Trasmettiamo il documento della Presidenza Provinciale dell’ ANPI, approvato nella riunione del 17 gennaio 2017

La Presidenza provinciale di Grosseto dell’ Associazione Nazionale dei Partigiani d’ Italia, conferma la propria decisa e netta contrarietà all’intitolazione a Italo Balbo di uno spazio pubblico a Orbetello. Non ci sorprende che l’iniziativa sia stata presa da un gruppo di nostalgici; ci preoccupa, e sconforta, il possibilismo delle dichiarazioni rilasciate in questi giorni da personalità pubbliche locali.

Questo atto sarebbe intollerabile affronto alla coscienza democratica degli italiani e un insulto alla memoria delle tante vittime del fascismo, cominciando da quella degli orbetellani che lottarono contro il regime.

La stessa appartenenza dei promotori al mondo della destra estrema conferisce alla mossa una chiara e forte valenza politica: ricorrendo alla maschera di una impresa aviatoria, ciò che realmente essi vogliono celebrare, cercando di coinvolgere le istituzioni e il maggior numero di persone in buona fede, è il fascismo, del quale il Balbo è stato uno degli esponenti più in vista. Se l’intento andasse a segno, Orbetello non ci farebbe una bella figura, verosimilmente a livello nazionale.
Prima ancora che un trasvolatore Balbo è stato un Quadrunviro della marcia su Roma, che ha ispirato e concorso a mettere in pratica tutte le malefatte del ventennio. Perciò è uno dei maggiori responsabili dei lutti e delle rovine provocati all’ Italia dal fascismo. Era il solo gerarca che dava del “tu” a Mussolini, a dimostrazione di una vicinanza e di una condivisione particolari. E’ stato uno squadrista della prima ora e console della milizia : erano suoi uomini i bastonatori che, nel 1923, assassinarono don Minzoni, il parroco di Argenta. Se ha partecipato alla trasvolata atlantica, l’abilità dimostrata non può prevalere sulle grandi colpe di cui si è macchiato, che ne fanno una figura da escludere decisamente dal novero di coloro che meritano onori pubblici.

Ci sentiamo ripetere che dobbiamo liberarci delle ideologie; che i tempi sono cambiati, per cui fascismo e antifascismo sarebbero categorie superate che appartengono alla storia; che è giusto ricordare gli eventi più importanti senza pregiudizi.

Ebbene, chi parla di superamento delle ideologie, in realtà ne vuole una sola: la sua.

Fascismo e antifascismo sono di estrema attualità, perché la lotta tra giustizia e ingiustizia è sempre aperta, e quest’ultima talora non disdegna di imporsi con la violenza; il vento che soffia in Europa, dove movimenti che si richiamano al nazismo sono addirittura presenti in alcuni governi, è oltremodo preoccupante, mentre il razzismo e il nazionalismo fanno allarmanti proseliti, davanti ad una crisi che da economica sta diventando democratica. Lo provano pure atti minori, ma molto inquietanti, che si sono verificati recentemente da noi, senza che chi di dovere intervenisse: quali le bravate contro gli immigrati per additarli al pubblico ludribio e il saluto romano ostentato da un figuro in Comune a Grosseto la sera delle ultime elezioni amministrative , come l’esposizione, sia pure brevemente, della bandiera Deceris al balcone del palazzo civico del capoluogo, insieme a quelle italiana e europea: tutti elementi di un clima torbido che sarebbe colpevole sottovalutare. Adesso questa sortita ad Orbetello. Vien da chiedersi: e dopo ? Tanto che abbiamo deciso di svolgere a breve una iniziativa sul neofascismo per organizzare una risposta politica e culturale adeguata.

Vi sono crimini che moralmente non cadono mai in prescrizione e vi sono valori imperituri, in quanto fondanti la nostra civiltà. Gli anni non cancellano la differenza tra i primi e i secondi. C’è una sola strada da battere per voltare pagina: certa destra faccia propri i valori contenuti nella nostra Costituzione; dichiari che la Resistenza è l’atto costitutivo dello Stato democratico; riconosca, senza infingimenti, che il fascismo è il male assoluto. E si comporti conseguentemente. Soltanto dopo del fascismo potremmo parlarne al passato. Un passato tuttavia da non dimenticare, perché non torni mai più. Perciò se ricordare è giusto è anche vero che dobbiamo farlo in maniera critica, riconfermando la nostra ferma condanna dei responsabili di quegli eventi che sono costati lacrime e sangue al nostro popolo.

L’ A.N.P.I. non starà a guardare. Di quanto accade a Orbetello , oltre ad informarne i propri organismi nazionali, chiederà subito di parlarne con il sindaco della cittadina lagunare e con il Prefetto, per illustrare loro i motivi della nostra contrarietà, e contemporaneamente interesserà le Istituzioni provinciali e regionali, le forze politiche e sociali e le associazioni dei cittadini.

Ma prima che ad ogni altro si rivolge agli orbetellani perché non firmino la petizione di Fiamma Tricolore e levino la loro protesta per risparmiare a se stessi e alla Maremma democratica e antifascista l’onta di una piazza o di una via dedicata ad un brutto personaggio, che da posizioni preminenti, e di insieme con altri suoi simili, ha tolto la libertà agli italiani per fargli vivere vent’anni sotto il tallone della dittatura fascista, trascinandoli in guerra al fianco dei nazisti. E del quale c’è piuttosto da vergognarci.

Grosseto, 17 gennaio 2017
La Presidenza Provinciale dell’ A.N.P.I.

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