firma e fai firmare in favore dell’ANPI.

Nell’imminenza della dichiarazione dei redditi destina il tuo 5 per mille all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

E’ semplice:

Nel quadro Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef dei Modelli CUD, 730-1 e Unico apponi la tua firma solo nel primo dei sei spazi previsti, quello con la dicitura “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997“
Sotto la firma inserisci il Codice Fiscale dell’ANPI 00776550584

È importante firmare anche se il calcolo della tua Irpef è pari a zero o a credito. La ripartizione delle somme tra i beneficiari viene calcolata in proporzione al numero di sottoscrizioni ricevute da ciascun soggetto.

Quindi firma e fai firmare in favore dell’ANPI.

ANPInews n. 245 – 16/23 maggio 2017

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

APPUNTAMENTI

► “BASTA CON I FASCISMI”: il 27 maggio Giornata antifascista promossa dall’ANPI. Info, adesioni, iniziative

► “IL CONFINE ITALO-SLOVENO, analisi e riflessioni”: il 18 maggio a Udine presentazione del documento del Comitato nazionale ANPI. Interverrà, tra gli altri, Carlo Smuraglia

https://drive.google.com/file/d/0B76hjxop7jNlaV9teDNNSEpJMFdBSEVOVGk2cW1EUkVKX0FB/view?usp=sharing

ANPInews n. 244 – 9/16 maggio 2017

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

APPUNTAMENTI

► “BASTA CON I FASCISMI”: il 27 maggio giornata antifascista promossa dall’ANPI

► “Nascita di una democrazia. Dalla Resistenza alla Costituzione”: il 12 maggio a Reggio Calabria il Presidente nazionale ANPI incontra gli studenti delle scuole secondarie

ARGOMENTI

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia

► La giornata “antifascista” e le “ironie” di certa stampa

https://drive.google.com/file/d/0B76hjxop7jNldlVub05XS2lENDhCSlY4MzY0MFgtdW5XWWpJ/view?usp=sharing

Per opportuna conoscenza e massima diffusione tra gli iscritti di allega il documento dell’ ANPI Provinciale “Norma Parenti” di Grosseto.

