Oggi è il suo 90°compleanno: auguri Didala…..


La “partigiana per amore” non poteva mancare tra le nostre donne in Corriere. Didala Ghilarducci, ottantotto anni compiuti il 26 febbraio scorso, figlia di una famiglia di sinistra dove il padre, un marinaio viareggino, non hai mai avuto la tessera del fascio, è la storia vivente. Ex staffetta partigiana delle Brigate Garibaldi ricorda bene gli anni della seconda guerra mondiale, quelli che l’hanno portata a lasciare la propria casa in via Mazzini, dove viveva con il giovane marito Chitttò, per andare al freddo, lassù sulle Alpi Apuane. Giorni lontani, ma vicini, dei quali oggi parla ancora nelle scuole, come una nonna farebbe con i propri nipoti, o meglio una bisnonna, quale è, di quattro bei ragazzi, tutti maschi e figli del suo unico figlio Riccardo. Didala, la sua storia, che è la storia di tutti i partigiani di Italia, l’ha immortalata in un libro, che è “una storia di quotidiano eroismo e di semplice profondità”, parlando degli uomini e delle donne che nel secolo scorso, come lei, affrontarono le dure prove della vita di quegli anni della seconda guerra mondiale. “Conobbi mio marito che ero ancora studentessa a Le Mantellate”. Lui, coetaneo. frequentava il liceo classico Carducci. Un amore grande, legato anche dalla comune opposizione al fascismo, che li portò a sposarsi nel pieno della guerra e ad avere un figlio, nato il 2 settembre del 1943, nei giorni più terribili.

“Partimmo con i partigiani, mio figlio aveva solo sette giorni. Dormivamo sotto i castagni, finchè era caldo, e mangiando quello che i ragazzi riuscivano a trovare da qualche contadino. L’acqua gelida dei ruscelli di montagna serviva per dissetarsi e per lavarsi usavamo i ‘gitti’, con l’acqua intiepidita dal sole. D’inverno, per dormire, il giaciglio più riparato era nei rifugi, sulle vette più alte. La condivisione della scelta partigiana intrapresa con il marito Chittò era la sua forza. Fino a quando, dopo nemmeno un anno, il sogno di vita di Didala si infranse nella morte dell’amato compagno di vita e di ideali. Era l’ estate del ’44, quando lo scempio nazista raggiunse l’apice e nel corso di una perlustrazione Chittò fu trucidato. Vedova nello stesso mese segnato dalla strage di Sant’Anna. “E’ da allora che sono la custode della memoria di quegli eventi che hanno strutturato le mie certezze e confermato per sempre i miei valori – ci dice, tanto da contestare il film di Spike Lee. “Sui monti ho sentito le raffiche degli spari dei nazisti, e visto, oltre alla nube di fumo di quando i tedeschi dettero fuoco a tutto, il sangue, quello degli innocenti e di chi lottava per la libertà”. Per questa partigiana rimasta vedova a soli vent’anni e che ora dirige l’Anpi di Viareggio non ci sono stati partigiani traditori. “ I nazisti a Sant’Anna di Stazzema ce li hanno portati i fascisti locali, io lo so perchè c’ero”.

Se è vero che noi siamo la storia, cosa significa per te il fatto che sempre più numerosi sono quelli che la rinnegano? “Non si può equiparare i fascisti ai partigiani – ci risponde Didala- e finchè avrò fiato urlerò le mie idee a tutti. Nessuno è mai riuscito a farmi stare zitta. A volte mi chiedono se valeva la pena morire a venti anni: la Liberazione non fu una passeggiata ma è grazie a noi partigiani se c’è stata”.

Come racconti ai giovani di essere stata partigiana? “Lo faccio da sempre, da quando sono tornata a Viareggio dopo la Liberazione. Oggi che sono in pensione ho ancora più tempo da dedicare ai giovani per spiegargli cosa sia stato e cosa voglia dire essere stati partigiani. I ragazzi mi ascoltano, a volte mi fanno domande: la mia risposta è che l’ho fatto per amore, quello per mio marito e per la libertà, di tutti”.

Cosa è per te la libertà? “Io so cosa non è la libertà. Non poter leggere libri stranieri, non poter ascoltare musica jazz e non poter parlare di antifascismo”.

Oggi Didala Ghilarducci è una donna libera, come lo siamo noi tutti, e che alla soglia dei novanta anni combatte le sue quotidiane battaglie. “Mi alzo ogni mattina alle sei, e dopo aver accudito la casa e i miei fiori e aver fatto colazione, vado a lavorare”. Volontaria all’Anpi, ne dirige l’ufficio. Dal 1° di gennaio sono oltre quattrocento i nuovi iscritti, tutti giovani. “La libertà è stata una dura conquista, ora va difesa”. E la storia va sempre ricordata. Per non dimenticare.

http://laetitiatassinari.wordpress.com/2009/05/30/didala-ghilarducci-la-partigiana-per-amore/

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