Giù le mani …


Giù le mani dal 25 aprile,

1 maggio e 2 giugno

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22 Pensieri su &Idquo;Giù le mani …

  1. Salviamo il 25 aprile!

    Il Comitato Provinciale ANPI di Lucca denuncia con forza il progetto che, sotto la maschera di una manovra economica già costruita per ricadere sui ceti più deboli e per ledere i diritti dei lavoratori, mira a delegittimare i fondamenti ideali dello Stato italiano e, di fatto, la sua Costituzione nata dalla Resistenza.

    Il decreto messo a punto da Berlusconi e dai suoi ministri prevede lo “spostamento” alla domenica delle festività “infrasettimanali non concordatarie”.

    Dunque, con un solo colpo, via il 25 aprile e il 2 giugno, nonché il 1° maggio!

    In questo modo, proprio nell’anno in cui si festeggia il 150° dell’Unità d’Italia si viene a privare il Paese dei momenti unificanti che ricordano eventi ed valori fondativi della sua Costituzione. Riteniamo doveroso denunciare ed opporci a questo disegno.

    Falsa è l’argomentazione di Tremonti, secondo cui ciò “accade a livello europeo”. E’ possibile pensare di togliere il 14 luglio ai francesi? E che dire della più recente festa della riunificazione tedesca del 3 ottobre? Il Primo maggio nasce e si diffonde non solo come festa europea, ma mondiale e la sua abolizione è stata sempre propria delle dittature, a partire dal fascismo.

    Non si vogliono toccare le feste “concordatarie”, ma pure la Legge 63 del 1977 abolì o spostò feste religiose come S. Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini, SS. Pietro e Paolo e persino l’Epifania.

    La verità è che questi governanti hanno messo d’accordo la volontà di rivincita dei fascisti contro le conquiste della Resistenza, l’astio antinazionale dei leghisti e l’obiettivo di fare dell’Italia un Paese da spadroneggiare dopo averlo reso senza memoria e senza identità.

    Il Comitato provinciale ANPI di Lucca

  2. NON SI TOCCHI
    IL 25 APRILE

    Nell’ennesima “manovra” il Governo ha deliberato, tra i tanti provvedimenti annunciati per far fronte ad una crisi fini a ieri negata e che rischia di travolgerci, di accorpare le “festività civili” nelle giornate di domenica.
    Tra queste festività c’è il 25 Aprile.
    Il 25 Aprile, come gli Italiani sanno (o dovrebbero sapere), è data sacra alla Patria, perché ricorda la libertà, la democrazia, la civiltà ritrovate (per tutti), la sconfitta del mostro nazifascista, il sacrificio dei tanti italiani che per questo si sono battuti, riscattando l’Italia dalla vergogna e dall’ignominia nazifascista che aveva contribuito a creare.
    Vergogna e ignominia che altri Italiani, quelli della “repubblica di Salò”, hanno convintamente sostenuto e, da ultimo, difeso alle dipendenze dei nazisti e contro le scelte del Governo italiano. Italiani, questi ultimi, tra l’altro, che l’attuale Governo vorrebbe, con un disegno di legge in itinere in Parlamento, equiparare ai combattenti per la libertà.
    Pensare di cancellare il 25 Aprile, come fosse una qualsiasi sagra paesana, per risparmiare qualche milione, certamente reperibile in modo più giusto e più degno, significa ferire la coscienza civile degli Italiani e recare offesa irreparabile a chi è morto o si è battuto per la civiltà e la dignità della persona. Gesto odioso, in linea, del resto, con la pretesa sopra ricordata di riabilitare il peggiore fascismo, quello razzista e filonazista di Salò.
    Chiediamo a tutti gli Italiani di difendere i valori resistenziali contro questo mercatismo d’accatto, incapace di capire che l’Italia può riprendersi solo se spinta dai grandi ideali comuni. Vale molto di più infatti, anche economicamente, la coesione sociale, basata sul senso di identità e di appartenenza, che qualche milione raccattato in malo modo, svilendo quegli ideali e quei i valori.

    ORA E SEMPRE IL 25 APRILE (NON ALTRA DATA) RIMANGA IL NOSTRO GIORNO DELLA MEMORIA E DELLA RICONOSCENZA.
    La Presidenza
    A.N.P.I Regionale Lombardia

  3. Informare Per Resistere
    Accorpare le festività civili:uno Stato confessionale
    Il governo pensa di accorpare le festività civili alla domenica, e l’opposizione non ha nulla da ridire. È l’incredibile spettacolo andato in onda ieri (11 agosto, ndr) in parlamento. Il ministro Tremonti, annunciando il progetto, ha mostrato di ritenere più importanti la credenza che la Madonna sia stata concepita senza peccato originale, o che un angelo sia apparso il giorno dopo l’ipotetica resurrezione di Gesù, rispetto a ricorrenze fondanti la società italiana come il 25 aprile, l’1 maggio o il 2 giugno. E nessuno, né dal governo né dall’opposizione, risulta aver avuto il coraggio di criticarlo. «Siamo di fronte alla resa incondizionata dell’intero arco parlamentare alle esigenze del Vaticano», commenta Raffaele Carcano, segretario dell’UAAR: «l’incapacità di intaccare gli enormi privilegi di cui gode la Chiesa cattolica è giunta ormai alla completa abdicazione del potere temporale nei confronti di quello […]

    http://informarexresistere.fr/2011/08/14/accorpare-le-festivita-civiliuno-stato-confessionale/

