epistolario del soldato mancianese Nello Niccolai (1896-1986)…..

L’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea ha acquisito grazie alla famiglia l’epistolario del soldato mancianese Nello Niccolai (1896-1986). Un materiale preziossimo ora che si avvicina il centenario dello scoppio della Grande Guerra. Nel link potete leggere l’articolo di Sara Landi su Il Tirreno.(Cristiano Bellezzi tramite Isgrec Istituto Storico GR)

Epistolario dal fronte L’avventura di Nello raccontata a scuola

di Sara Landi wGROSSETO «Plus jamais comme en 1914», ovvero «mai più come nel 1914». Si avvicina il centenario dello scoppio della Grande Guerra e per iniziativa dell’Istituto Storico della Resistenza studenti dell’Isis Rosmini e i loro colleghi spagnoli, ospiti nell’ambito del progetto “Comenius”, avranno un materiale preziosissimo attraverso cui esplorare la realtà della prima guerra totale europea del ’900. Si tratta delle lettere inviate dal fronte dal soldato mancianese Genesio Leonello detto Nello Niccolai (1896-1986). Un epistolario che documenta il periodo trascorso al fronte e quello della prigionia successiva alla disfatta di Caporetto – prima a Mauthausen e poi in Ungheria – del giovane Nello che quando partì per la guerra aveva 19 anni. Il carteggio è giunto ai giorni nostri perfettamente conservato grazie alla dedizione e alla passione per la storia, locale e familiare, del figlio, quel Lilio scomparso da pochi mesi che è stato figura di riferimento della nostra terra come intelletuale, studioso, direttore didattico e amministratore, prima come sindaco di Manciano e poi come assessore provinciale. È stato proprio Lilio a trascrivere il contenuto delle lettere e delle cartoline che il babbo Nello mandava a casa e nell’opera certosina di catalogazione è stato sempre lui a correggere bonariamente gli errori ortografici e grammaticali di Nello che aveva fatto solo la terza elementare. Il carteggio, che comprende in molti casi anche le risposte dei familiari conservate dallo stesso Nello, è uno spaccato vivo e pulsante del tempo con protagonista un giovanissimo mezzadro maremmano che si trova improvvisamente catapultato nella realtà della guerra e la cui vita di reduce sarà segnata indelebilmente dall’esperienza da soldato. Una testimonianza che nella sua versione originale custodisce oggi con emozione il nipote di Nello, lo storico Lucio Niccolai. E così ieri mattina è stato proprio il nipote di Nello a consegnare nei locali dell’Isgrec due copie del carteggio: una acquisita dall’archivio dell’istituto e una per la docente del Rosmini che seguirà il lavoro dei ragazzi sulle lettere, Caterina Albana. Con lei sono intervenuti il presidente dell’Isgrec Adolfo Turbanti, l’insegnante che si occupa dei progetti didattici, Elena Vellati, e la dirigente del Rosmini Gloria Lamioni. «Nel dare il benvenuto agli studenti e alle docenti di Gijon che ospitiamo per il progetto “Comenius” – ha detto Gloria Lamioni – ringrazio l’Isgrec e l’amico Lucio Niccolai che ci mettono a disposizione questo epistolario permettendo ai ragazzi di riflettere direttamente su una fonte del tempo. Non a caso il titolo del progetto di quest’anno è “Mai più come nel 1914”: i ragazzi sono chiamati a ragionare su come si scatena una guerra e su ciò che si può fare per evitarla». Come mai, chiediamo allo storico Niccolai, il carteggio era rimasto finora patrimonio solo della famiglia? «Mio padre – spiega – aveva deciso di pubblicarlo ma gli fu fatto un preventivo costoso per l’epoca e non ne fece di nulla. Oggi acquisire in digitale quei documenti sarebbe sicuramente molto più fattibile quindi vedremo. Mi piace l’idea che siano dei giovani studenti a riflettere su ciò che nonno Nello scriveva dal fronte».
(http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2013/01/22/LG_20_20.html?ref=search)

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