“Soldi europei contro le diseguaglianze e altolà al revisionismo: l’ANPI lancia l’appello a Draghi”

30 Marzo 2021

Sul quotidiano la Repubblica un articolo, col commento di Gianfranco Pagliarulo, sull’Ordine del giorno del Comitato nazionale ANPI approvato nella riunione del 26 marzo

Roma. Alcune richieste, qualche consiglio e una bussola: “La storia non può essere asservita alla politica”. L’Anpi, l’associazione dei partigiani, batte il tempo al governo Draghi e mette sul tavolo alcune proposte. Prima però, alla vigilia del 6 aprile – ottantesimo anniversario dell’invasione della ex Jugoslavia – chiede che lo Stato italiano riconosca gli “orribili delitti e indicibili massacri” che il fascismo provocò in quelle terre.

Parole che solleveranno un polverone di polemiche, ma il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo mette le mani avanti: “E’ un altolà al revisionismo di questi anni, nel nome della verità storica. Sia chiaro però che nessuno vuole negare o ridurre i crimini delle foibe. Il punto è affrontare e ricordare il fascismo di confine”. E quindi i partigiani chiedono che questo 6 aprile sia “l’occasione perché le istituzioni riconoscano con parole e gesti inequivocabili la pesantissima responsabilità del fascismo a disonore del nostro Paese. È lo Stato nelle sue multiformi strutture che deve avviare una grande campagna di informazione sui crimini fascisti che, a partire dalla Jugoslavia, metta a memoria la sua politica aggressiva, razzista, coloniale e sanguinaria”.

Ma il documento dei partigiani – che ha come titolo “Il Paese è chiamato a un nuovo Risorgimento” – è ricco di suggerimenti. Innanzitutto sugli “interventi d’emergenza per salvare dalla rovina i lavoratori non tutelati, donne e uomini che hanno perso il lavoro da un giorno all’altro e che da tempo non hanno più un reddito”. Ebbene, cosa faranno alla fine del blocco dei licenziamenti il 30 giugno e quando ci sarà lo stop alla cassa integrazione? La stella polare deve essere questa: il flusso di soldi europei sia indirizzato alla lotta alle disuguaglianze. “Non devono esistere privilegi verso gruppi industriali più potenti o territori più forti”.

Inoltre, l’Anpi si schiera con la mobilitazione per i vaccini bene comune. Nonostante i milioni di morti per Covid nel mondo, “stiamo assistendo ad una speculazione di dimensioni planetarie da parte di un ristretto gruppo di multinazionali, Big Pharma, che è alla radice delle difficoltà nella distribuzione dei vaccini in Europa, aggravata dalla scelta da parte di gruppi privati di ridurre il numero delle dosi per la Ue o di ritardarne la consegna, e dalla discriminazione nella distribuzione dei vaccini nel mondo, favorita dalla decisione della stessa Ue di respingere la richiesta di moratoria sui brevetti”.

Altro tema è la crisi della rappresentanza politica, che il taglio dei parlamentari ormai ratificato dal referendum di settembre, non può che acuire. Anpi si era schierata per il No al referendum. E oggi chiede una legge elettorale buona, duratura e che “garantisca al massimo la rappresentanza politica plurale dei cittadini”.

Infine una nota sull’atlantismo invocato da Draghi nel suo discorso di insediamento alle Camere. “Occhio a come usiamo le parole, atlantismo sì, ma che sia alleanza cooperativa pacifica ed aperta al mondo. Atlantismo è cosa buona e giusta, ma come dominio sul mondo è un pericolo per la coesistenza pacifica”, sottolinea Pagliarulo. I partigiani invitano al rispetto dei diritti umani e all’impegno contro le armi nucleari. Il documento si conclude ricordando la “genealogia fondamentale” dell’Italia che sta nell’unità ottenuta con il Risorgimento e nella libertà grazie alla Liberazione.

di Giovanna Casadio

29 marzo 2021

(da https://www.repubblica.it/politica/2021/03/29/news/anpi_partigiani_governo_draghi_fascismo_ex_jugoslavia_risorgimento-294317919/)