  4. Anpi: No all’abolizione delle festività civili!
    14 agosto 2011 | Archiviato in: Politica | Scritto da: redazione | Condividi

    Di seguito una nota di Silvio Antonini Segretario e Portabandiera Anpi Cp Viterbo

    “Nella manovra economica d’emergenza, presentata a ridosso del Ferragosto, il governo Berlusconi ha deliberato di accorpare tutte le feste civili nelle domeniche vicine alle rispettive ricorrenze. Con il pretesto dei patti concordatari con lo stato Vaticano, non sono toccate le festività religiose: palese intento di compiacere le gerarchie ecclesiastiche, soprattutto nell’eventualità di scadenze elettorali. In un sul colpo, nel silenzio delle opposizioni, si prospetta, di fatto, l’abolizione del 25 Aprile (festa della Liberazione dal nazifascismo), del I Maggio (festa internazionale dei Lavoratori) e del 2 Giugno (festa della Repubblica).
    Che le suddette ricorrenze fossero mal sopportate dall’attuale maggioranza non è certo un mistero, basti pensare a come le istituzioni locali di centrodestra abbiano sabotato le celebrazioni del 25 Aprile a Viterbo negli ultimi anni. Puntualmente abbiamo denunciato questi atteggiamenti eversivi, perpetrati tra sfacciataggine e provocazioni condite con letture grossolane delle vicende storiche. Ciò che paventavamo, la sanzione istituzionale di questi propositi, è ora venuta in essere.
    L’offensiva riguarda il mondo del lavoro e la memoria storica e civile del Paese. Il nostro Comitato provinciale Anpi chiama perciò tutte le associazioni, i partiti e i sindacati che si riconoscono nei basilari princìpi democratici ad una mobilitazione massiccia, sia d’opinione sia di manifestazioni pubbliche. Si tratta di provvedimenti di una compagine governativa che, proprio perché al tramonto, può dare i colpi di coda più micidiali. Non permettiamoglielo!”

  5. Daniela Burrŭla Plantina Sarnataro commento sulla bacheca di Anpi Grosseto:
    è preoccupante il silenzio sull’abolizione della festa del 25 Aprile,un silenzio che colpisce anche l’ANPI nazionale che ancora non ha emanato un comunicato stampa.
    Silenzio dalle forze politiche di sinistra,silenzio dalla Presidenza della Repubblica,un silenzio a cui io non mi allineo anzi mi indigna!!!!!!!!!!!!!

  6. Daniela Burrŭla Plantina Sarnataro: Ma che fanno stanno in vacanza? dobbiamo mobilitarci, organizzarci, fare qualcosa! Toglierci il 25 aprile equivale a dire che i valori per cui sono morti i partigiani non significano più nulla!!!

  7. OVOSODO
    pubblicata da Margherita Aurora il giorno domenica 14 agosto 2011 alle ore 11.22

    Ci sono giorni importanti per le singole persone e date-simbolo per un’intera nazione.

    Io celebro e festeggio il compleanno, l’anniversario di nozze, la date di nascita dei miei 2 figli, cosciente che questi son giorni specialissimi, tutti miei e della mia famiglia, che cerco di godermi appieno organizzando qualcosa di particolare, per non far cadere nel nulla la ricorrenza. Non è mai successo che non facessi, in queste date, qualcosa di diverso: una cenetta anche preparata in casa, una torta, una festicciola, una pizza.

    Poi ci sono le feste che simboleggiano qualcosa non solo per me, ma per l’intera nazione in cui vivo; feste che, col passare del tempo me ne sono resa conto, sono importanti per la costruzione e la conservazione dell’identità della nostra patria.

    Il 25 Aprile, ad esempio, non celebra ovviamente il fatto che gli americani ci hanno liberato, o almeno non solo quello. Il 25 Aprile ci ricorda quello che ha fatto la resistenza per permettere all’Italia di uscire dal fascismo. Il 25 Aprile è il nostro secondo Risorgimento, la nostra seconda Unità. E’ una festa che celebra la coesione nazionale ritrovata, dopo che per 2 anni la penisola era stata tagliata in due dalle occupazioni straniere e dalla fuga verso nord del dittatore Mussolini.

    Da diversi anni, forse una ventina, si è innescata una campagna contro il 25 Aprile, con attacchi revisionisti da accapponare la pelle, con individui che fanno distinguo e aggrediscono rivelando che non tutti i partigiani erano “buoni”. Ma và??? Forse allora anche non tutti i fascisti erano “cattivi”???

