ANED – Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti

L’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti – assiste con orrore crescente alle violenze e ai soprusi autorizzati in Turchia dal presidente Erdogan all’indomani del fallito colpo di stato militare.
La scena dei prigionieri seminudi e ammanettati con le mani dietro la schiena stipati uno sull’altro sul pavimento di un capannone ci ha fatto tornare alla mente l’identica scena vista nelle baracche di quarantena di Mauthausen, dove pure i deportati erano costretti nudi sul pavimento, obbligati a sistemarsi uno sull’altro dalla sferza dei “kapo”.
Abbiamo visto le raccapriccianti immagini delle scudisciate e persino delle decapitazioni pubbliche, in un clima di isterica eccitazione collettiva.
Abbiamo appreso della destituzione e dell’arresto di centinaia, migliaia di giudici non allineati, di arresti e deportazioni di militari, di docenti, di giornalisti.
Il pensiero, inutile tacerlo, è andato ai giorni successivi all’incendio del Reichstag, nella Germania all’inizio della sua nazistificazione. E non ci tranquillizzano certo le ipotesi che circolano con insistenza di un “autogolpe” dello stesso Erdogan: di nuovo il pensiero va alle fiamme sul Reichstag e a quello che ne è seguito.
L’ANED unisce la sua voce a quella di quanti invocano in Turchia il rispetto dei diritti umani individuali e collettivi e il ripristino delle libertà democratiche contro l’oscurantismo di matrice religiosa fomentato dal potere. E chiede l’immediato intervento delle istituzioni internazionali che devono utilizzare tutti gli strumenti di pressione a loro disposizione per salvaguardare la libertà e i diritti umani in Turchia.
L’imbarazzato silenzio dei paesi europei di fronte alla feroce repressione scatenata dal presidente turco Erdogan è un colpo all’unità europea e all’idea stessa di un continente unito e democratico; un colpo più forte e pericoloso della stessa decisione di defilarsi della Gran Bretagna. Senza la difesa dei valori essenziali di democrazia, di libertà, di laicità dello stato non esiste alcuna credibile idea di unità per i popoli d’Europa.
L’Italia si muova e si muova subito per chiedere all’Europa e alle istituzioni internazionali un intervento capace di fermare la mano dei boia di Istanbul. Le forze politiche italiane accantonino per un momento le proprie divisioni per dimostrare di essere ancora capaci di nutrire e difendere i valori essenziali dell’umanità, della libertà, della pace e della democrazia.

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