70° anniversario della Liberazione di Manciano

12 6 44 americani a mancianoCon profonda partecipazione e con grande orgoglio celebriamo il 70° della liberazione di questo Comune dal nazifascismo.
Manciano e gli altri comuni limitrofi hanno rappresentato un punto alto della lotta di liberazione nazionale nella nostra provincia. Si può senz’altro affermare che qui, in queste zone, la Resistenza seppe subito elevare il movimento sponteneo di opposizione al fascismo ed alla guerra a movimento organizzato di cui ne furono esempio le formazioni partigiane del Ten. GINO del Ten.LUCCHINI del comandante ARANCIO.
Questo fu possibile perchè si seppe unire i paesani ed i contadini antifascisti ma anche antimonarchici con chi credeva ancora in questa istituzione, come lo furono senz’altro quegli ufficiali che però avevano fatto la scelta primaria della lotta al fascismo e all’occupante tedesco. Sono fermamente convinto che di questo esempio se ne debba tener sempre conto nello sviluppo della nostra azione attuale futura.
Di questo impegno c’è un forte bisogno ORA SUBITO: IL PROGETTO DELLA RESISTENZA (non è stato tradito) ma è rimasto INCOMPIUTO – Ci siamo dati una COSTITUZIONE che contiene quei VALORI fondanti di PACE , di LIBERTA’, di EGUAGLIANZA, di SOLIDARIETA’ che erano le aspirazioni essenziali della Resistenza. Molti di quegli obbiettivi non si sono però completamente affermati, viviamo in una situazione di grave CRISi economica, sociale morale e politica ed alcuni diritti fondamentali quali in diritto al LAVORO non viene garantito ad una gran parte della popolazione ed in particolare ai giovani.
La crisi economica,sociale, politica e morale determina sfiducia, qualunquismo,rassegnazione che sono poi il “brodo di coltura” per la malservazione ed il malaffare, di cui l’esempio dell’EXPO e del MOSE ne sono testimonianza; noi ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso, che vengano emanate norme anche più stringenti per impedire il malaffare ma ciò non sarà sufficiente.

C’È BISOGNO DI UN GRANDE IMPEGNO COLLETTIVO PER DETERMINARE UN NUOVO INIZIO per rafforzare l’etica pubblica, lo spirito civico, la dignitosa pratica dell’amministrare in nome dell’interesse generale.
Per questo c’è bisogno di ritornare AL NOSTRO INCOMINCIAMENTO (direbbe Macchiavelli), quando di fronte ad un’Italia distrutta sul piano materiale e politico- ma non morale- ci si dovette RIMBOCCARE LA MANICHE per ricostruire materialmente il nostro paese ed il suo tessuto democratico.
Dobbiamo essere anche più fiduciosi che L’ITALIA intera CE la FARA’.
Dopo la liberazione abbiamo ricostruito il paese, attraversato momenti di crisi acute, quali il periodo delle stragi e del terrorismo, ma ce l’abbiamo fatta ed anche oggi alcuni segnali ci indicano che ce la possiamo fare. In Europa alle recenti elezioni, malgrado il dato negativo di un forte astensionismo l’ondata che voleva distruggere tutto non è passata. In ITALIA dove l ‘astensionismo è stato minore pur RIVENDICANDO un cambiamento della politica rigorista dell’UE il FATTO che più di 2/3 degli elettori abbiano scelto forze europeiste sono un segnale incoraggiante che ci carica però di maggiori responsabilità. Occorre diffondere la consapevolezza che non ci sono SCORCIATOIE e che la via maestra è quella che ognuno di noi può e deve dare il suo contributo per la rinascita del Paese secondo lo spirito della Resistenza ed i principi della nostra Costituzione.

