lettera a “il manifesto” da parte del presidente dell’ANPI di Grosseto

Dunque, tutto ciò che dicono e fanno i neofascisti con le loro sia pure “esecrabili” manifestazioni sarebbe legittimo, rientrando nell’esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti. Se una responsabilità c’è per l’affacciarsi di simili comportamenti, questa ricadrebbe sulle spalle degli antifascisti, adesso incapaci di produrre l’egemonia dei valori democratici. Condivido la sottolineatura dell’importanza di una maggiore tensione culturale da parte nostra, ma dissento da quanto scritto dallo stimatissimo Gianpasquale Santomassimo nel suo articolo pubblicato da “il manifesto” dello scorso 14 settembre. Lo dico con tutta la possibile modestia, non essendo io un giurista, sulla sola base della mia interpretazione delle norme e conseguentemente alla visione politica che ho maturato in tanti anni di militanza nella sinistra, avendo soprattutto lo scopo di tenere aperti spazi di iniziativa altrimenti molto più risicati.
Credo che la Costituzione e le leggi vietino il fascismo come tale, non quella particolare forma riconducibile al PNF. Lo deduco dalla chiarezza della XII norma transitoria: la locuzione “sotto qualsiasi forma” afferma la cogenza del divieto della ricostituzione ben oltre le particolari caratteristiche del “disciolto” partito fascista, per investire il fenomeno politico nel suo complesso. Contrariamente, questo divieto non avrebbe senso, riguardando una cosa irripetibile in natura: un partito che, estremizzando il concetto, dovrebbe avere a capo Mussolini; e Balbo, Bottai, Ciano come dirigenti. D’altronde l’esistenza di una finalità militare è chiara in tutti quei movimenti o forze politiche che si propongono di dominare e di reprimere il dissenso con la forza, poiché l’esercizio della violenza richiede apparati e strutture ad essa finalizzati. Quando è che si ha attività militare? Si ha soltanto in presenza di un uso abituale di armi? E mani, bastoni, catene e altri oggetti simili, sono tali? Nei molti casi nei quali i neofascisti organizzano ronde, cacciano via gli immigrati, o impediscono loro di darsi alle consuete occupazioni, sostituendosi in questo alla polizia di Stato, fanno qualcosa di militare o no? Per me sì.
La legge Scelba ha introdotto il reato di apologia del fascismo, dice la Corte Costituzionale se finalizzata alla realizzazione di una entità organizzata. Ebbene, vi sono movimenti che si dichiarano sfacciatamente e, fino ad ora impunemente, fascisti, i quali si propongono di presentare proprie liste alle prossime elezioni politiche, vedi Casa Pound, o che a quelle amministrative già lo hanno fatto eleggendo propri rappresentati nei consigli comunali. Cosa è tutto questo se non ricostituzione del partito fascista?!
Di fronte a questi allarmanti fatti le Autorità cincischiano e la politica, salvo rarissime eccezioni, guarda altrove. E sono tali atteggiamenti che incoraggiano i neofascisti a rilanciare continuamente la loro attività illegittima, fino al punto limite di immaginare provocatoriamente l’organizzazione di una nuova marcia su Roma il prossimo 28 ottobre. Anche accettando l’interpretazione restrittiva della norma, non è questa la dimostrazione della volontà di Forza Nuova di dar luogo alla riorganizzazione del “disciolto” partito fascista, celebrandone le gesta? Non è la prova di averlo in verità già fatto? L’ANPI ha detto che reagirà con durezza e determinazione, chiamando tutte le forze democratiche in piazza se questo affronto si verificasse. Le Autorità cosa fanno? Se continuassero a tacere e a non far nulla diventerebbero complici. Non equivochiamo sul diritto che la Costituzione riconosce ad ognuno di esprimere liberamente le proprie opinioni. Il fascismo è un a opinione? La storia ha dimostrato che è un crimine. Come lo dimostra l’attualità.

Flavio Agresti, presidente Comitato provinciale ANPI Grosseto.

17 settembre 2017.