VOTIAMO UN’ALTRA ITALIA. VOTIAMO PER PARTECIPARE!

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Sono nato nel 1994. Nello stesso anno Silvio Berlusconi annunciava che sarebbe sceso in campo: prometteva moralità, pulizia e modernità ad un’Italia che usciva dallo scandalo di Mani Pulite.

Nel ’96, mentre imparavo a parlare, qualcun altro parlava alla TV: sempre lui. Promise “Riforma dello Stato, federalismo e riduzione delle tasse” a Italiani che gli diedero fiducia di nuovo.

Nel 2001 i Gazosa cantavano wwwmipiacitu sulle reti di Mediaset, mentre per le strade Manu Chao era la colonna sonora delle grandi manifestazioni contro le politiche del G8. Comincio le elementari: alla scuola italiana era proprio necessaria una riforma e peccato che la triade di governo Berlusconi, Tremonti e Moratti promettessero una serie di provvedimenti, mascherati come “Internet, Impresa, Inglese”, trascinando la scuola più indietro, non più avanti.

Nel 2006 iniziavo le medie aspettando con ansia l’uscita del quinto libro di Harry Potter: Berlusconi & co, invece, non attesero e si ripresentarono alle elezioni dopo il disastro del precedente mandato. Riforma Moratti, guerra in Iraq, un milione di posti di lavoro promessi e mai visti, una politica per l’immigrazione xenofoba e inefficace.

Nel 2008 il mio primo, glorioso anno alle scuole superiori. Dopo un controsoffitto crollato a Rivoli, entrai nel movimento contro la riforma Gelmini: furono 8 mld di euro tagliati alla scuola pubblica che la ridussero in macerie. E non parliamo del 2010, con la riforma dell’università (e la bacheca di FB intasata di post contro il governo). Sono sceso in piazza, 8 ottobre, con il caschetto giallo.

Nel 2011 l’Italia accelera: festeggio i miei 17 anni, l’Italia i suoi 150, mentre le donne si mobilitano e si vincono i referendum. Le cose sembravano poter cambiare: finalmente non si parlava più di escort, di lodo Alfano, di crisi inesistente, ma di futuro, diritti, beni comuni. L’italia è avanti, il governo indietro. Nel novembre 2011, Berlusconi si dimette.

2013. Il mio passato è già stato segnato senza che potessi esprimermi. Ora ho 18 anni e, mentre Berlusconi si ricandida per la sesta volta, io voto per la prima. Per il nostro futuro e per la qualità della nostra democrazia.

VOTIAMO UN’ALTRA ITALIA. VOTIAMO PER PARTECIPARE!

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