Trieste: un percorso tra le violenze del 900

L’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia (http://www.irsml.it) ha pubblicato, in italiano e in sloveno, questo contributo alla conoscenza delle memorie esistenti nella città di Trieste e nel territorio giuliano con lo scopo di favorire il riconoscimento e il rispetto reciproco da parte di coloro che in esse si riconoscono. Da qualche anno a questa parte, anche a seguito dell’istituzione della giornata del ricordo il 10 febbraio, numerose scuole programmano viaggi di istruzione a Trieste, per recarsi assai spesso alla Risiera di San Sabba ed alla Foiba di Basovizza. Non sempre però la contestualizzazione degli eventi legati a tali due luoghi simbolo risulta facile, ed anzi docenti e allievi rimangono talvolta disorientati nei meandri della memoria del confine orientale. Per cercar di fare un po’ di chiarezza e per aiutare gli insegnanti nel loro lavoro didattico, l’Istituto regionale per la storia le movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, assieme all’Amministrazione provinciale di Trieste, ha predisposto un opuscolo dal titolo Un percorso tra le violenze del Novecento nella provincia di Trieste, che offre una guida sintetica ad alcuni dei più significativi luoghi della memoria, e cioè: – La sede del giornale Il Piccolo (incendiato nel maggio 1915 dagli austriacanti, con riferimenti alle altre violenze di quei giorni) – Il Narodni Dom (sede delle organizzazioni slovene e croate, incendiato dai fascisti nel luglio del 1920) – Il monumento ai fucilati di Basovizza (4 giovani sloveni esponenti del TIGR fucilati nel settembre del 1930 a seguito della condanna del Tribunale speciale) – La sinagoga (devastata dai fascisti nel luglio 1942) – via Ghega (dove alle finestre del palazzo Rittmeyer vennero esposti nell’aprile 1944 i corpi di 51 ostaggi impiccati dai nazisti, con riferimenti anche alle uccisioni di Prosecco e di via Massimo D’Azeglio) – La Risiera di San Sabba (campo nazista di eliminazione di massa) – Caresana e Malchina (villaggi del Carso incendiati dai nazisti) – La foiba di Basovizza (con riferimenti anche alla foiba Plutone) – via Imbriani (dove il 5 maggio 1945 venne dispersa nel sangue una dimostrazione filo-italiana) – Il campo profughi di Padriciano (con riferimento anche agli altri campi profughi) – piazza sant’Antonio (dove ai primi di novembre del 1953 la polizia civile del GMA sparò contro i dimostranti italiani facendo due morti, con riferimento anche ai sanguinosi incedenti del giorno successivo in piazza dell’Unità d’Italia). Per ogni sito sono disponibili una scheda, una piantina ed alcune immagini. L’opuscolo è completato da una mappa di orientamento generale, da alcune cartine che illustrano l’evoluzione del confine orientale nel ‘900 e da una bibliografia sintetica. Copia dell’opuscolo verrà inviata nel corso delle prossime settimane a tutti gli Istituti della rete, nonché ad altri indirizzi che vi preghiamo di fornirci. Fin da ora comunque, il testo completo della pubblicazione, compresa la cartografia, è disponibile sui seguenti siti: Irsml Fvg, Insmli. Il testo – dei cui diritti è titolare l’Irsml Fvg – può venir liberamente scaricato, in tutto o in parte, da qualsiasi utente, senza alcun costo. Vi preghiamo pertanto di voler cortesemente dare la massima pubblicità a tale iniziativa presso le scuole, le associazioni culturali e gli enti locali con i quali siete in contatto, in modo che possano servirsene per la loro attività.

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