Orazione in memoria dei martiri di Maiano Lavacchio

Siamo qui, oggi, a compiere il civico dovere di cittadini democratici ricordando e rendendo omaggio a questi 11 giovani che insieme ad altri, così come è scolpito nel monumento al Partigiano a Grosseto, “sono morti perchè tu fossi libero”.

Siamo presenti alcuni della generazione che ha vissuto le Resistenza, altri delle generazioni successive; ma soprattutto voglio rimarcare la presenza di tanti giovani studenti, e i congratulo con loro e i loro insegnanti per aver scelto di partecipare a questa celebrazione. A questi giovani permettetemi di rivolgere alcune brevi considerazioni sul valore cha ha avuto la Resistenza per la formazione della coscienza democratica del nostro Paese; a 70 anni di distanza, a volte, si tende a valutare quegli avvenimenti – superficialmente – quasi come un normale conflitto tra partigiani appoggiati dagli alleati da una parte, e i fascisti e i nazisti dall’altra. NO! La Resistenza ebbe un significato più complesso e profondo, fu un sussulto di popolo contro la dittatura fascista, contro la guerra e per la pace e si manifestò in varie forme. Subito dopo l’8 settembre i più ardimentosi cercarono di organizzare la lotta armata, spesso con poche armi strappate al nemico, e a loro dobbiamo riconoscere il coraggio e l’esempio che seppero dare al Paese; altri si opposero rifiutandosi di arruolarsi in un esercito illegale, quale era quello della Repubblica di Salò, rischiando la vita e spesso perdendola, come successe agli 11 martiri che oggi ricordiamo; fu un atto di resistenza quello di 650mila soldati italiani, sugli 800mila deportati in Germania,che preferirono il rigore e le privazioni del campo di concentramento che spesso li rese irriconoscibili, piuttosto che entrare nell’esercito repubblichino; la maggiore e meno visibile, ma non per questo meno pericolosa, Resistenza fu compiuta dividendo con i partigiani ed i renitenti quel poco di pane o di polenta che c’era nelle case, ed in questo si distinsero soprattutto le donne ed i giovanissimi; Significativi furono i gesti come quello compiuto da Don Omero Marraccini che si impose ai fascisti per dare degna sepoltura agli undici giovani trucidati, sottraendoli al destino della fossa comune a calce che i fascisti volevano e che toccò ai martiri di Scalvaia.

Questi sono solo alcuni esempi di come la Resistenza, con il contributo degli Alleati, liberò l’Italia e ridette dignità alla Patria. I valori della Resistenza, sanciti poi dalla Costituzione ( e che ne fanno una delle più avanzate al mondo), sono stati le fondamenta per la costruzione democratica del nostro Paese.

Questi valori noi vogliamo AFFIDARLI a voi giovani perchè possiate custodirli, portarli avanti e svilupparli, dato che ce n’è ancora bisogno: l’Italia non è ancora quella che avevamo sognato; troppe disuguaglianze, troppi diritti non ancora garantiti per tutti quali quelli -fondamentali- al lavoro, al sapere e alla salute. Ecco perchè c’è ancora bisogno dello spirito della Resistenza per costruire un’Italia migliore.

Giovani, ora tocca anche a voi!

Permettemi di concludere citando una frase di un grande antifascista, Antonio Gramsci:

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

Ispiratevi e combattete per la libertà come gli 11 giovani che oggi ricordiamo. Accanto a me c’è un partigiano (Ameglio Machetti) che ha rischiato la vita dando l’assalto ai magazzini del consorzio agrario per distribuire il grano alla cittadinanza affamata: seguite il suo esempio di sevizio al popolo.

Fate vostro il motto

ora e sempre Resistenza!

Nello Bracalari

Presidente Comitato ANPI Provinciale “Norma Parenti” Grosseto

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