A proposito della commemorazione di Italo Balbo….

ci scrive la compagna Alessandra Salvaterra

270420136993

Come antifascista sono molto arrabbiata fin dai primi giorni in cui ho sentito parlare di commemorazione, per gli ottanta anni della strasvolata di Italo Balbo. L’iniziativa, avvallata dall’amministrazione (di centro sinistra) mi lascia senza parole, perché si commemora un fascista? Considero prive di fondamento le motivazioni secondo il quale il riconoscimento sarebbe diretto al Balbo aviatore e non all’esponente del fascismo. Negli Anni Venti Balbo ha guidato lo squadrismo ferrarese, tra i più violenti in Italia, che ha colpito duramente i lavoratori della terra, contadini e braccianti, ha perseguitato gli avversari politici fino alla loro eliminazione fisica, ha cancellato in nella zona tutte le conquiste politiche e sindacali. Successivamente è stato uno dei maggiori dirigenti del regime fascista. In quegli anni ha fatto la trasvolata atlantica partendo dal Parco delle Crociere di Orbetello? per me rimane un fascista e un periodo brutto da ricordare ( Io pur non avendo vissuto in quel periodo e forse posso solo immaginare,ancora oggi evito di passare dal parco dove sorgevano gli hangar e ancora vi sono rimasugli storici,mi inquieta e intristisce!) vorrei che si parlasse di più del sangue che ha dovuto pulire la fontanella vicino a quella che in quei tempi era la casa del fascio,vorrei sentire una commemorazione per il compagno MARCO CURIONI (e tutti gli altri perseguitati) BARBARAMENTE FUCILATO NEL CORTILE SOTTO GLI OCCHI DEL FIGLIO. Gli squadristi non contenti lo disseppellirono per decapitarlo dopo la sua morte! Vorrei solo questo o anche il nulla piùttosto che commemorare Balbo!!!
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LA RISPOSTA DELL’ANPI PROVINCIALE

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ANPI PROVINCIALE GROSSETO
a alessandra

Cara Alessandra,
abbiamo analizzato con attenzione il problema che poni al Provinciale riguardo alla commemorazione della crociera del decennale.
Riteniamo che lo sdegno dei cittadini antifascisti nei confronti della glorificazione di Italo Balbo sia indiscutibile e anche il segnale sano di una cittadinanza consapevole.
Appoggiamo,quindi, l’intento del vostro comitato spontaneo di non cedere al tentativo che troppo spesso, ultimamente, si riscontra di scindere le responsabilità politiche e storiche dalle imprese considerate “eroiche“.
Siamo altresì convinti che il ruolo dell’ANPI in questa occasione debba essere soprattutto di impatto culturale e per questo ci siamo attivati per organizzare nel più breve lasso di tempo possibile delle iniziative che vadano nel senso della diffusione della ricerca storica e del dibattito che possa investire la più ampia fascia possibile della cittadinanza, con un occhio di riguardo ai ragazzi delle scuole superiori.
Ci metteremo in contatto quanto prima per concordare un incontro con te e gli altri membri del comitato spontaneo che avranno piacere di contribuire a questo lavoro che, andando in profondità nelle coscienze, porterà sicuramente buoni frutti.

Un saluto resistente

 La Presidenza
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9 Pensieri su &Idquo;A proposito della commemorazione di Italo Balbo….

  1. Silvio della Tuscia
    “Balbo t’è passè l’Atlantic/ mo miga la Perma” . Scritta apparsa sul greto del torrente Parma dopo la trasvolata dell’Atlantico, per ricordare a Balbo dell’agosto ‘22, quando gli Arditi del popolo avevano messo in fuga le migliaia camicie nere ai suoi ordini, proprio sulla linea del Parma, oltre al quale si trova il rione popolare Oltretorrente. Questo andrebbe ricordato.

  2. Purtroppo quello di cancellare la memoria storica di un certo segno è costume ricorrente ormai, al quale difficilmente si sottraggono le giunte di centro-centrosinistra. Alll’ ANPI ed alle altre organizzazioni antifasciste il compito di lottare per conservare dialetticamente la memoria storica delle generazioni di compagne e compagni che ci hanno preceduto e, allo stesso modo, della barbarie del regime mussoliniano e delle coperture e connivenze che lo fecero prosperare.

