteo Renzi e del presidente dell’ANPI nazionale Carlo Smuraglia.

 

Firenze – L’ANPI –Associazione Nazionale Partigiani d’Italia- fu costituita il 6 giugno 1944, quando parte del centro ed il nord del Paese erano ancora sotto l’occupazione nazifascista Continua a leggere

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Oggi è il suo 90°compleanno: auguri Didala…..


La “partigiana per amore” non poteva mancare tra le nostre donne in Corriere. Didala Ghilarducci, ottantotto anni compiuti il 26 febbraio scorso, figlia di una famiglia di sinistra dove il padre, un marinaio viareggino, non hai mai avuto la tessera del fascio, è la storia vivente. Ex staffetta partigiana delle Brigate Garibaldi ricorda bene gli anni della seconda guerra mondiale, quelli che l’hanno portata a lasciare la propria casa in via Mazzini, dove viveva con il giovane marito Chitttò, per andare al freddo, lassù sulle Alpi Apuane. Giorni lontani, ma vicini, dei quali oggi parla ancora nelle scuole, come una nonna farebbe con i propri nipoti, o meglio una bisnonna, quale è, di quattro bei ragazzi, tutti maschi e figli del suo unico figlio Riccardo. Didala, la sua storia, che è la storia di tutti i partigiani di Italia, l’ha immortalata in un libro, che è “una storia di quotidiano eroismo e di semplice profondità”, parlando degli uomini e delle donne che nel secolo scorso, come lei, affrontarono le dure prove della vita di quegli anni della seconda guerra mondiale. “Conobbi mio marito che ero ancora studentessa a Le Mantellate”. Lui, coetaneo. frequentava il liceo classico Carducci. Un amore grande, legato anche dalla comune opposizione al fascismo, che li portò a sposarsi nel pieno della guerra e ad avere un figlio, nato il 2 settembre del 1943, nei giorni più terribili. Continua a leggere

Comunicato della Segreteria Nazionale ANPI sulla drammatica situazione in Siria:

La Segreteria Nazionale dell’ANPI,

considerato che la tragedia del popolo siriano, sceso in piazza da tempo per rivendicare libertà e democrazia e perseguitato e colpito per questo, con l’uso spregiudicato della detenzione e delle armi, sembra non avere fine, né avere prospettive, in spregio dei diritti umani che tutti, a parole, richiamano come intangibili e inviolabili;

considerato altresì che i tentativi di porre fine a questa drammatica situazione, sono stati finora vanificati, non essendo servite né le sanzioni economiche, né le ulteriori e più efficaci misure proposte dalla stessa Lega Araba, ma bloccate per il veto di due Paesi (la Russia e la Cina); che peraltro non è più tollerabile una simile spirale di violenza e autoritarismo, contro un popolo inerme, che rivendica solo diritti fondamentali;

esprime la più ferma protesta e indignazione per quanto sta accadendo in quel Paese e la più forte solidarietà nei confronti del popolo siriano;

auspica che, nell’ambito dell’Onu si trovino le convergenze necessarie per adottare – d’intesa con la Lega Araba – tutte le misure necessarie ed efficaci, per porre fine ad una situazione veramente drammatica, evitando peraltro il ricorso alle armi;

chiede che il Governo italiano si adoperi per favorire un’intesa fra tutti i popoli civili per contrapporre alla violenza e all’autoritarismo, lo spirito di fratellanza e di solidarietà che dovrebbe unire tutti i popoli nel sostegno e nella difesa dei diritti umani;

esprime solidarietà ed appoggio a tutte le manifestazioni e le iniziative che verranno adottate nel nostro Paese a difesa dei diritti del popolo siriano.

Roma, 16 febbraio 2012

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La Segreteria Nazionale ANPI

TEL.: 063212345

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LE CHANT DES PARTISANS

Le chant des partisans [1943]
Testo: Maurice Druon et Joseph Kessel, Musica: Anna Marly.

Amico, lo senti il nero volo dei corvi sulle nostre pianure?
Amico, le senti le grida sorde del paese che è incatenato?
Ohé, partigiani, operai, contadini, è l’allarme.
Stasera il nemico saprà il prezzo del sangue e delle lacrime.

Salite dalla miniera, scendete dalle colline, compagni!
Fuori i fucili dalla paglia, e le granate, e la mitraglia.
Ohé, uccisori all’arma bianca e da fuoco, fate presto!
Ohé, sabotatore, attento al tuo fardello: dinamite…

Siamo noi che spezziamo le sbarre delle prigioni per i nostri fratelli
Con l’odio in bisaccia e la fame che ci spinge, e la miseria.
Ci son dei paesi dove la gente sogna nel proprio letto.
E qui, lo vedi, noi si marcia, si uccide e si crepa.

Qui ognuno sa quel che vuole e che fa quando passa.
Amico, se cadi un amico esce dall’ombra al tuo posto.
Domani, nero sangue seccherà al sole vivo sulle strade.
Cantate, compagni, nella notte la Libertà ci ascolta.

Amico, le senti le grida sorde del paese che è incatenato?
Amico, lo senti il nero volo dei corvi sulle nostre pianure?