    A chi denigra la Resistenza ricordo che l’Italia ha potuto entrare nelle Nazioni Unite nel 1955, mentre la Germania solo nel 1973. Perchè? Perchè in Italia, durante la guerra, si espresse il ruolo fondamentale dei partigiani, perchè in Italia ci fu una sollevazione popolare, dal basso, rispetto alla follia fascista, reazione che in Germania non avvenne mai. Per questo il 25 Aprile è tanto importante: ci ricorda che non siamo stati degli abietti pecoroni a cui andava bene tutto, dittatura antisemita compresa, ma ci siamo in qualche modo ribellati ed abbiamo, in diverse forme, aiutato chi ci poteva permettere di uscire dal baratro.

    Il 25 Aprile è una festa che celebra il popolo ed è da sempre una festa popolare: a fianco delle manifestazioni ufficiali, con parate e deposizione di corone, ci son sempre pic nic all’aperto, grigliate nei prati, concerti. In determinati luoghi simbolo, come Casa Cervi a Gattatico, si riuniscono ogni anno 10.000 persone per ascoltare musica, poesia, interventi e, perchè no, deliziarsi con lo gnocco fritto.

    Per questo motivo, quando mi dicono che dal prossimo anno, a causa della crisi che impone la produttività, il 25 Aprile sarà abolito o traslato alla domenica precedente o successiva, mi viene il magone, e, come diceva il protagonista dell’omonimo film di Virzì, mi sento un ovosodo in gola che non va ne sù ne giù.

    Perchè credo che, se potranno senza colpo ferire portarci via una festa che simboleggia così tanto per l’intera Nazione, allora possono toglierci davvero tutto.

  8. “Da quanto si apprende dai giornali, tra i provvedimenti che il Governo si accinge ad adottare – in relazione all’aggravarsi della crisi – ci sarebbe quello dell’accorpamento di alcune feste “non concordatarie” nella domenica più vicina oppure al lunedì. Ancora una volta saremmo di fronte ad una misura che molti considerano di scarsissima efficacia e poco corrispondente all’equità e alla ragionevolezza, sempre necessarie quando si richiedono sacrifici. Un provvedimento che, guarda caso, riguarderebbe le uniche festività laiche sopravvissute (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno), dotate di grande significato storico e di notevolissima valenza politica e sociale.
    L’ANPI, portatrice e sostenitrice dei valori che quelle festività rappresentano, non può che manifestare la propria, vivissima preoccupazione e chiedere con forza un ripensamento che escluda misure di questo genere, prevedendone altre che siano fornite di sicura e pacifica efficacia, non contrastino con valori storico-politici da tempo consolidati e soprattutto corrispondano a criteri di equità politica e sociale”.

    IL COMITATO NAZIONALE ANPI

  9. Il 25 aprile è festa di tutti gli italiani
    pubblicata da A.N.P.I. Rimini il giorno lunedì 15 agosto 2011 alle ore 15.37

    Nessuna crisi economica può giustificare lo spostamento nei giorni festivi delle celebrazioni più importanti del nostro calendario civile, tale determinazione, se sarà confermata dal parlamento, mette in discussione le basi su cui si fonda un paese: 25 aprile, la Liberazione dal nazifascimo, 1 maggio, ill lavoro, 2 giugno Costituzione e Repubblica non possiamo accettarlo, come Anpi Rimini saremo in piazza il prossimo 25 Aprile, a celebrarlo come da oltre 60 anni.

    Queste misure, varate, a dir del governo, per aumentare la produttività della nostra economia, non solo sviliscono i valori fondanti di un intera nazione, ma non possono essere decontestualizzate da una serie di attacchi sempre più incisivi da parte dell’attuale governo, che cerca in tutti i modi di cambiare lo spirito profondo della nostra repubblica.

    La tentata modifica costituzionale, l’attacco alla magistratura e ai diritti sindacali, la destrutturazione della scuola pubblica, l’ossessione nel cercare di parificare partigiani e repubblichini, l’esistenza di un parlamento di nominati, oggi la soppressione di fatto del calendario civile di un intera nazione, fanno assomigliare sempre più questa strategia al piano di rinascita della loggia massonica P2, al quale in nostro presidente del consiglio era iscritto.

    L’Anpi di Rimini richiede la cancellazione di questa proposta, se così non fosse, ci rivolgeremmo a tutto il paese, Istituzioni, Sindacati, partiti politici, associazioni e chiunque abbia a cuore la nostra repubblica, il problema è la perdita di orizzonte politico e culturale che una tale decisione determina, con questo cambiamento verrebbe meno il senso di stato, di popolo e di Repubblica, e questo oltre che essere l’avvilimento di una percorso storico secolare, causerebbe la perdita di quella coesione sociale, che avrebbe, quella si, enormi costi, anche economici. Come hanno dimostrato i referendum contro la riforma costituzionale e più di recente per acqua e nucleare, il valore della Libertà rimane il fine unico di una democrazia compiuta e come tale va celebrato nei modi consoni a questo grande valore.