  3. Alessandra Salvaterra
    ·

    L’UNICA STORIA DA RICORDARE CHE RIGUARDA ITALO BALBO:
    Nel tumultuoso periodo seguente la Prima Guerra Mondiale
    gli Arditi del Popolo costituivano nei luoghi di lavoro e sul
    territorio le uniche formazioni strutturalmente in grado di
    opporsi alla violenza del dilagante terrorismo squadrista.
    Generati spontaneamente dal grembo stesso della volontà
    popolare essi acquisirono ben presto coscienza del proprio
    ruolo e consistenza tale da essere in grado di svolgere
    appieno il compito antagonista cui erano destinati.
    La loro solida realtà combattente venne però delegittimata
    e dispersa dall’ottusa decisione dei vertici del variegato
    fronte di partiti politici aderenti all’opposizione democratica
    di frammentare la lotta contro il nascente regime in tanti
    piccoli rivoli, minandone così forza ideale, capacità reattiva
    ed azione propositiva; una scelta colpevole e sciagurata che
    condannò l’Italia inerme al tragico ventennio in camicia nera.
    Gli Arditi del Popolo, appoggiati ufficialmente e sostenuti
    concretamente dal solo movimento libertario, specie l’UAI
    (Unione Anarchica Italiana) che ne alimentava base militante
    e quadri dirigenti, pagheranno in prima persona lo scotto
    dell’isolamento con la sconfitta sul campo e la inevitabile
    repressione, per poi risorgere nei giorni del riscatto con la
    lotta di Resistenza e la rivincita finale della Liberazione.
    Ma ancor prima che tutto ciò accadesse il Loro eroismo
    troverà tempo e modo di scrivere una delle pagine più belle
    nella storia della libertà del nostro popolo.
    A PARMA NELL’AGOSTO DEL ’22, FRA LE POVERE CASE E GLI STRETTI VICOLI
    DELL’OLTRETORRENTE, UN PUGNO DI DONNE ED UOMINI DEGNI D’ESSERE
    CHIAMATI TALI, PRESE LETTERALMENTE A CALCI IN CULO UN ESERCITO
    DI 20.000 SQUADRISTI, CAPITANATI DAI GERARCHI Farinacci e Balbo,
    COSTRINGENDOLI ALLA RESA E ALLA PIU’ VERGOGNOSA DELLE FUGHE.
    Un’estate di tanti anni fà sul selciato rovente nelle crepe dei muri
    lungo gli argini del fiume ovunque fu’ versato quel sangue ribelle
    lì giaccia in eterno insieme alla nostra memoria riconoscente.

