Svastiche al Cassero Oltraggio alla storia indagini della Digos Simboli nazisti dall’ingresso della mostra su Anne Frank Rimuoverli non sarà facile, serve l’ok della Soprintendenza

image GROSSETO. Dagli insulti razzisti ai simboli nazisti, sulle mura medicee di Grosseto l’idiozia ha varcato ogni confine. Due svastiche disegnate con lo spray, una di colore arancione e l’altra leggermente più accesa, deturpano il medievale scenario del Cassero Mediceo che ospita una mostra fotografica dedicata ad Anna Frank. Ignoriamo da quanto tempo siano lì, forse pochi giorni, forse settimane o più; né sappiamo se si tratti di una coincidenza o di un provocatorio scempio alla memoria della Shoah, di un atto vandalico fine a se stesso o di una “spennellata” ideologicamente colma di senso e rigurgiti neonazisti. Sta di fatto che sono l’ennesima frontiera degli attacchi al cuore della città, in un quartiere sempre più preso d’assalto da ladri e vandali, imbrattatori e frantumatori di vetri. Dalla stele di Nassirya trafugata alla rissa tra le baby bulle (femmine) filmate sulle mura da amici maschi, il centro storico soffre. Stavolta per colpa di due simboli. Qualcuno si è divertito a disegnarli sfumando di poco i colori e colpendo almeno su due fronti: la storia umana e un monumento-gioiello di Grosseto. Ecco dunque la prima svastica arancione imbrattare la pietra appoggiata di fronte al Cassero, e una seconda più rossiccia allungare le sue braccia scheletriche come fosse un segnale verticale, su di un muro proteso verso il vallo degli Arcieri. La notizia dei novelli murales ha creato scompiglio in città e tra i visitatori della mostra. Il Comune stigmatizza il tutto. «Quelle svastiche disegnate di fronte al Cassero, che ospita la mostra su Anna Frank, sono una gravissima offesa alla memoria di milioni di persone, vittime di una violenza inaudita – dicono il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e l’assessore alla cultura Giovanna Stellini -. Sono una forma di violenza alla dignità e alla intelligenza dell’uomo, al senso più profondo di civile convivenza. Condanniamo con forza e sdegno qualsiasi gesto o espressione che, come questo, possa anche solo richiamarsi a tanto odio. La storia e le storie di milioni di vittime dovrebbero averci insegnato cosa significhi l’orrore e la barbarie di quegli anni bui per l’intera umanità. Questo episodio, come il furto della stele in ricordo dei Caduti di Nassiriya avvenuto nei giorni scorsi – aggiungono sindaco e assessore – rappresentano uno sfregio alla nostra città e alla memoria di vittime innocenti. Una nuova stele sarà presto collocata al suo posto; il tempo necessario per la consegna, vista la particolarità del materiale utilizzato». Ben più difficile, invece, rimuovere le svastiche in questione, disegnate su mura medievali su cui gravano i vincoli della Soprintendenza. Il sindaco Bonifazi, per aver avuto l’ardire, anni fa, di pulire la base dei leoni del Parco della Rimembranza deturpata da spray e pennarelli, dimenticandosi di chiedere il permesso fu denunciato dalla Soprintendenza. Su questo intanto la Digos e la Scientifica stanno indagando e procedendo coi rilievi e le richieste di permesso per la rimozione: pare comunque che le due svastiche siano anteriori alla mostra.
di Elisabetta Giorgi

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/02/24/news/svastiche-al-cassero-oltraggio-alla-storia-indagini-della-digos-1.6597156

 

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