Intervento per la cerimonia finale della VII edizione del Progetto “A scuola di Costituzione” 2018- 2019 della sezione “Elvio Palazzoli” di Grosseto Beppe Corlito

Signor Prefetto, Presidente del Consiglio Comunale, insegnanti, studentesse e studenti,
Questa settima edizione del Progetto si conclude in occasione della Festa della Repubblica, che quest’anno è dedicata all’inclusione, concetto sul quale non si può essere ambigui, come avviene per certi esponenti della attuale compagine governativa. Definirò il concetto in base alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: l’inclusione è un diritto che riguarda tutti i cittadini italiani di ogni provenienza, compresi i gruppi socialmente più deboli ed emarginati. Riguarda anche tutti i richiedenti asilo ai sensi dell’art. 10 della nostra Carta Costituzionale, anche coloro che sbarcano sulle nostre coste provenienti dal tormentato continente africano, ai quali sono impediti nel loro paese ”l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana”.
Ripeterò ancora una volta che la nostra Carta, oggetto di studio del Progetto “A scuola di Costituzione” contiene valori irrinunciabili, non rivedibili. È repubblicana: tale forma di governo è indicata nell’art. 139 come “non … oggetto di revisione costituzionale”. Non per caso tale articolo è successivo all’art. 138 che norma le leggi di revisione costituzionale. È democratica come recita l’art. 1: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. È antifascista in tutto il suo impianto, ma esplicitamente nella parte “finale” di cui al primo comma (attenzione non “transitoria”, di cui al secondo comma) della XII disposizione: “E’ vietata la riorganizzazione , sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Sono valori, a cui le giovani generazioni devono essere educate, se vogliamo formare i cittadini italiani di domani.
Anche quest’anno abbiamo portato a termine il nostro progetto grazie alla collaborazione delle studentesse e degli studenti, dei loro insegnanti, dei dirigenti dei loro istituti scolastici e delle istituzioni cittadine, nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato, che sono state in parte oggettive, ma anche soggettive. Abbiamo potuto cominciare tardi a causa prima della malattia e poi della morte della partigiana combattente Tina Costa, a cui avevamo chiesto di tener il primo dei tre seminari previsti, quello sui rapporti tra “Resistenza e Costituzione” ai sensi del protocollo nazionale ANPI-MIUR. Abbiamo dovuto sostituire la compagna Tina Costa con un giovane ricercatore della Scuola Normale, Simone Duranti. Sono andati bene, anche se un po’ affannati nei tempi, gli altri due seminari del prof. Volpi sugli articoli 7 e 8 riguardanti la laicità dello stato, che era il tema di questa edizione, e del dr. Piccione sulle conseguenze di tale approccio costituzionale sulla successiva legislazione repubblicana. Daniele Piccione ci ha dato un esempio palmare sul fatto che ogni problema sollevato dagli studenti può trovare soluzione nell’ambito dei principi costituzionali. Soprattutto vorrei attrarre l’attenzione di tutti, in particolare gli insegnanti del Progetto, sulla necessità di potenziare il ruolo attivo delle studentesse e degli studenti nel Progetto. Penso che sia compito, non solo dell’ANPI, ma soprattutto della scuola formare una nuova generazioni di democratici e di antifascisti.
Ringrazio in questo senso gli insegnanti che hanno reso possibile questa edizione del Progetto: Cristina Citerni del Liceo Rosmini, Monica Righelli dell’ITC Fossombroni, Tamara Soldati dell’ISIS Leopoldo II di Lorena e Paolo Carmignani del Polo Liceale Aldi. È nostra ambizione estendere il Progetto ad altri istituti superiori cittadini e anche a quelli del resto della provincia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale.
In base alle indicazioni del Gruppo di Progetto posso anticipare che la prossima edizione riguarderà la questione del clima ed avrà caratteri metodologici innovativi. Ci hanno spinto in questa direzione il successo che ha avuto anche tra gli studenti e le famiglie di Grosseto lo “sciopero planetario”. Vogliamo valorizzare anche in proposito gli articoli della Carta, specifici in proposito: l’art. 9 tra i principi fondamentali sulla “tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione” e il comma s) dell’art. 117, introdotto con la riforma del titolo V del 2006, sulla “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali”. Metodologicamente dei tre seminari “tradizionali” quello intermedio sarà dedicato al lavoro di laboratori, previsti nelle classi dei singoli istituti partecipanti, confrontati con un esperto sul tema.
Devo dire subito che condividiamo le indicazioni degli organizzatori dello sciopero planetario sul clima che tale questione riguarda il rapporto tra le generazioni. Quella giovane è particolarmente sensibile alla questione che minaccia il suo futuro. Essa richiama al proprio compito la generazione adulta, che ha le leve del potere in grado di far fronte ai cambiamenti climatici, prima che si determini una catastrofe planetaria irreversibile. Come ANPI pensiamo sia nostro compito introdurre nel movimento giovanile planetario sul clima la stessa discriminante antifascista, su cui ho richiamato la vostra attenzione parlando poco fa sui valori tutelati dalla nostra Costituzione. Altrimenti non si capisce come mai tra i paesi meno sensibili al tema del clima spiccano quelli con regimi o con amministrazioni autoritarie.
Come sapete il rapporto tra le generazioni è uno dei “risultati attesi” del Progetto: “attribuire importanza al dialogo tra le generazioni e al passaggio all’età adulta”. Per questo oggi, dando il previsto “attestato di cittadinanza” a tutti i partecipanti, che hanno adempiuto agli obblighi previsti dalla frequenza delle attività del Progetto, teniamo un “rito di passaggio” , che vorremmo far diventare “tradizione” della nostra comunità per evitare che rito di passaggio all’età adulta, patrimonio di tutte le civiltà, diventino pratiche non salutari (la prima sigaretta, il primo bicchiere di bevanda alcolica ecc.) o addirittura illegale (il primo approccio alle droghe).
Viva la Resistenza
Viva la Repubblica
Via la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista.

Grosseto, 3 giugno 2019