Cadevano le bombe come neve

Il 19 luglio 1943 Benito Mussolini si trova a Feltre con Hitler. Il Capo di Stato Maggiore, il generale Ambrosio, aveva fatto pressioni su Mussolini affinché facesse presente all’alleato tedesco che la situazione si era fatta insostenibile e che l’Italia avrebbe trattato un’uscita onorevole dal conflitto. Il duce, invece, resterà muto dinanzi al rimprovero di Hitler per il comportamento di alcuni comandi italiani e per i rovesci militari in Africa e in Sicilia. Inoltre accetterà tutte le condizioni poste dal Führer, che voleva resistere ad oltranza in Italia per tenere lontana la guerra dalla Germania. Quando, nel corso del convegno, viene comunicato a Mussolini che i bombardieri americani stanno colpendo la capitale, questo si limiterà a passarsi il fazzoletto sulla fronte, conscio della gravità delle situazione ma impotente dinanzi al suo alleato.

click sulla foto per vedere la galleria

 

Da 6.000 metri di altezza sulla verticale dello scalo merci S.Lorenzo “Lucky Lady” sgancia.
Sganciano contemporaneamente “Arkansas’ Travellers”, “Pretty Boy”, “Dark Lady”, “Winnie Oh Oh”, “Geronimo II” e gli altri B-17 della prima formazione. Sono esattamente le 11, un minuto e cinquanta secondi. Bombe da 500 libbre, 250 chili.
Il primo stick di otto bombe tocca terra alle 11.03, dopo un minuto e 10 secondi dal lancio: è quello mirato da Owen Gibson, il puntatore della “Lucky Lady”. Centra in pieno i binari, due vagoni e un capannone dello scalo merci San Lorenzo.
Una parte degli ultimi stick sganciati investe in progressione il Viale dello scalo San Lorenzo e il viale del Verano che ne costituisce il proseguimento, le due strade che costeggiano sulla destra l’area ferroviaria. Quella prima raffica tocca anche largo Talamo, via dei Liguri, via degli Enotri, via dei Piceni. Almeno otto palazzi sono centrati, su queste strade; un altro è colpito all’inizio di via Porta Labicana.
I bombardieri hanno l’ordine di lanciare mirando strettamente alle nubi di polvere, al fumo e agli incendi provocati dal primo passaggio, quello della formazione del flight leader, ma la zona coperta da polveri e fumi s’allarga sempre di più, ad ogni ondata, e inevitabilmente i grappoli di bombe finiscono fino a tre, quattro, cinquecento metri di distanza dallo scalo. Viene investito in pieno il quartiere San Lorenzo, vengono centrati il piazzale del Verano e l’adiacente piazzale San Lorenzo.
Le maggiori devastazioni sono concentrate nel triangolo formato dal piazzale Sisto V, piazzale San Lorenzo, piazza Porta Maggiore.

Il quartiere, rimasto presidio antifascista, conserva la memoria del tragico luglio di settanta anni fa con un ciclo di eventi, qui il programma

Cadevano le bombe come neve,
il diaciannove luglio a San Lorenzo.
Sconquassato il Verano, dopo il bombardamento.
Tornano a galla i morti e sono più di cento.
Cadevano le bombe a San Lorenzo
e un uomo stava a guardare la sua mano,
viste dal Vaticano sembravano scintille,
l’uomo raccoglie la sua mano e i morti sono mille.
E un giorno, credi, questa guerra finirà,
ritornerà la pace e il burro abbonderà
e andremo a pranzo la domenica,
fuori Porta, a Cinecittà, oggi pietà l’è morta,
ma un bel giorno rinascerà e poi qualcuno farà qualcosa,
magari si sposerà.
E il Papa la domenica mattina da San Pietro,
uscì tutto da solo tra la gente, e in mezzo a San Lorenzo,
spalancò le ali, sembrava proprio un angelo con gli occhiali.
E un giorno, credi, questa guerra finirà,
ritornerà la pace e il burro abbonderà
e andremo a pranzo la domenica,
fuori porta, a Cinecittà, oggi pietà l’è morta,
ma un bel giorno rinascerà e poi qualcuno farà qualcosa,
magari si sposerà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...