Caminito (da Cristiano Bellezzi )…………

I nipoti del tenente Gino con i partigiani Mariella, Licia e Aldo al Circolo Arci Manciano, 1° maggio 2007
I nipoti del tenente Gino con i partigiani Mariella, Licia e Aldo al Circolo Arci Manciano, 1° maggio 2007

(…) Certe sere, quando sembrava, tanto il cielo era limpido, di poter toccare le stelle e si ammirava lucente lo specchio di mare dell’Argentario, perché rimanere nella capanna affumicata, tra discussioni infinite, puzzo di trinciato di tabacco e bestemmie?

 

Allora prendeva sotto braccio Aldo: -Vieni, questi fanno un casino… andiamo un po’ più in là. Stasera intoniamola bene, tu fai il basso ed io l’alto e partiamo piano, quasi in sordina-

 

Si alzavano allora, tra i rami alti e neri, facendo sussultare qualche barbagianni assonnato, le note dolciamare di Caminito di Carlos Gardel.

 

La frase musicale si avviava lenta, come svogliata, ma immediatamente, nella scala maggiore, rivelava il suo passionale languore e la nostalgia prendeva il sopravvento. I corpi dei due uomini ondulavano, evocando una danza sognata, una danza che non c’era mai stata ma che avrebbe potuto esserci… mentre la macchia rimaneva in ascolto facendo ala alle note.

 

Il Caminito è ora il sentiero buio tra gli scopi, dove un amore eterno, mai detto, conduce i passi dell’amante ad incontrarsi con l’amata, ed invita a vivere un destino che non vuole essere più sogno. Alla ripresa del ritornello, prima del finale, Gino mette una mano sulla spalla di Aldo, quasi a rinforzare la cassa armonica dei loro corpi e Aldo alza la mano destra sul lato della guancia per assicurarsi la quinta nota bassa. Sembrano due amici ubriachi.

 

Il canto aveva destato dal suo solito sonnellino Giovannino che ora seguiva la melodia dall’ingresso del capanno. A Giovannino piaceva la musica, anche se non sapeva cantare, e poi quel motivo, quel tango, l’aveva sentito una sera, al podere di Poggio alle Calle, ad una veglia, quando vide per la prima volta R., lei era carina e lo guardava di sfuggita ma lui non ebbe il coraggio di dirle niente. Mentre il canto si incammina verso la sua conclusione, anche un russo, che tra tutti sembrava sempre il più insensibile, facendo finta di avere un bruscolo in un occhio, esce dalla capanna nel buio della notte. (…)

 

Testimonianza orale del partigiano Antimo “Aldo” Ricci di Manciano.

 

Da Nedo Bianchi, Il tenente Gino e il soldato Giovanni, Pisa Edizioni ETS 2007

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Canzanelli

https://www.facebook.com/notes/cristiano-bellezzi/caminito/10150174751765334

Annunci

Un pensiero su &Idquo;Caminito (da Cristiano Bellezzi )…………

  1. Nando Bonatto :
    Hoy la calle caminito,reducida al turismo, es el triste recuerdo de un rincon legado por los genoveses que poblaban ese rincon de Buenos Aires,si quedaron incorporados las bellas pinturas del maestro Quinquela Martin y el sonido del tango argentino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...