Mercoledì 12 dicembre, dalle ore 19, nei locali della Consulta del sociale (La Pesa, ex Mattatoio, via Circonvallazione sud)……

In direzione ostinata e contraria

Mercoledì 12 dicembre, dalle ore 19, nei locali della Consulta del sociale (La Pesa, ex Mattatoio, via Circonvallazione sud)locandina 12 dicembre, Manciano (1), l’ANPI e l’ARCI di Manciano organizzano, con la partecipazione del gruppo I Badilanti, un’iniziativa pubblica dedicata al Sessantotto e agli eventi che caratterizzarono quell’importante periodo della storia culturale, sociale e politica del nostro paese.
La data dell’evento non è naturalmente casuale: il 12 dicembre è, infatti, il 49° anniversario della strage di piazza Fontana a Milano che dette l’avvio alla cosiddetta “strategia della tensione” nell’intento di porre quasi una pietra tombale sui movimenti che avevano contribuito a modificare profondamente la cultura, la scuola, i modelli di convivenza familiare e sociale e politica nel biennio ’68-69.
Il Sessantotto fu un evento internazionale, generazionale e politico, di forte carica innovativa e rivoluzionaria che non ha solo contestato il sistema valoriale e politico preesistente, ma lo ha anche modificato in maniera radicale: sicuramente non – come propina un certo revisionismo storico – l’atto di nascita del terrorismo, ma, anzi, nel suo protagonismo di massa, il suo esatto contrario.
L’incontro sarà dedicato a Claudio Buffi – figura significativa della cultura politica locale, e non solo, recentemente e prematuramente scomparso – che il Sessantotto l’aveva vissuto e che aveva fatto tesoro della preziosa lezione di metodo maturata in quel periodo, percepibile nei rapporti umani e politici, nell’impegno civile, nel modo di rapportarsi al potere e contrapporsi ai potenti, chiunque fossero, nelle lotte a difesa del territorio e dell’ambiente.
Dopo le riflessioni introduttive di Francesca Lotti per l’ARCI e di Lucio Niccolai per l’ANPI, il gruppo I Badilanti proporrà un percorso tematico con letture e canzoni di e sul Sessantotto, che raccontano le lotte, parlano di rivoluzione e di un mondo diverso possibile, cantano l’impegno e l’amore.
È previsto un piccolo momento conviviale offerto dai soci delle due organizzazioni con piatti della tradizione e vini del territorio.

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“L’ITALIA NELL’INCUBO DELL’APARTHEID GIURIDICO”: la Presidente nazionale ANPI sull’approvazione definitiva del decreto sicurezza

Con l’approvazione del decreto sicurezza si stravolge di fatto la Costituzione e l’Italia entra nell’incubo dell’apartheid giuridico. È davvero incredibile che sia accaduto un fatto simile, che sia stato sferrato un colpo così pesante al diritto di asilo, all’accoglienza, all’integrazione. A un modello che ha portato ricchezza e convivenza civile a quelle comunità che hanno avuto la responsabilità e il coraggio di sperimentarlo. Questa legge, oltretutto, non risolve affatto il problema del controllo dell’immigrazione clandestina, bensì l’aggrava – come stanno denunciando in queste ore non pochi Sindaci, anche del M5s – con un carico di lavoro per i Comuni insopportabile. Non si può restare inerti. Non ci si può rassegnare a questo declino, alle pratiche ignobili contro la vita e la dignità dei migranti cui dovremo assistere. Facciamo appello alle coscienze delle cittadine e dei cittadini: che l’indignazione sia permanente, che non manchi occasione di riempire piazze e strade per un’Italia autenticamente umana. Facciamo appello alle forze politiche democratiche: basta divisioni, discussioni stucchevoli, rese dei conti. È ora di una straordinaria assunzione di responsabilità. Di organizzare una resistenza civile e culturale larga, diffusa, unitaria. L’ANPI c’è e con lei tante associazioni che continuano nel loro quotidiano lavoro di stimolo sociale e costituzionale. L’umanità al potere! Adesso.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

Roma, 29 novembre 2018

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00192 ROMA

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solidarietà e vicinanza ai giovani alunni del Cpia e alle loro famiglie, duramente oltraggiati dalla sparata razzista dei Si.ri Lolini e Olmi della Lega Salvini Premier

