Giorno della Memoria 2014

Giorno della Memoria 2014

Cari concittadini, nella giornata di ieri, su iniziativa dell’ANPI abbiamo reso omaggio al campo di concentramento degli ebrei della nostra provincia a Roccatederighi.
Nel Giorno della memoria, accanto alla riflessione sulla Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, dei Rom e dei Sinti, degli omosessuali, dei malati di mente e dei portatori di handicap, ricordiamo anche i cittadini grossetani che hanno subìto la deportazione, la prigionia e la morte.
Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani e Tullio Mazzoncini vennero deportati a Mauthausen in quanto oppositori politici. Simile destino patì anche Feliciano Bolognesi di Scarlino.
Questa breve commemorazione la teniamo proprio qui, vicino a questo bassorilievo che rappresenta la tragedia del campo si sterminio, donato dalla famiglia Mazzoncini alla comunità grossetana perché ricordi gli orrori di un’epoca che il trascorrere del tempo non deve mai consegnare all’oblio.
Nell’iscrizione si ricorda anche Etrusco Benci, una grande figura dell’antifascismo grossetano, medaglia d’oro per i meriti di lotta, combattente della guerra di Spagna e della Resistenza in Francia e Belgio (dove perirà, fucilato).
Bellucci, Scopetani e Mazzoncini furono combattenti per la libertà che già negli anni bui della dittatura si resero protagonisti di episodi di lotta antifascista e furono i primi organizzatori della Resistenza in provincia: fin dalla sera dell’8 settembre, quando insieme ad altri antifascisti come Ceccherini, De Leone e Tognetti tentarono (senza successo) di indurre il Prefetto e il Comandante del Distretto Militare all’occupazione dell’aeroporto di Grosseto.
La loro intensa azione si svolse fino al novembre del ’43, quando vennero catturati durante un rastrellamento; dei tre solo Tullio Mazzoncini riuscì a sopravvivere e nonostante le gravi ingiurie alla sua salute, rientrato in Italia, contribuì largamente alla vita delle istituzioni democratiche cittadine.
Ieri abbiamo potuto ascoltare alcune poesie della Signora Halina Birenbaum che oggi è ospite della nostra comunità; ci hanno commosso la sua forza d’animo e la sua serenità nel descrivere in senso poetico la dura vita affrontata nei campi di sterminio e mi è venuto spontaneo accostare tale atteggiomento a quello del nostro concittadino Albo Bellucci che come ci viene raccontato nelle memorie di Tullio Mazzoncini non volle privarsi della gioia del sorriso fino alla morte.
Le rinnovate tensioni antisemite e razziste che funestano anche i giorni recentissimi ci spronano a non limitare la nostra azione e riflessione al solo giorno della memoria ma ad impegnarci a chè le testimonianze dei sopravvissuti siano monito costante nella ricerca di una società fraterna di liberi e uguali. In omaggio alla nostra ospite leggiamo, di Primo Levi,

IL TRAMONTO DI FOSSOLI.
Io so cosa vuol dire non tornare.
A traverso il filo spinato
Ho visto il sole scendere e morire;
Ho sentito lacerarmi la carne
Le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
A noi, quando la breve luce è spenta,
Una notte infinita è da dormire”.
Nello Bracalari, Presidente Provinciale ANPI

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