FESTA NAZIONALE DELLA REPUBBLICA. Discorso della Prefetta Anna Maria Manzone

Saluto le Autorità civili, militari e religiose, tutti i cittadini e tutte le rappresentanze della comunità di questa provincia. Desidero ringraziarvi sentitamente per essere oggi qui, in questa piazza, cuore della città di Grosseto, a celebrare insieme il 68°Anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, la più importante Festa nazionale degli italiani. Un particolare ringraziamento intendo rivolgere a quanti si sono impegnati in prima persona e hanno contribuito all’organizzazione di questa importante manifestazione. È il mio primo 2 giugno e sono lieta di essere qui, insieme a tutti Voi,per celebrare la Festa della Repubblica, la festa di un’intera Nazione che si ritrova unita nel riconoscere i valori e i principi della nostra Costituzione, i valori della libertà e della democrazia, della pace e della sicurezza, dell’eguaglianza e della solidarietà, che costituiscono il patrimonio comune  dell’Europa e di tutte le società democratiche. È una cerimonia sobria, perché la sobrietà è un valore positivo che deve permeare, ogni giorno, il lavoro e l’azione di chi è al servizio  della cosa pubblica. Non è questo il primo anno in cui in questa piazza, e nelle altre piazze d’Italia, dove si celebra la ricorrenza della Festa della Repubblica il pensiero va al difficile momento che sta attraversando il nostro Paese, alla crisi grave e diffusa che colpisce le fasce più deboli della popolazione e che ha generato purtroppo anche nuove povertà. Gli effetti di questa crisi si palesano nella condizione di chi ha perso il lavoro, nel sentimento di precarietà di chi teme di perderlo, nell’angoscia delle giovani generazioni a cui è necessario garantire la dignità e la possibilità di realizzare il proprio progetto di vita e il proprio futuro di cittadini. Nel momento in cui le prospettive economiche e sociali sono così difficili e complesse dobbiamo riflettere sul senso da dare oggi alla celebrazione della Festa della Repubblica. La festa della nostra Repubblica è il momento in cui tutti quanti noi dobbiamo ricordare le nostre comuni radici, da nord a sud, e le ragioni per le quali attraverso un difficilissimo e lungo periodo risorgimentale, al quale hanno fatto seguito due conflitti mondiali e la valorosa Resistenza, si è riusciti a ritrovare una tanto agognata unità nazionale. Occorre avere memoria per poter, con forza, reagire alle sfide e “far fronte comune” ciascuno con il proprio ruolo, la propria competenza e la propria professionalità. In particolar modo i giovani devono essere i principali destinatari di una memoria da tutelare senza esitazioni, affinché attraverso la conoscenza del passato del nostro Paese, emerga forte in loro la consapevolezza dell’importanza dei valori democratici, della legalità, della coesione sociale e dell’integrazione, nonché della necessità di unire le forze nei momenti di difficoltà per costruire insieme una società in cui tutti possano avere il giusto riconoscimento dei loro diritti, consci sempre, tuttavia, che in uno stato civile e democratico l’esercizio dei diritti si coniuga indissolubilmente con l’assolvimento dei doveri. Le difficoltà del presente possono dare luogo a manifestazioni di malessere che, come ha voluto sottolineare il Presidente Napolitano, devono essere affrontate con senso di responsabilità , contrastando con fermezza ogni forma di violenza, di illegalità e prevaricazione. Esiste purtroppo oggi un sentimento diffuso che allontana i cittadini dalla politica e dalle amministrazioni pubbliche, si sta logorando il rapporto fiduciario tra cittadini ed istituzioni. Va rinsaldata la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte. Oggi in questa piazza sono presenti alcuni Sindaci della provincia. Alcuni di Voi sono stati eletti appena una settimana fa. A tutti i Sindaci e in particolare ai nuovi eletti voglio fare un caloroso augurio di buon lavoro, consapevole che le sfide che ci attendono, a noi tutti, istituzioni e articolazioni dello Stato, sono senz’altro impegnative e ch e la vostra è una missione difficile, che richiede un grande spirito di sacrificio e senso del dovere, lealtà nei valori costituzionali e costante attenzione al bene pubblico. Ma sono altrettanto convinta che il vostro è un ruolo fondamentale per ripartire e dare credibilità e fiducia alla politica e alle istituzioni. Perché Voi, Sindaci, siete il primo pezzo di Stato e la prima espressione della politica. Politica, una parola che affonda le sue radici etimologiche nella polis greca e che altro non è che l’attività relativa all’organizzazione e amministrazione della vita pubblica, l’arte del governo, con cui si confronta quotidianamente il cittadino. Perché il Sindaco nel suo territorio è Ufficiale di Governo, il primo rappresentante delle istituzioni. È anche, come spesso ho detto ai Sindaci che in questi mesi ho incontrato, il primo cittadino a cui i propri cittadini manifestano il loro disagio, le loro richieste di aiuto, di sussidi, a cui chiedono risposte. Ascolto, solidarietà, trasparenza, imparzialità e legalità. Sono questi i valori che devono ispirare l’azione e l’attività di governo di chi è chiamato a svolgere pubbliche funzioni. Insieme. Perché le difficoltà del presente non devono generare sterili contrapposizioni, ma collaborazione e unità d’intenti nel perseguire il bene comune. Credo molto nel confronto e nella collaborazione, e sono altrettanto convinta che questo è anche quanto domandano i cittadini a chi amministra e a chi assolve incarichi pubblici. A noi dunque il compito di farci carico delle istanze e delle aspettative dei cittadini e delle imprese, per rinsaldare quel rapporto di fiducia Stato/cittadino che è essenziale. Confronto e collaborazione, nella diversità dei ruoli e nel pluralismo delle idee. E in questo giorno Festa della Repubblica, festa di tutti i cittadini, desidero rivolgere un sentito e affettuoso pensiero a quei cittadini che con il loro lavoro quotidiano sono al servizio della collettività e che, ancor più in questo momento di contenimento della spesa pubblica e di min ori risorse, con il loro personale impegno, spirito di sacrificio, abnegazione e alto senso dello Stato, assicurano e garantiscono la sicurezza. Quella sicurezza senza la quale non è possibile l’esercizio dei diritti fondamentali. Un grazie, pertanto, alle donne e agli uomini delle Forze di Polizia, delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco, dei Corpi di Polizia provinciale e municipale, della Protezione civile. A tutti coloro, infine, cui sono state conferite dal Presidente della Repubblica le Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana desidero esprimere il mio personale apprezzamento per le benemerenze acquisite verso la Nazione e l’augurio di continuare ad essere modelli positivi soprattutto per le nuove generazioni . E sono lieta di consegnare oggi anche le Medaglie d’Onore a coloro che deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale hanno contribuito con il loro sacrificio alla creazione del nuovo assetto democratico e repubblicano.

Viva la Repubblica! Viva l’Italia!

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