    Ora e sempre Resistenza!

    Il presidente provinciale Anpi

    Daniele Susini

  10. In una congiuntura gravissima come questa, rischiano di passare in second’ordine questioni di principio, come questa. Dobbiamo trovare il modo di far sentire che senza cultura, valori, memoria, al massimo si può sperare nella pura sopravvivenza.
    Se, come in Fahreneit 451, dovessi salvare un libro e farne il messaggio utile per l’oggi, forse sceglierei una piccola sezione di un libro, “Il denaro” dei Manoscritti economico-filosofici di Carlo Marx. Se mi posso permettere, lo suggerisco come lettura ai più giovani; magari sembrerà un po’ difficile al primo impatto, ma i concetti sono semplicissimi e possono essere davvero un manifesto, etico e politico.
    Luciana Rocchi

  11. Ahjeje Brazorfcommento sulla bacheca diAnpi Grosseto:
    Adesso ci riprovano con la finanziaria ad eliminare, sminuire, intaccare il 25 aprile ed il 1° maggio….
    Da quando Berlusconi ha legittimato i fascisti, gli ex fascisti e li ha portati al governo alleandosi con i nazileghisti di Bossi ogni anno, nessuno escluso, hanno attaccato la memoria ed il 25 aprile.
    Prima hanno detto che la Liberazione è una festa di parte dimenticando che dal 1946 in poi in pi…azza ci sono sempre state anche le bandiere della Dc, per dirne una, e degli altri partiti.
    Poi hanno tentato di equiparare le vittime del fascismo ai repubblichini di Salò in nome di una pacificazione che mette sullo stesso piano vittime e carnefici.
    La pacificazione tra vittime e carnefici nazifascisti è intollerabile, inconcepibile, inammissibile.
    Qualche spudorato come l’ex sindaco di Milano Albertini ha messo in atto ogni anno in cui è stato sindaco, la manfrina provocazione delle corone di fiori ai fascisti ed ai partigiani. Una bestemmia, uno sputo alla nostra storia.

  12. Giù le mani dal 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno!

    La Manovra finanziaria che dovrebbe togliere l’Italia dalle secche è ingiusta e inutile.
    La Casta di questo Governo ha toccato veramente il fondo se pensa di risollevare le sorti dell’economia italiana abolendo di fatto tre festività laiche che fanno parte della cultura, della storia e della nostra sempre più malata Repubblica democratica. Il Governo Pdl-Lega ha pensato bene di sacrificare il 25 aprile (Festa della Liberazione dal nazifascismo), il 1 maggio (Festa del Lavoro) ed il 2 giugno (Festa della Repubblica) sull’altare della logica del PIL. Il problema è che questa è la stessa logica malata che ci ha portato alla rovina. E ora dovremmo riproporla? Che credibilità può avere un Ministro che pensa di risollevare l’economia facendo lavorare anche in questi tre giorni i cittadini, spostando le festività alla domenica della settimana? Quest’anno il 25 aprile cadeva a Pasquetta (quindi già festivo) e il 1 maggio cadeva di domenica, eppure non pare che i risultati economici siano stati tanto brillanti. O no?
    E i geni dell’economia che hanno suggerito di sacrificare tre ponti sull’altare della produttività e della crescita (due parole abusate e travisate) hanno pensato che, se da un lato ci sono 3 giorni in più di lavoro, dall’altro ci saranno milioni e milioni di vacanzieri in meno? Hanno pensato all’indotto del turismo dei tre ponti, che di solito spostano fra i dieci e i venti milioni di cittadini che danno fiato all’economia? E’ chiaro che il saldo complessivo per il Paese, per la nostra povera Italia, sarà negativo anche solo dal mero punto di vista economico, senza dimenticare il danno morale inflitto ai lavoratori.
    Ma c’è qualcosa di ancora più subdolo in queste scelte.
    Si tenta di cancellare il ricordo di chi lottò e sacrificò la propria vita, sotto ogni colore politico, contro la dittatura nazifascista; si tenta di dare un colpo di spugna alla dignità del lavoro e alle lotte operaie; si tenta di far sbiadire il ricordo della vittoria del Referendum che fece diventare l’Italia una Repubblica. Questi tre pilastri dell’Italia di oggi, che tali devono rimanere anche nell’Italia di domani, verranno del tutto rimosse in poco tempo nella memoria collettiva.
    Una operazione vergognosa sotto il profilo etico e culturale, oltre che fallimentare dal punto di vista economico.
    Il Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna si unisce quindi all’appello lanciato per salvare le festività del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno con tutto il carico di storia e di cultura che portano con sé.

