Manciano, 4 novembre 2018, ore 16.00-19.00 locali della Consulta per il Sociale La Pesa – via Circonvallazione Sud MEMORIA e RIFLESSIONE Introduzione storica: Lucio NICCOLAI Mostra documenti: Daniele PRATESI e Renzo CAPPELLETTI Letture: Rita MONTAUTI, Francesco e Michele RIVA, Mariangela SERRA Canzoni contro la guerra: I Badilanti Sezione di Manciano L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA (Art.11 della Costituzione della Repubblica italiana) 4 novembre 1918 – 4 novembre 2018 nel centenario della fine della Grande guerra che il papa Benedetto XV definì L’INUTILE STRAGE

> Art. 11: l’Italia ripudia la guerraNell’ingombrante, > fastidioso profluvio di retorica nazionalista che sommerge le > commemorazioni dedicate al centenario della “vittoria”, in provincia di > Grosseto si è svolta una manifestazione (alla quale, naturalmente, > la stampa non ha dato alcun rilievo) improntata sulla riflessione > critica, la memoria e la documentazione della Grande guerra, organizzata > dall’ANPI a Manciano.Il conflitto, motivato da > interessi imperialistici, costò all’Italia 650.000 morti e un milione di > feriti (senza contare le vittime della “spagnola”). Benedetto XV definì > la guerra una inutile strage; ne trassero lauti profitti i gruppi > industriali e i “pescecani”.La manifestazione > mancianese era dedicata al ricordo dei morti (133 nel territorio > comunale), ma anche e soprattutto alla denuncia delle cause e delle > responsabilità di quelle morti inutili.C’è chi oggi > afferma che bisognerebbe ripristinare il 4 novembre come festività > nazionale, al posto di altre definite “divisive” (guarda caso il 25 > aprile e il 2 giugno!). Divisiva fu la guerra! Fu la decisione di > entrare nel conflitto mondiale a provocare, per prima, quella grande > rottura che vide gli sparuti gruppi di nazionalisti (sostenuti dai > grandi industriali) contrapposti alle grandi masse pacifiste del popolo > italiano rappresentate dai partiti socialista e cattolico. La guerra fu > una terribile scuola di violenza, un bacino di incubazione di odio che > alimentò il fascismo e ha poi condizionato tutto il corso del Novecento > italiano.E mentre certi giornali locali segnalano > (senza commenti) la presenza alle celebrazioni ufficiali grossetane di > partiti neofascisti, riaffermiamo l’orgoglio di aver realizzato una > bella, commovente iniziativa, con una sala piena di presenze attente e > partecipi dove non c’è stato spazio per la retorica e le parole su cui > riflettere sono state quelle dei combattenti della trincea e dei > prigionieri di Mauthausen, della grande letteratura, delle canzoni > contro la guerra! Perché la storia e la cultura sono ancora oggi, e più > che mai importanti e possono aiutarci a capire. Fu un’inutile strage, > una guerra imperialista che non è onorevole festeggiare. Ricordiamo i > nostri morti, lavoratori e campagnoli, mandati al massacro per gli > interessi dei potenti, e uccisi dalle folli decimazioni ordinate dai > comandi. > >

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