Intervento del Presidente Flavio Agresti alla manifestazione contro il convegno grossetano di Casa Paund……………………..

Da questa bella manifestazione antirazzista e antifascista si levi alta e forte la nostra voce: che sia nero o bianco, africano o europeo: prima l’essere Umano!

A 80 anni dalle leggi razziali, volute dal fascismo, e a 75 dall’armistizio, il cui anniversario cade proprio oggi, 8 settembre, il problema è la dignità dell’Uomo.

Con il razzismo, il riemergere di vecchie schiavitù e l’affacciarsi delle nuove, con il dilagare della povertà, con la crisi ecologica e il riscaldamento globale, con l’intelligenza artificiale, che è arrivata al punto di condizionare quella umana, aprendo scenari inquietanti, nell’occhio del ciclone, insieme alle classi sociali più svantaggiate, c’è la nostra civiltà, c’è l’Uomo in quanto tale, la sua natura e la sua missione.

Perciò la battaglia per un nuovo Umanesimo è diventata centrale. Un Umanesimo che sia la fucina di un nuovo pensiero politico capace di far uscire il mondo dalla crisi, aprendo nuove prospettive di vita all’Umanità. Diversamente ci aspetterebbe una decadenza epocale, come altre ci sono state nella storia, stavolta con esiti ancor più pesanti e drammatici. Il rischio di una barbarie di ritorno, negli stessi rapporti umani, è dietro l’angolo.

L’odio condiziona i comportamenti; la paura del diverso, sparsa a piene mani dalla destra, genera mostri spaventosi.

Ieri il fascismo fu la reazione della classi medie spaventate dalla combattività del movimento socialista; il neofascismo di oggi, inietta razzismo per dividere i penultimi dagli ultimi, coprendo così le responsabilità di chi impoverisce gli uni e gli altri. Migranti e disoccupati devono invece lottare insieme per l’equità e la giustizia sociale, contro gli otto Paperoni che si dividono la maggior parte della ricchezza, tenendo il mondo in ostaggio.

Questo è il tempo dell’Unità dell’antifascismo, di tutti i sinceri democratici, al di là delle rispettive appartenenze; non è il tempo delle divisioni artificiose, dettare da visioni politiche troppo corte o da meschine esigenze di visibilità!

Per questo ci siamo messi insieme: Anpi, Arci, Cgil, Libera, Libertà e Giustizia, Uisp, Attac, Liberi e Uguali, Sinistra Italiana, Art. 1 Mdp, Partito Democratico, Possibile, Rete delle Donne, Festival Resistente, Partito Socialista Italiano, Circolo Khorakanè, Arci Gay, La Martinella, Rete degli Studenti Medi, Agende Rosse, Circolo Peppino Impastato, Partito Comunista Italiano, Isgrec, Coordinamento Genitori Democratici, Coordinamento delle Donne, i Radicali della Maremma.

In questa piazza c’è la città, non una sola area politica che sfila in solitudine. Grosseto, “città aperta ai venti e ai forestieri” sta ancora una volta dimostrando la sua anima migliore, la sua intelligenza e il suo gran cuore, malgrado il governo della destra.

Ringrazio tutti voi per la partecipazione; ringrazio e saluto le associazioni dei migranti che hanno voluto essere con noi. Ringrazio tutti gli oratori che porteranno il loro contributo, particolarmente i rappresentanti delle confessioni religiose, con i quali ci ripromettiamo di sviluppare il discorso sulla pace, coinvolgendo anche quelle che oggi non è stato possibile invitare al microfono. Ringrazio la Regione Toscana, qui rappresentata dall’assessore Vittorio Bugli, e di Sindaci presenti.

Parleremo delle nostre idealità, non dei neofascisti che a pochi chilometri da qui stanno celebrando l’egoismo, cominciando ad offenderci e a dileggiarci, in perfetto stile squadrista. Perché vogliamo che in questi giorni in città prevalga un racconto di pace, di tolleranza e di accoglienza su quello dell’odio e della paura.

Buona manifestazione a tutti! Restiamo Umani!
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