al compagno Gennaro………

ANPI PROVINCIALE GROSSETO

Caro Gennaro,
tu sai quanto sono grandi l’affetto e la stima che mi legano a te e come io, con l’ ANPI, consideri il pluralismo una delle principali ricchezze della nostra associazione.
Proprio per questo voglio fare alcune precisazioni in merito a quanto scrivi nelle tue molte e-mail in riferimento al prossimo referendum sulle modifiche apportate alla Costituzione da un Parlamento privo di ogni autonomia.
I toni del dibattito devono essere rispettosi: della verità (eh sì, perchè la propria posizione l’ ANPI l’ ha decisa non in un consesso di pochi intimi e “nottetempo”, ma negli organismi statutariamente competenti e al termine di una campagna congressuale molto partecipata: conosci tu un metodo più aperto e democratico ? ); delle persone e della nostra stessa associazione.
Conseguentemente, la condizione per poter continuare a confrontarci, è che anche coloro i quali non condividono lo schieramento a favore del NO riconoscano la piena legittimità statutaria e democratica della deliberazione definitivamente adottata dal 95 e più % dei delegati al Congresso Nazionale. Tra questi (me compreso) e insieme ai figli e ai nipoti di quelli che purtroppo non ci sono più, molti “veri” partigiani (lo annoti, per piacere, la signora Boschi!) tutti animati dal proposito di impedire lo stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza, per renderla funzionale ad una globalizzazione dominata dalla finanza mondiale. Per te questo è un merito; per noi, il nocciolo della questione democratica oggi: chi è il sovrano, il popolo o il denaro ?
Chi dissente è libero di esprimere anche pubblicamente le proprie opinioni (tuttavia senza riproporre la riapertura di fatto del Congresso), ma a titolo esclusivamente personale; cioè non coinvolgendo in alcuna maniera nome e simbolo dell’ ANPI, come invece sembra di capire che alcuni compagni vogliano fare affermando che “l’ ANPI è anche nostra” . E’ ovvio. Ma perchè ciò abbia un senso, le regole vanno rispettate da tutti. Altrimenti i trasgressori si porrebbero nell’ ottica della spaccatura dell’ Associazione Partigiana, più o meno consapevolmente perseguita. L’ ANPI è una sola; al suo interno non possono coesistere posizioni contrapposte con pari riconoscimento e legittimità.
Prescindendo da tutto questo, il pluralismo smette di essere vitale energia per diventare il suo esatto contrario: veicolo di divisione e di perdita di immagine, di funzione e di capacità di incidere nel corso degli avvenimenti.
Spero di averti dato qualche motivo di riflessione.
Un abbraccio,

Flavio Agresti

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