  4. Alessandra Salvaterra

    Troviamo la commemorazione di Italo balbo un passaggio triste di questa amministrazione, la quale ci auguravamo avesse nel DNA l’antifascismo al primo posto.
    Non è possibile suddividere la storia di questo personaggio fra l’attività aviatoria e quella direttamente connessa alle barbarie di un ventennio fascista, no, non è ammissibile!!
    Pertanto per tutti coloro i quali hanno dato la propria vita per ripristinare e donarci uno Stato democratico, crediamo sia necessario come singoli cittadini far sentire il nostro dissenso da questa manifestazione.
    Italo Balbo è stato protagonista di una stagione sanguinaria del nostro Paese, è vero prese le distanze dall’amicizia fra il Duce con Hitler, ma mai si distinse per valori antifascisti.
    Proprio perché antifascismo vuol dire opporsi ad un regime che privò la libertà (spesso con omicidi efferati), vogliamo far sentire il nostro sdegno di fronte ad una manifestazione grave, che ha l’odore di revisionismo e memoria condivisa con cui non ci accomuna nulla. Noi rispettiamo la storia, nel senso che non neghiamo certamente i fatti. pur tuttavia condanniamo Italo Balbo per ciò che ha rappresentato, un fascista, picchiatore, squadrista, coinvolto anche nell’omicidio del parroco Don Minzoni.
    Banale ricordarlo solo come “aviatore”………………..
    1914 Italo Balbo si schierò decisamente con il movimento interventista e, durante la partecipazione ad una manifestazione interventista a Milano, conobbe Benito Mussolini. Balbo divenne poi guardia del corpo di Cesare Battisti durante i comizi da lui tenuti a favore dell’intervento in guerra.
    Nella prima guerra mondiale prestò servizio nel battaglione Alpini “Val Fella”. Promosso tenente, il 16 ottobre 1917 lascia il battaglione perché destinato, su sua domanda, al Deposito Aeronautico di Torino per un corso di pilotaggio, la sua vera grande passione.
    Fu Grande Oratore della loggia massonica Gerolamo Savonarola di Ferrara facente parte della comunione della Gran Loggia di Piazza del Gesù, dalla quale entrò in sonno in data 18 febbraio 1923. Dopo la guerra, Balbo aderì al fascismo e presto divenne segretario del Fascio di Ferrara ed uno degli esponenti di spicco dello squadrismo agrario. In questa veste organizzò una squadra d’azione denominata «Celibano»,
    l gruppo di Balbo, in parte finanziato dai proprietari terrieri locali. Balbo ha guidato lo squadrismo ferrarese, tra i più violenti in Italia, che ha colpito duramente i lavoratori della terra, contadini e braccianti, ha perseguitato gli avversari politici fino alla loro eliminazione fisica, ha cancellato in nella zona tutte le conquiste politiche e sindacali con quel monopolio instaurato violentemente mise a segno molte spedizioni punitive che colpivano i social-comunisti e le cooperative contadine di Portomaggiore, Ravenna, Modena e Bologna. Le leghe socialiste detenevano un enorme potere, che permetteva loro di emarginare coloro che non aderivano, dirottando solo verso i propri affiliati i finanziamenti pubblici e facendosi rimborsare dalla comunità le spese elettorali.
    Nell’agosto del 1922 avvennero i Fatti di Parma: dopo l’occupazione militare di gran parte della città dell’Emilia e della Romagna, conseguente al cosiddetto sciopero legalitario di inizio mese, le squadre d’azione fasciste tentarono la presa anche di Parma. L’assedio alla città, in cui si trovavano asserragliati gli ARDITI DEL POPOLO . Guido Picelli a Parma fondò gli Arditi del Popolo organizzò e comandò un fronte unico antifascista (anarchici, comunisti e popolari) che difesero vittoriosamente Parma per cinque giorni sconfiggendo migliaia di fascisti comandati da Italo Balbo. IN QUELL’ ‘AGOSTO DEL ’22, FRA LE POVERE CASE E GLI STRETTI VICOLI
    DELL’OLTRETORRENTE, UN PUGNO DI DONNE ED UOMINI DEGNI D’ESSERE
    CHIAMATI TALI, PRESE LETTERALMENTE A CALCI IN CULO UN ESERCITO
    DI 20.000 SQUADRISTI, CAPITANATI DAI GERARCHI Farinacci e Balbo,
    COSTRINGENDOLI ALLA RESA E ALLA PIU’ VERGOGNOSA DELLE FUGHE. Durante la Battaglia di Parma si distinse nella difesa del rione Naviglio l’antifascista anarchico Antonio Cieri, che Picelli aveva nominato vicecomandante degli Arditi del popolo. Il 6 agosto, Balbo, resosi conto dell’impossibilità diconquistare la città senza scontrarsi con GLI ARDITI DEL POPOLO (su consiglio anche del capo della polizia locale, Lodomez), s’impegnò a ritirarsi dalla città a partire dalle ore 12 del giorno stesso.
    Nell’ottobre del 1922 Italo Balbo fu uno dei «quadrumviri» della Marcia su Roma, insieme ad Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi e Michele Bianchi. Guidò in particolare la spedizione punitiva contro il quartiere di San Lorenzo che aveva attaccato una colonna fascista. Nel 1923 venne accusato di essere il mandante dell’omicidio del parroco antifascista Don Giovanni Minzoni ad Argenta, avvenuto per mano di due squadristi facenti capo alle sue milizie: il caso venne archiviato alcuni mesi dopo, per essere poi riaperto – sotto la pressione della stampa, a seguito del delitto Matteotti – nel 1925, risolvendosi senza alcuna giustizia
    . Nel1924 Balbo, divenuto nel frattempo Console della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN), fu costretto a dimettersi dalla carica a seguito delle documentate rivelazioni de “La Voce Repubblicana” circa ordini da lui impartiti di bastonature di antifascisti e pressioni sulla magistratura, perdendo la successiva causa per diffamazione da lui intentata al quotidiano.
    Nel 1924 divenne comandante generale della MVSN e sottosegretario all’economia nazionale nel 1925. Il 6 novembre 1926 venne nominato segretario di Stato all’aviazione e si apprestò ad organizzare la neocostituita Regia Aeronautica ed il 12 settembre 1929, a soli trentatré anni, ministro dell’Aeronautica Balbo guidò due voli transatlantici, in formazione. Il primo, la Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile nel 1930, con 12 idrovolanti Savoia-MarchettiS.55A partiti da Orbetello alla volta di Rio de Janeiro (Brasile), si svolse dal 17 dicembre 1930 al 15 gennaio 1931
    La seconda crociera atlantica, la crociera aerea del Decennale, venne organizzata per celebrare il decennale della Regia Aeronautica in occasione della Century of Progress, esposizione universale che si tenne a Chicago tra il 1933 ed il 1934. Dal 1º luglio al 12 agosto del 1933 guidò la trasvolata di 25] idrovolanti S.55X partiti da Orbetello verso il Canada e con destinazione finale gli U.S.A.