Sulla Costituzione è in corso da diverso tempo ed attualmente in maniera più pressante una discussione su alcune riforme considerate generalmente mature della parte seconda (quella ordinamentale). Noi come ANPI partecipiamo a questa discussione, aperti all’innovazione ma lavoriamo perchè ogni necessaria modifica realizzi l’obbiettivo di una maggiore efficienza delle norme per lo sviluppo del processo democratico, INSIEME alla tutela della base democratica garantita dalla stessa costituzione. CONVINTI che se ci sarà una larga PARTECIPAZIONE QUESTI OBBIETTIVI VERRANNO CONSEGUITI ed ogni futura riforma sarà migliore perchè sarà passata dal vaglio democratico.
Ma uno dei nostri compiti primari, deve essere quello di tramandare una memoria attiva della Resistenza facendo rivivere anche gli episodi concreti della lotta stessa, anche quelli a volte definiti minori come si sviluppo la lotta armata ma anche   la larga partecipazione di donne, di anziani e di ragazzi per favorire e sostenere chi era alla “MACCHIA” ; senza questo largo supporto la Resistenza non si sarebbe sviluppata e non sarebbe stata vittoriosa.
All’epoca della mia giovinezza, la poca storia che era dato apprendere e che destava maggiore attenzione era quella del Risorgimento, dei suoi personaggi Garibaldi, Mazzini, Pellico, Mameli ecc..ma spesso ci apparivano mitici e lontani; credo che oggi noi abbiamo IL DOVERE di tramandare le storie di chi si è impegnato nella Resistenza al livello che definirei popolare: chi era la popolana di Massa M. Norma Parenti Med:Oro valori militare chi era e cosa a fatto il Ten. Canzanelli (il Tenente Gino che abbiamo ricordato in due recenti cerimonie a Grosseto insieme a Carabinieri ed al cippo di Murci) chi era e cosa a fatto il Ten (poi Generale) Lucchini che riposa al cimitero della Marsigliana ricordato con una bella lapide scritta da Lilio Niccolai .
Sempre a proposito del Ten. Antonio Lucchini durante una manifestazione in difesa degli operai della miniera del Tafone (1954) Lilio Niccolai mi fece notare che il sopraggiungere gioioso dei lavoratori delle coop delle terre incolte a mal coltivate fu merito del Ten.Lucchini quando era sindaco di Manciano subito dopo la liberazione.
Come non ricordare Giovannino Conti caduto con il Ten. Gino, Aldo Ricci e anche Mariella Gori, che una volta mi disse che nella sua vita aveva, come tutti, avuto gioie ed anche alcune amarezze ma che potendo avrebbe cambiato solo il suo ruolo da partigiana, mettendoci maggiore impegno.
L’elenco potrebbe continuare ma quello che intendevo sollecitare era la necessità che questa cosiddetta “storia minore” sia il più possibile tramandata; TUTTI i futuri cittadini di Manciano debbono conoscere gli episodi citati ed altri, come ad esempio che su 108 giovani di Manciano che si dovevano presentare alla “leva” fascista NON SI PRESENTO’ NESSUNO

Per ultima, non per importanza, ma per il fatto di averla fortunatamente ancora con noi non possiamo non ricordare la nostra LICIA BIANCHINI e il suo coraggio, quando giovinetta dovette affrontare L’ARRESTO, la PRIGIONE ed i MALTRATTAMENTI ad opera dei fascisti.
Avendo anch’io vissuto quei periodi bui in cui anche andare a portare una pagnotta di pane a chi era alla macchia significava rischiare la vita mi obbliga ad indicare il suo coraggio e la sua determinazione in particolare alle nuove generazioni.
Diffondere questa conoscenza della nostra storia è compito di ogni democratico ma in particolare dell’ANPI questo e uno dei nostri COMPITI PRIMARI per cui siamo nati 70 anni or sono, PER QUESTO OCCORRE OGGI SVILUPPARE LA NOSTRA ASSOCIAZIONE CON IL CONTRIBUTO E LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DI OGNI CITTADINO ANTIFASCISTA

Circa un mese fa insieme ai sindaci di Manciano e Scansano ho avuto l’alto onore simbolico di conferire a LICIA una pergamena di Patriota; oggi voglio consegnarle la TESSERA dell’ANPI del 2014 con l’augurio che molti altri seguano il suo esempio.

Nello Bracalari Presidente ANPI provinciale di Grosseto

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