    Gruppo Assembleare
    Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

  13. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
    Ente Morale D.L. 5 aprile 1945 n. 224
    COMITATO PROVINCIALE di PERUGIA
    Via Giovanni Grioli, 40 – 06132 San Sisto Perugia 0755280053 – Via Cave, 7 – 06034 Foligno cell. 3927449638

    A tutte le Istituzioni elettive della Regione Umbria,

    dopo la legge FONTANA e gli altri tentativi effettuati in questi anni, come è stato argomentato nella precedente lettera, è stata colta l’occasione del risanamento del bilancio statale, per colpire ancora una volta la memoria e depauperare moralmente e politicamente la Repubblica e la Costituzione. Il decreto prevede l’accorpamento delle feste del 25 Aprile, del 1° maggio e del 2 giugno alle domeniche, ma di fatto comporta la loro cancellazione, perché viene declassato il significato della festa. Tre giorni di non lavoro non salveranno l’Italia, ma l’occasione è stata utilizzata per realizzare un obiettivo che viene perseguito da 60 anni.
    L’ANPI condanna il metodo strumentale che si fa dell’economia per tagliare il ricordo che il popolo italiano ha del proprio passato. Con la scusa del risanamento economico vengono colpiti alle radici i significati politici e storici della nostra Repubblica e del processo di emancipazione che hanno percorso le classi subalterne nell’ultimo secolo. La cancellazione della memoria non aumenta il gettito e non è un parametro economico, ma porta alla desolazione culturale, alla disgregazione sociale, ad una collettività di picari. La scansione del tempo senza feste civili riacquista la connotazione confessionale e, come nei secoli medievali, si torna ad avere il riposo dal lavoro, esclusivamente alla domenica, non come diritto, ma come una “volontà” della Bibbia.
    Le feste civili sono necessarie perché esaltano e puntualizzano l’antifascismo e la cultura sociale costruita dall’Europa dopo la seconda guerra mondiale, ma anche perché sottolineano che abbiamo uno Stato laico.
    Il Comitato Provinciale ANPI di Perugia, invita gli organi elettivi della Regione Umbria, ad approvare un ordine del giorno, da inviare ai Presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera dei Deputati, che chieda il
    ripristino delle feste civili repubblicane nelle date tradizionali.

    Si ringrazia dell’attenzione e si porgono distinti saluti

    Perugia, 16 agosto 2011

  14. 25 aprile. Sempre.
    Giovanna Salvucci*

    Fotina Salvucci

    Nella conferenza stampa di ieri Tremonti ha ipotizzato che, per aumentare la produttività, si potrebbero spostare le feste “non religiose” di domenica. E’ triste costatare come un Ministro della Repubblica defisca le Festività della Repubblica Italiana con una negazione, cioè come “non religiose”, quasi ad indicare che le vere Festività sono quelle religiose mentre le altre sono delle non-feste (ma lui è un ministro dello Stato o della Chiesa?). Ancora più triste è pensare che egli, da buon manipolatore di numeri, intenda sacrificare proprio le Festività che si svolgono esattamente nel giorno dell’anniversario di eventi importanti e fondanti della nostra Repubblica: Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale con il quale gli italiani scelscero la repubblica come forma di governo; il 25 aprile 1945 i Partigiani e gli Alleati entrarono da vincitori nelle principali città italiane e misero fine al tragico periodo dall’oppressione fascista. Per quanto riguarda il primo maggio, ricordiamo che nel 1886, a Chicago, si tenne la più grande manifestazione di lavoratori e operai per protestare contro la mancanza di diritti.
    Analizziamo ora le date delle Festività religiose o meglio, le Festività della Religione Cristiana. Il 6 gennaio Gesù Cristo manifestò la sua divinità; il 15 agosto la Madonna venne assunta in cielo (beata lei! Quaggiù di assunzioni non se ne parla proprio…); il 1 novembre si festeggiano tutti i santi (mentre i morti comuni si ricordano il giorno successivo, senza festeggiare); l’8 dicembre la Chiesa cattolica celebra il fatto che la Madonna, fin dal concepimento, fu preservata dal peccato originale e per tutta la vita non commise alcun peccato; il 25 dicembre infine, si celebra il compleanno di Gesù. Per fortuna la sua resurrezione dai morti è avvenuta di domenica, anche se non si sa esattamente quale.
    Ora, senza scendere nel merito della veridicità storica della salita in cielo della Madonna, della data del parto e della sua castità, mi sembra innegabile che le date in cui vengono celebrati tali eventi non rappresentino dei veri e propri anniversari, ma siano date puramente arbitrarie o coincidenti con precedenti festività pagane (Sol invictus, Feriae Augusti). Per lo meno fino a prova contraria. Per aumentare la produttività quindi, si potrebbero spostare tutte le Festività religiose di domenica, almeno fino a quando non escano le prove che Cristo manifestò la propria divinità il 6 gennaio, che la Madonna salì al cielo il 15 agosto e partorì nella notte fra il 24 e il 25 dicembre. Ma lasciamo agli italiani il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno, almeno fino a quando i nostri nonni ricorderanno esattamente i giorni in cui si posero le fondamenta della Repubblica Italiana (quella che paga lo stipendio al Ministro).

