Mozione politica del Congresso della sezione “Elvio Palazzoli” di Grosseto del 27 febbraio 2016

Il congresso della sezione ANPI “E. Palazzoli” di Grosseto si è riunito alla presenza della Presidenza Provinciale il 27 febbraio, anniversario dell’uccisione di Spartaco Lavagnini per mano fascista, che è stato ricordato con un minuto di silenzio.

Il congresso, preso atto della relazione del presidente di sezione, che ha illustrato i temi del documento congressuale nazionale, del documento del CN per il no al referendum costituzionale e il bilancio del lavoro svolto nel 2015 e del programma per il 2016, approva i documenti congressuali nazionali, a cui vincola il mandato dei delegati al congresso provinciale e il nuovo direttivo di sezione, rappresentando anche le posizioni di minoranze.

In particolare approva le seguenti indicazioni politiche: il compito della memoria attiva, valida per il passato, ma soprattutto per il presente e per il futuro; il lavoro continuo per difendere la pace, applicando l’art. 11 della Carta e rivendicando “il rapporto indissolubile tra pace-democrazia-libertà-ugualianza”; il superamento delle disuguaglianze sociali, applicando l’art. 1 e l’art. 3 della Costituzione (l’ANPI continua a rivendicare un piano generale del lavoro); la difesa intransigente della Costituzione e dei suoi valori, di cui rivendichiamo l’applicazione e la riformabilità e non la manomissione in atto; l’antifascismo, inteso come cultura e come pratica, di cui c’è un gran bisogno anche nella nostra città; la risposta al neofascismo con le sue attuali connivenze con la destra parlamentare, che ha lambito lo stesso governo e in particolare il ministro degli interni, si deve muovere su due direttrici: a. la mobilitazione di massa sempre più vasta con la cura strenua dell’”unità antifascista”; b. la rivendicazione che le istituzioni locali e nazionali e i tutori dell’ordine repubblicano mostrino il loro doveroso “volto antifascista”.

Il congresso approva la necessità dell’ANPI di “essere coscienza critica” del paese, che in quanto “erede spirituale” dei valori di tutta la Resistenza armata e disarmata, ”in forma statutariamente riconosciuta”, “vuole, pretende, esige che quei valori vengano rispettati, attuati, resi sempre più concreti e tangibili”. Il perseguimento di questi fini per l’ANPI avviene in completa autonomia, ribadendo di non essere né un partito né un sindacato. Persegue fini politici in base alla propria tradizione, alla propria identità, ai propri valori che coincidono con quelli della Resistenza e della Costituzione, rivolgendosi soprattutto alle giovani generazioni a cui vuol consegnare il testimone di quei valori. In tal senso l’ANPI non ha né “governi amici”, né “governi nemici”, ma di ogni esecutivo valuta la politica concreta delle singole azioni di governo.

Il congresso approva tre iniziative in specifico:

  1. partecipazione alla campagna referendaria per il no al referendum costituzionale e per la raccolta delle firme per il referendum abrogativo dell’Italicum. La sezione “Elvio Palazzoli” secondo l’indicazione nazionale fa parte del coordinamento grossetano per il no e del suo esecutivo, che riconosce quella dell’ANPI come l’unica bandiera utilizzabile. È compito dell’ANPI promuovere in ogni comune della provincia comitati e coordinamenti simili.
  2. campagna antifascista e antirazzista: la strategia nazionale delle organizzazioni neofasciste, con la complicità del governo, è in atto anche nella nostra città, con un’escalation che dura da un anno, che è sottovalutata dalle autorità cittadine nonostante i nostri continui avvertimenti e che è culminata nell’ultimo mese negli atti apertamente fascisti della fiaccolata per la sicurezza, nella strumentalizzazione della giornata del ricordo del 10 febbraio e nell’aggressione di uno studente antifascista di pochi giorni fa. Dobbiamo rispondere ad ogni iniziativa fascista con i due criteri dell’iniziativa di massa dei presidi antifascisti e dell’intervento anche legale presso le autorità.
  3. Iniziativa dal basso: è auspicabile potenziare anche statuariamente nell’ANPI il flusso delle idee dal basso, dalle istanza periferiche a quelle centrali, ad esempio con meccanismi di consultazione dal basso in caso decisioni importanti tra un congresso e l’altro.
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