Lo sconcio di Affile: perchè le istituzioni non intervengono?

Il 29 giugno si è svolta ad Affile un’altra manifestazione neofascista.  Con omaggio al criminale di guerra fascista, Graziani. Con contorno di saluti romani e del tradizionale (e fascistissimo) presente. Uno sconcio che non finisce e che nessuno si decide a bloccare. L’ANPI Nazionale si unisce alla protesta e chiede fermamente che chi ha il potere di intervenire lo faccia, presto e bene, perché questa situazione è, ormai da tempo, intollerabile.

Finora – commenta il presidente Carlo Smuraglia – c’è stato soltanto l’intervento positivo del Presidente della regione Zingaretti. Ma il Governo continua a considerarlo un fatto locale; la Magistratura, investita da mesi di una nostra denuncia, ancora non ha preso provvedimenti concreti. E’ apprezzabile il fatto che – rispetto a molti silenzi del passato – l’on. Monica Gregori abbia presentato un’interpellanza parlamentare il 26 giugno scorso. Sono curioso di vedere la risposta del Governo delle larghe intese.

Importante e tempestivo anche il comunicato di protesta emesso dall’Anpi  di Roma. Ma ciò che occorre è togliere il pretesto per queste manifestazioni, che nessuno pensa di vietare. E il pretesto è il famoso “sacrario”, che dovrebbe essere abbattuto per ordine dell’autorità o destinato ad altre (lecite) finalità. E’ ora che le Istituzioni di una Repubblica democratica e antifascista intervengano in modo risolutivo, prima che Affile  diventi meta di continui e vergognosi pellegrinaggi.

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