    * Docente di lingua e letteraura inglese presso l’università di Macerata

  15. L’A.N.P.I. regionale Toscana si rivolge a Lei,sig: Presidente,per chiederLe di intervenire,con tutto il prestigio che la Sua carica Le assegna,di garante della vita democratica dell’Italia,di uno Stato laico fondato suii contenuti della Costituzione Italiana,affinchè sia scongiurato e respinto con fermezza,il contenuto della manovra finanziaria, che il Governo ha emanato nei giorni scorsi,nella parte in cui si sancisce che le ricorrenze del 25 Aprile,2 Giugno,1°Maggio,sarebbero festeggiate nella prima domenica più vicina a tali date.
    Le date che abbiamo appena ricordate non sono semplici scadenze che si possono manovrare come meglio si crede. Sono,le prime due,le pietre miliari su cui si fonda la nostra Repubblica Costituzionale.Sono le date che celebrano la ritrovata libertà del Popolo Italiano dopo ventanni di dittatura fascista e di occupazione nazista, che sono costate migliaia di vite,anni di carecere,confino,campo di concentramento,a tanti cittadini e cittadine che si sono impegnati in prima persona per restituire all’Italia Pace,Democrazia e Libertà e che sono culminate ,appena l’Italia fu libera,con la scelta di proclamare lo Stato Repubblicano,anzichè il ripristino della Monarchia,che aveva asservito il Governo fascista Mussoliniano.Il 1°maggio è poi la Festa
    dei lavoratori che, in tale data,si celebra in ogni parte della Terra,che celebra l’imporatanza del lavoro,che deve essere garantito a tutti,come strumento democratico dello sviluppo e della vita civile di ognuno..Sarebbe utile che il Governo Berlusconi,in materia di lavoro,anzichè pensare allo spostamento della data del 1° maggio,dedicasse più energie a risolvere i problemi occupazionali di migliaia di cittadini italiani,giovani in primo luogo,ma non solo,che stanno vivendo situazioni di disoccupazione e precarietà del lavoro,con ricadute al limite della sopravvivemnza.
    Ci appelliamo a Lei,sig: Presidente,sapendo che farà tutto quuanto nelle Sue possibilità,per scongiurare ciò che noi giudichiamo una grave offesa a quei valorii che quelle Ricorrenze rappresentano.
    Le assicuriamo,fin da ora,il nostro massimo impegno civile e democratico,per iniziative pubbliche a difesa del rispetto dovuto a giornate cosi importanti e significative,fino a pensare ad una iniziativa referendaria,qualora il testo cui sopra ci siamo riferiti
    non fosse cancellato ,mantenendo intatte ,nelle date in cui trovano annualmente scadenza,il 25 Aprile ,il 1° Maggio ed il 2 Guigno.
    Cetrti che vorrà prendere nella massima considerazione,come è Sua abitudine,questo nostro Appello,gradisca i più distinti ed
    affettuosi saluti
    A.N.P.I. REGIONALE TOSCANA – il vice-Presidente vicario Ennio Saccenti

    Prato 16-agosto-2011

    —- Al Presidente della Repubbica UItaliana
    S.E. on.le Giorgio NAPOLITANO

  16. Il malgoverno di destra del piduista plurimalfattore Berluskoni, che sta sfasciando la nostra Italia nata dalla lotta della Resistenza, vuole equiparare i traditori della patria repubblichini servitori dei nazisti ai patrioti partigiani liberatori. Inoltre vogliono anche cancellare il giorno 25 aprile di ricorrenza della liberazione.
    Noi anche adesso facciamo: resistenza!!

  17. Claudia Cernigoi

    codivido e diffondo questo intervento di Mao Valpiana tratto dal notiziario online dell’associazione di ricerca per la pace:

    VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA

    ==============================

    Supplemento de “La nonviolenza e’ in cammino”

    Numero 399 del 17 agosto 2011

    EDITORIALE. MAO VALPIANA: ANTIFASCISTA, DEI LAVORATORI, REPUBBLICANA

    Tra le dissennate misure cosiddette “anti-crisi” varate dal governo, vi e’ la soppressione delle festivita’ civili “non concordatarie” e il loro spostamento alla domenica piu’ vicina. Cio’ significa cancellare le feste del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno.

    La marcia Perugia-Assisi dovra’ schierarsi a difesa della memoria e rivendicare le tre feste laiche fondamentali: quella antifascista, quella dei lavoratori e quella repubblicana.

    Mao Valpiana (per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an@nonviolenti.org, sito: http://www.nonviolenti.org).

  18. giovedì 18 agosto 2011
    AL PROPOSITO DEL 25 APRILE e I MAGGIO

    di Giandiego Marigo per “Se ci tolgono il 25APRILE tutti in piazza”(poesia dell’autore)

    E’una questione di sangue, non di retorica.