      • Ci uniamo allo allo sdegno e alla protesta. Dalla città che ha subito lo sfregio di una circonvallazione intitolata ad Almirante, un abbraccio antifascista dal Partito della Rifondazione Comunista di Viterbo.

  5. Alessandra Salvaterra segnala questa nota apparsa su facebook:

    Fiamma T. Orbetello:
    In occasione delle celebrazioni dell’80 anniversario della Crociera Aerea del Decennale, uno gruppo di comunisti ha deciso di dare vita ad una manifestazione di protesta contro Italo Balbo, che organizzò quella Crociera ( ed altre ) e ne fu il comandante. Ovviamente Italo Balbo viene contestato perchè Fascista, anzi uno dei fondatori del Fascismo. Si vuole dimenticare che , il futuro Governatore dlla Libia, viene qui ricordato e celebrato solo per i suoi meriti aviatori e che il Comune di Orbetello ha il dovere di farlo. Ha fatto conoscere Orbetello a tutto il mondo!! Ma non c’è niente da fare, gli ottusi trinariciuti antifascisti ( seguaci dello slogan ” uccidere un Facista non è reato” ) non riescono a consegnare il Fascismo alla storia, ne hanno ancora terrore, e continuano con queste patetiche iniziative ….e magari vorrebbero che il XXV aprile sia la festa di tutti!
    Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ritiene opportuno celebrare e omaggiare l’aviatore Balbo, che seppe dare slancio all’aereonautica italiana, ma anche il politico Balbo, Fascista, Squadrista, Modernista, Quadrunviro della Marcia su Roma, protagonista dell’unica rivoluzione sociale italiana.
    Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore chiede nuovamente di intitolare una via, una piazza, una scuola ad Italo Balbo ritenendo assurdo e vergognoso che, in 15 anni di amministrazione di centro destra, con due sindaci ex missini, non sia stato fatto.
    18 ore fa · Mi piace · 4

  6. In questi giorni (maggio 2015) è presente a Buttrio (Ud), dopo esser stata allestita in vari centri italiani ed anche in Canada, la mostra “Mari e cieli di Balbo”, (mostra di cui sono venuta a sapere solo ora), che ricorda la cosiddetta “Crociera del decennale”, comandata da Italo Balbo, e le gesta aviatorie di quest’ ultimo.
    Invito a leggere su l mio blog http://www.nonsonocarnia.info, il mio:
    « Tra terra e cielo. Francesco De Pinedo, il primo re dei voli transoceanici, ai tempi del fascismo» perché egli fu il primo italiano che fece voli transoceanici, considerati vere e proprie imprese, senza togliere nulla a Balbo; e perché non si può ricordare Italo Balbo solo per i suoi voli in formazione, che diedero visibilità all’aeronautica fascista, e non come l’organizzatore di squadracce fasciste al soldo degli agrari, nel ferrarese ed in emilia, o come il quadrunviro della marcia su Roma o il governatore della Libia, o l’ accusato di aver partecipato (senza esserne l’esecutore materiale) , all’uccisione di don Minzoni, e poi assolto perché riuscì a far passare la tesi di una lite per donne, e detto per le sue spese personali “Sciupone l’Africano”.
    Spero comunque che ai canadesi abbiano detto che il primo italiano a volare in Canada e sul Canada, nel corso di un volo transoceanico, fu Francesco De Pinedo.

    In detto articolo ho sottolineato chi fu Balbo per Ferrara, Parma ecc.
    E non si può dimenticare che l ‘asso dell’aviazione in epoca fascista, colui che, per primo, sperimentò rotte ed idrovolanti, da lui scelti, fu Francesco De Pinedo, che lo si voglia o meno.
    Questo per chiarimento.

    Laura Matelda Puppini

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