Trasmettiamo la nota di Flavio Agresti, Presidente Provinciale dell ‘A.N.P.I. “Norma Parenti”, in merito ai diversi interventi sulla questione libertà di stampa.

Nessun problema a prendere decisamente le distanze dalle affermazioni di Beppe Grillo sul controllo dell’informazione da parte di una giuria popolare, ritenendole estranee alla logica e al normale funzionamento del regime democratico.
Pur tuttavia non si può non riconoscere che in Italia è aperto da tempo un problema gigantesco riguardante l’imparzialità dei mass media, che si è acuito nella recente campagna referendaria, come d’altronde è dimostrato dal fatto che, in questo, il nostro Paese è stabilmente piazzato nello scenario mondiale tra nazioni del terzo mondo, le quali purtroppo non brillano in quanto a garanzie democratiche. Però all’esigenza di un indispensabile e rapido riallineamento del nostro con i Paesi più liberi e evoluti si dovrà provvedere ricorrendo esclusivamente agli strumenti propri della democrazia, in gran parte individuati e condivisi, anche ottenendo una maggiore incisività da parte delle Autorità pubbliche a ciò preposte.
Conseguentemente condivido la proposta di fare del tema uno dei motivi del nostro impegno futuro, data la rilevanza che esso ha per la formazione del senso critico e dell’opinione pubblica in genere, sicuri di trovare la più ampia e convinta partecipazione del gruppo dirigente alle iniziative che decideremo di intraprendere.
Anche perché (lo dico sia all’accalorato sostenitore della riforma costituzionale che continua ad avere tanto a cuore l’ANPI pur non essendovi iscritto, sia ai compagni che, come Tonino Terribile scrive, lascerebbero la tessera in mancanza di una nostra chiara dissociazione dalle dichiarazioni grilline) quanto affermato dal leader dei cinque stelle non ci tocca né ci coinvolge minimamente, tanto meno può sminuire la portata politica del risultato referendario. La nostra decisione di votare NO è il frutto di un percorso autonomo, centrato su valutazioni di merito e libero da condizionamenti o patteggiamenti politici, così com’è il nostro impegno per la piena attuazione della Costituzione repubblicana, difesa con successo dagli italiani per ben due volte in pochi anni.
Per cui non vi sono alleanze da rinnegare né atti di cui pentirci.
Se incoerenza c’è tra le cose dette da Grillo nei giorni scorsi e la posizione assunta dal moVimento nella campagna referendaria, questo è un problema che riguarda prima di tutti i cinque stelle, e della quale solo essi possono rispondere.
Il Referendum è passato; c’è stato chi ha vinto e chi ha perso. Questi ultimi, invece di rinfocolare polemiche ormai senza senso, dovrebbero interrogarsi sulle ragioni di una sconfitta tanto netta. Per noi questo deve essere il tempo del superamento delle divisioni, perché le ragioni che spingono all’unità sono più forti delle differenti appartenenze e opinioni politiche: esse riguardano i valori della Resistenza e dell’Antifascismo, che la nostra Associazione intende testimoniare “attivamente”, cioè facendoli vivere nel presente, anche scendendo direttamente in campo se necessario, riconfermandosi quanto mai attuali, la condizione stessa di un futuro migliore.
Fraternamente, Flavio Agresti.
4 gennaio 2017.

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