    Qui non si tratta di una commemorazione sui generis o di un compleanno che possa essere rimandato,qui stiamo parlando del sangue…tanto che è stato versato a fondamento di questa nazione…di questa stessa democrazia con la quale riempite la vostra bocca e le nostre orecchie.
    Se, come sta accadendo, verrà mantenuta la festività di San Gennaro (19 settembre) perchè “Insomma il sangue del santo mica si scioglie a comando, un miracolo non lo si può rimandare”.
    Io vi domando, perchè mai dovremmo accettare l’idea che le due feste laiche più importanti e caraterrizzanti questa nostra nazione…possano essere rinviate e svuotate dal loro significato. Quasi che il mantenerne il ricordo fosse il contentino a quei quattro comunisti inveterati ed immarcescibili che sono rimasti.
    La liberazione di questo paese ha avuto il suo apice, innegabilmente, storicamente, senza alcun dubbio il giorno 25 Aprile del 1945…non il 28 il 29. Tutto il 900 è stato caratterizzato dalla Festa del Lavoro il I Maggio
    Noi comprendiamo, che a molti questa festa di fine Aprile non piaccia, certo, erano parecchi coloro che portavano ancora la camicia nera, quel giorno, moltissimi fra loro l’hanno cambiata con una bianca, si sono incravattati e si sono, poi, tranquillamente incamminati nell’Italia post bellica, abitando senza alcuna vergogna i partiti costituzionali…ci credo che a costoro non piaccia la “memoria”. Preferirebbero raccontarla diversamente. Ancora oggi sono lì a chiamare “Banditi” i partigiani. Sono gli stessi poi che chiamano “comunisti” ( quasi fosse un’offesa, come lo è Fascisti) i lavoratori che festeggiano il I Maggio. Spiace un poco per loro, ma dovranno rassegnarsi.
    Non abbiamo alcuna intenzione di dimenticare.
    La chiave di lettura di questo scritto non è retorica, non faremo accenni storici, c’è tempo e luogo per questo. Noi vorremmo che voi lo leggeste emozionalmente.
    Una colpa abbiamo e questa è innegabile ed è quella di avere permesso che la celebrazione di queste due date divenisse “rituale”, occasione a volte per un week-end lungo, quando non addirittura delle vecanze di primavera, persino le nostre manifestazioni sono spesso “commemorative”, svuotate dal senso profondissimo e spirituale che dovrebbero avere…perchè è di sangue, tanto sangue che si parla.

    Quindi la nostra è una doppia operazione…da una parte l’impegno assoluto a non dimenticare ed a non permettere che si “inventino scuse per farlo”. Dall’altra un impegno “culturale” teso a ribadirne i senso ed a purificarlo dalle vagonate di assurda retorica che lo hanno caratterizzato negli anni. In questo senso, l’umilissimo poeta che sono, usa ancora una volta la poesia…per narrare una storia e ribadire un impegno. Portate pazienza per questa sua “superbia” e concedegli grazia.

    XXV APRILE

    Mentre voi ve ne state lì, tutti impettiti
    Camicie e cravatte
    Con il suono assurdo delle vostre bande
    Con le vostre corone di fiori
    RICORDATE
    Mentre restate lì e vi parlate…di questi nostri morti
    NON VI SCORDATE
    Ch’erano giovani…certo i migliori di quegli anni
    Ch’erano stanchi di gerarchi e pettoruti fanfaroni
    Che avevan pianto e subito e poi pagato
    In ogni ora, in ogni giorno, in ogni anno
    Di quella loro sofferta gioventù.
    Voi, che, in fondo, non ve lo ricordate
    Che, poi alla fine, non ambireste a ricordarlo
    Mai!
    Neanche per sbaglio o per distrazione
    Voi che, in fondo, ne avete anche paura
    STATENE CERTI; NON ABBIATE MAI A PREOCCUPAZIONE
    RICORDEREMO NOI
    Ch’erano comunisti…proprio tanti
    Che c’erano donne, che c’erano ragazzi
    Attori, preti, sacristi e liberali
    C’era la gente, un popolo in rivolta
    Ch’erano antifascisti…tutti quanti
    Che hanno creato, col rapido fulgore
    D’anime e cuori
    I presupposti perché voi foste qui
    Non voi! Né noi…loro lo fecero
    Con rabbia, con fede,con l’immensa paura
    Con l’infinita pazienza
    E con la forza di quei lunghi giorni
    LORO LO FECERO

  19. Don Gallo: «Per me sono sacri il 25 aprile e il primo maggio»
    18 agosto 2011

    Genova – Lo dico da vecchio prete che ha vissuto dall’inizio alla fine il ventennio del fascismo: la domenica è sacra, ma pure il 25 Aprile non si tocca. E nemmeno il Primo Maggio. Anzi, a sentire che a Roma vogliono spostare la festa della Liberazione e quella dei lavoratori, un po’ prima o un po’ dopo a seconda del tornaconto, mi tocco io per vedere se ci sono.