COMUNICATO STAMPA
In occasione del 25 Aprile, sempre da destra arrivano sollecitazioni alla “pacificazione”
nazionale su una memoria condivisa, stante il tempo ormai trascorso dalla Liberazione.
E si sprecano inviti a fare di quella ricorrenza la festa di tutti gli italiani, nella quale sia
celebrata la libertà, come fosse la stessa cosa, visto che ormai le ideologie sono
tramontate, ecc. ecc.
Noi siamo pacifisti e il richiamo alla concordia non può lasciarci indifferenti, ma non
siamo disponibili ad assecondare la montante melassa buonista e mendace (i fatti dicono
il contrario), tutt’altro che disinteressata, ed abbiamo in proposito più di una
precisazione da fare, anche per evitare che questo ragionamento, apparentemente di buon
senso, trovi qualche seguito nell’opinione pubblica meno informata sull’argomento.
Abbiamo personalmente conosciuto Vivarelli Colonna, trovando in lui un uomo aperto
al dialogo, con il quale sinceramente ci auguriamo di poter inteloquire; tanto che le
parole seguenti è in tal senso che dovranno essere lette. Perciò gli riconosciamo la buona
fede, ma politicamente non possiamo essere d’accordo con lui: perché il fascismo non è
affatto cosa del passato, tutt’al più da studiare sui libri di storia, destinato a non ripetersi.
Purtroppo il neofascismo è cosa soprattutto dei nostri giorni: vive nel razzismo e nei
muri di ogni tipo che vengono eretti in Europa, come nella mancata soluzione della crisi,
i cui effetti alimentano l’aspettativa dell’uomo forte al comando, senza alcuna
mediazione politica. E’ sostenuto dall’affanno della democrazia, dovuta all’assenza di
risposte alle ingiustizie e alle differenze sociali, sempre più marcate, e si annida nella
perdita dei diritti e della speranza nel futuro. Più di una minaccia, il neofascismo
comincia ad essere una realtà, dimostrata anche dal fiorire di partiti e movimenti che ad
esso si richiamano apertamente, dalla simbologia che questi esibiscono sfacciatamente,
dagli atti violenti che compiono, sempre contro i più deboli. Non sottovalutiamolo, come
avvenne negli anni venti del Novecento, con le conseguenze che sappiamo. Anche allora
la crisi economica si intrecciò con la crisi della politica e della democrazia. La Turchia
di Erdogan ci dovrebbe insegnare qualcosa.
Conseguentemente non concordiamo con lui, perché quando parla alla festa della
Liberazione riuscendo per tutto il discorso a non nominare mai il fascismo, quella che in
effetti egli ci propone è di fatto una riconciliazione che si fonda sulla rimozione della
memoria e dei delitti del fascismo. Quando invece uno dei tanti problemi della nostra
democrazia, tutt’altro che l’ultimo, è rappresentato dal fatto che in Italia con il fascismo
non si sono mai fatti veramente i conti, al contrario di ciò che è avvenuto in Germania
con il nazismo. L’effetto non potrebbe che essere quello di disarmare ancora di più la
democrazia davanti all’incalzare della destra neofascista.
Ricordiamo che è stato un consigliere comunale di maggioranza a postare il 25 Aprile su
Facebook il tricolore con la scritta “Solo in Italia si celebra una sconfitta”. Insomma, la
Liberazione dal nazi-fascismo, che ha portato il nostro Paese tra le nazioni libere, la
Repubblica e la Costituzione, che da essa derivano, sarebbero il risultato di una sconfitta;
quindi, se le parole hanno un senso, trattasi di cose negative delle quali disfarsi al più
presto! Una bella prova di appartenenza alla cultura democratica, non c’è che dire,
soprattutto una dimostrazione di quanto certi personaggi si riconoscono nel mondo
uscito dalla seconda guerra mondiale. C’è poco da fare: mentalmente costoro sono
ancora nel terzo reich o sotto il balcone di Piazza Venezia a osannare il duce. Questo il
punto. Per cui parlare di “pacificazione” in queste condizioni crediamo che sia fuori
dalla realtà.
Un passo avanti potrebbe essere consentito esclusivamente alla condizione che la destra
estrema rifletta seriamente su se stessa, e come abbiamo detto altre volte: sposi i valori
sanciti dalla Costituzione, agendo di conseguenza; riconosca che l’Antifascismo e la
Resistenza costituiscono la base ideale e politica dello Stato democratico; affermi, senza
infingimenti, che il fascismo è stato ed è il male assoluto, e che, come tale, debba essere
decisamente combattuto. Cioè alla condizione che essa diventi un’altra cosa: una destra
liberale e moderna, soggetto attivo della democrazia. Dubitiamo che lo faccia. Se non lo
farà, ci domandiamo: come ci si può pacificare con chi è nemico giurato del nostro
mondo e vuole distruggere tutto ciò che rappresentiamo e in cui crediamo fino al punto
di essere il tratto fondamentale dell’ identità, nostra e dell’Italia?
Gli stessi caduti nel bombardamento americano di Grosseto del 26 aprile 1943 sono stati
celebrati in questi giorni dai neofascisti locali in modo polemico verso la Liberazione,
strumentalizzando a fini politici la più grande tragedia che la nostra città abbia vissuto
nella sua storia, alla inopportuna presenza del Sindaco. E’ doveroso ricordare che quei
grossetani, grandi e piccoli, sono stati vittime innocenti di una guerra scatenata dai
nazisti e nella quale l’Italia è stata portata dai fascisti, non da altri. D’altronde è assodato
storicamente che le autorità fasciste del tempo non fecero quanto dovevano e potevano
per tutelare la popolazione civile. Esse non erano neppure fisicamente presenti in città.
Mentre la follia omicida della squadriglia che si accanì sulle giostre non può offuscare i
grandi meriti anche degli eserciti Alleati nella vittoria sul nazi-fascismo e per la
riconquista della libertà. La guerra è guerra, la cosa più assurda e stupida che l’uomo
possa fare, per quanto vi abbia ripetutamente ricorso nel tempo: stimola i peggiori istinti
distruttivi. Per questo noi diciamo alto e forte: “Mai più la guerra!”. Le controversie
siano affrontate e risolte dalla politica, ricorrendo a istituzioni mondiali
democraticamente elette. Su questo noi e il sindaco siamo d’accordo. Sarebbe
interessante sapere cosa ne pensano i “camerati” che sfortunatamente per lui e per
Grosseto ne condividono il cammino nell’Amministrazione della città.
Anpi –
Comitato Provinciale “N.Parenti” Grosseto.
Lì 4 maggio 2017
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