Personalmente, e a nome degli oltre 600 iscritti all’ANPI in provincia di Grosseto, esprimo solidarietà e vicinanza ai giovani alunni del Cpia e alle loro famiglie, duramente oltraggiati dalla sparata razzista dei Si.ri Lolini e Olmi della Lega Salvini Premier. Le esprimo anche alla scuola e al Coeso, la cui affidabilità è stata gratuitamente messa in dubbio dai due esponenti politici.
Per costoro ho una sola parola: vergognatevi!
Se avessero avuto veramente a cuore la sicurezza dei ragazzi grossetani, Lolini e Olmi avrebbero potuto agevolmente verificare le cose presso le Autorità competenti. Invece hanno preferito i giornali, perché mossi esclusivamente da un proposito propagandistico sulla pelle dei più deboli. Se si consuma un atto incivile, che può procurare un trauma a giovani innocenti, segnandoli per tutta la vita, chi se ne frega! L’importante è alzare l’abituale polverone contro gli immigrati per raggranellare qualche voto in più, o per meritasi qualche medaglia dai dirigenti nazionali della Lega, lanciati da tempo in forsennate compagne anti immigrati.
Se l’immigrazione, che fondamentalmente è una opportunità, presenta anche problemi, è per colpa di coloro i quali, in Europa e Italia (come i leghisti), per scelta politica o per cecità, non ha fino ad ora organizzato l’accoglienza secondo criteri umanitari, di rispetto e di giustizia. Là dove l’accoglienza funziona c’è meno allarme. Ma queste esperienze positive incontrano ostilità nel governo, e c’è chi fa di tutto per eliminarle, come a Riace o nel Caso dello Sprar, depotenziato dal Decreto “Salvini “ sulla sicurezza. Tutto per costruire un falso nemico nell’immigrato al fine di stornare l’attenzione dai veri problemi del momento. Chi costringe tanti poveri diavoli a lasciare l’Africa, o altri territori, sono gli stessi sfruttatori che costringono anche tanti italiani ad una vita grama, togliendo loro lavoro e benessere, per arricchirsi ancora di più. Gli uni e gli altri dovrebbero unirsi per battersi insieme contro il comune nemico, invece di guardarsi in cagnesco, poiché la lotta alle disuguaglianze e per la giustizia sociale è il solo mezzo per venire efficacemente a capo della questione.
La divisione e l’odio non hanno mai portato niente di buono; nella storia da essi sono sempre venuti barbarie, conflitti e guerre.
Perciò, a chi in buona fede o per protesta ha dato il suo consenso alla Lega dico di farsi sentire, di ripensarci la prossima volta e di trovare altri canali per esprimere il malcontento. Più democratici e positivi.
Per quanto mi riguarda, non mancherò di mandare a Lolini e a Olmi una copia della Costituzione della Repubblica Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, basi della nostra civiltà e ad essi evidentemente sconosciute, con la speranza che la lettura dei due documenti sia loro utile. Ma ci credo poco.

Flavio Agresti
Presidente provinciale dell’ANPI

Grosseto, 22 novembre 2018.
anpi (5)

Nuovo indirizzo di posta elettronica

ANPI PROVINCIALE GROSSETO

Si comunica che il presidente del Comitato provinciale “Norma Parenti” di Grosseto , Flavio Agresti, ha cambiato il suo indirizzo di posta elettronica.
Si prega di prendere nota della modifica e di utilizzare il nuovo indirizzo :

flavioagresti2@gmail.com
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Segreteria Prov.le ANPI

Manciano, 4 novembre 2018, ore 16.00-19.00 locali della Consulta per il Sociale La Pesa – via Circonvallazione Sud MEMORIA e RIFLESSIONE Introduzione storica: Lucio NICCOLAI Mostra documenti: Daniele PRATESI e Renzo CAPPELLETTI Letture: Rita MONTAUTI, Francesco e Michele RIVA, Mariangela SERRA Canzoni contro la guerra: I Badilanti Sezione di Manciano L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA (Art.11 della Costituzione della Repubblica italiana) 4 novembre 1918 – 4 novembre 2018 nel centenario della fine della Grande guerra che il papa Benedetto XV definì L’INUTILE STRAGE

> Art. 11: l’Italia ripudia la guerraNell’ingombrante, > fastidioso profluvio di retorica nazionalista che sommerge le > commemorazioni dedicate al centenario della “vittoria”, in provincia di > Grosseto si è svolta una manifestazione (alla quale, naturalmente, > la stampa non ha dato alcun rilievo) improntata sulla riflessione > critica, la memoria e la documentazione della Grande guerra, organizzata > dall’ANPI a Manciano.Il conflitto, motivato da > interessi imperialistici, costò all’Italia 650.000 morti e un milione di > feriti (senza contare le vittime della “spagnola”). Benedetto XV definì > la guerra una inutile strage; ne trassero lauti profitti i gruppi > industriali e i “pescecani”.La manifestazione > mancianese era dedicata al ricordo dei morti (133 nel territorio > comunale), ma anche e soprattutto alla denuncia delle cause e delle > responsabilità di quelle morti inutili.C’è chi oggi > afferma che bisognerebbe ripristinare il 4 novembre come festività > nazionale, al posto di altre definite “divisive” (guarda caso il 25 > aprile e il 2 giugno!). Divisiva fu la guerra! Fu la decisione di > entrare nel conflitto mondiale a provocare, per prima, quella grande > rottura che vide gli sparuti gruppi di nazionalisti (sostenuti dai > grandi industriali) contrapposti alle grandi masse pacifiste del popolo > italiano rappresentate dai partiti socialista e cattolico. La guerra fu > una terribile scuola di violenza, un bacino di incubazione di odio che > alimentò il fascismo e ha poi condizionato tutto il corso del Novecento > italiano.E mentre certi giornali locali segnalano > (senza commenti) la presenza alle celebrazioni ufficiali grossetane di > partiti neofascisti, riaffermiamo l’orgoglio di aver realizzato una > bella, commovente iniziativa, con una sala piena di presenze attente e > partecipi dove non c’è stato spazio per la retorica e le parole su cui > riflettere sono state quelle dei combattenti della trincea e dei > prigionieri di Mauthausen, della grande letteratura, delle canzoni > contro la guerra! Perché la storia e la cultura sono ancora oggi, e più > che mai importanti e possono aiutarci a capire. Fu un’inutile strage, > una guerra imperialista che non è onorevole festeggiare. Ricordiamo i > nostri morti, lavoratori e campagnoli, mandati al massacro per gli > interessi dei potenti, e uccisi dalle folli decimazioni ordinate dai > comandi. > >

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