    Provate a dire a un francese (di destra o di sinistra, non importa) di spostare la presa della Bastiglia dal 14 luglio, sentirete cosa vi risponde. Oppure pensiamo a un evento sportivo infinitamente meno importante: se Fausto Coppi o Gino Bartali hanno tagliato il traguardo del Tourmalet di sabato, immaginiamo di spostare d’ufficio la data. Hanno vinto sì, ma di domenica.

    La storia non si può cambiare e nemmeno il calendario, se qualcuno cancella la memoria o manipola il passato non so dove si possa andare a finire. E non è retorica o difesa delle ideologie: l’Italia vera nasce nel giorno della Liberazione, alla Costituente lavorarono insieme Giorgio La Pira che era un siciliano trapiantato a Firenze, Aldo Moro pugliese, Emilio Lussu sardo, Costantino Mortati calabrese.

    Si possono alterare gli avvenimenti del passato? No, non si può. E il 25 Aprile è la festa di tutti. È giusto – aggiungo – anche fermare la scuola per un giorno: per trovare il tempi di riflettere, approfondire, tramandare alle nuove generazioni il ricordo di ciò che è stato.

    La politica della sobrietà e della lotta agli sprechi è giusta. Più che necessaria, indispensabile. Però non si può pensare che le sorti economiche della nazione si salvino cancellando due feste che sono alle radici della nostra storia e della Costituzione.

    Io, da prete, quando lo Stato abolì dal calendario delle feste civili la solennità cattolica del Corpus Domini ci rimasi male. Era una festa popolare e amata dal popolo, peccato che cada al giovedì. Ma il 25 Aprile è una festa laica cristiana comunista socialista repubblicana, tutto in una volta e tutto d’un fiato, non celebra solo la Resistenza ma la fine della più nefasta delle guerre.

    Non scordiamoci il passato. E non svendiamolo. Perchè il Pil può dirci molto sulle condizioni di un Paese, ma la dignità conta molto di più.

  20. Margherita Hack: le feste laiche non si toccano

    Riceviamo (e volentieri pubblichiamo) il commento della scienziata Margherita Hack alle proposte del governo per fronteggiare la crisi dei mercati finanziari:

    “Concordo pienamente con la vostra presa di posizione. Mi sembra che con la scusa del risparmio si procede nella direzione di voler cancellare quelle che sono state le tappe più significative della recente storia d’Italia, della riconquista della democrazia, delle lotte partigiane dopo la buia parentesi della dittatura fascista e delle leggi razziali.

    25 aprile, 1 maggio, 2 giugno sono tre date di immenso significato per la nostra democrazia e dobbiamo opporci a questa vergogna.”

    Margherita Hack

  21. COMUNICATO SEZ. ANPI VALCALEPIO-CAVALLINA SU CANCELLAZIONE FESTE CIVILI
    Il 25 Aprile , il 1 maggio e il 2 Giugno non si toccano!!! Anche la sezione A.N.P.I. Valli Calepio e Cavallina protesta a questa ennesima pericolosissima proposta del governo… Berlusconi. Cancellare il 25 Aprile vuol dire rinnegare e disprezzare il sacrificio fatto da tante donne ed uomini per donarci la libertà!!! Cancellare il 1 Maggio vuol dire scordarsi che il lavoro è un diritto sancito dalla nostra Costituzione e non, come sta succedendo in questi ultimi anni, un ricatto o uno sfruttamento delle classi più deboli. Cancellare il 2 Giugno vuol dire cancellare la nostra storia di Repubblica libera e democratica, che ha saputo riscattare un intero paese dall’oblio del ventennio fascista frutto anche delle scelte fatte dalla monarchia dei Savoia. Cancellare queste festività vuol dire eliminare in solo colpo un pezzo della nostra gloriosa storia. Prendiamo atto del comunicato del comitato Nazionale dell’A.N.P.I. che afferma che l’associazione non può che manifestare la propria, vivissima preoccupazione. A nostro avviso questo non è sufficiente, bisogna che l’associazione si metta alla testa della protesta, dia la possibilità di dare sfogo ai tanti cittadini arrabbiati ed indignati per questo provvedimento, questo anche tramite l’indizione di una o più manifestazioni nazionali. Quindi ci rendiamo disponibili e ci impegniamo con tutte le associazioni, i movimenti, i partiti democratici le singole persone che si rifanno alla Costituzione perché si ritrovino assieme sul che fare anche nella nostra realtà per portare avanti una protesta di massa, che punti a cancellare misure e norme odiose, antisociali e antidemocratiche, propugnate da un governo che deve essere mandato a casa al più presto prima che faccia ulteriori danni. Invitiamo tutti coloro che credono ancora fortemente nei valori usciti dal 25 aprile, dal 1 maggio e dal 2 giugno a partecipare ed a diffondere questo appello!!!
    W il 25 Aprile W L’Italia Libera ed Antifascista!!!

    Belotti Tiziano Presidente
    Bernasconi Marco Segretario
    Sez. ANPI Valli Calepio e Cavallina

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