MANIFESTAZIONE PARTIGIANA IN PIAN DELLE FEMENE

MANIFESTAZIONE PARTIGIANA IN PIAN DELLE FEMENE
sopra Revine Lago

che si svolgerà DOMENICA 21 AGOSTO
presso il
Museo-Rifugio Agostino Piol, Medaglia d’oro al Valor Militare.

Passeremo una giornata insieme all’ANPI e ai partigiani, il Museo sarà aperto tutto il giorno e troverete una guida che risponderà a tutte le vostre domande sulla lotta partigiana nella nostra zona, non perdete l’occasione per ascoltare (o origliare) i racconti di lotta dei nostri partigiani. Potrete pranzare presso uno dei due ristoranti della località (prenotazione consigliata) oppure semplicemente al sacco insieme all’ANPI.
Infine ci sarà lo spettacolo teatrale “Per un chilo di sale”, ambientato proprio nelle prealpi trevigiane e bellunesi.

ECCO IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
ore 10.00 – RITROVO SUL VALICO DI PIAN DELLE FEMENE;
ore 10.30 – S.MESSA E POSA DELLA CORONA DI ALLORO IN ONORE DEI CADUTI;
ore 11.00 – SALUTO DE SINDACO DI LIMANA E orazione ufficiale di Renato de Fanti.

Ore 15.30. RAPPRESENTAZIONE TEATRALE Un chilo di sale

(Di come si arrivò alla Liberazione in Vallata e nel Quartier del Piave)

Monologo teatrale scritto ed interpretato da Paolo Donolato.

Ettore Benelli, baritono mancato, attraversa gli anni tempestosi nei quali si snodano le vicende dell’occupazione nazista e della dittatura fascista, della Resistenza e dell’epilogo della II guerra mondiale.
Ettore è uno dei pochi personaggi immaginari, assieme alla giovane staffetta Toti, all’imberbe ma indurito partigiano Fàier e a pochissimi altri, che funge da espediente narrativo in una storia in cui i numerosi protagonisti reali fanno riemergere le loro voci e le loro azioni da vicende le cui realtà storiche troppo spesso vengono arbitrariamente rivisitate, spesso stravolte, oltrepassando disinvoltamente il confine della menzogna.
Si assiste così, attraverso gli occhi di Ettore, a fatti succedutisi sulle ed ai piedi delle Prealpi trevigiane, dove le brigate Mazzini, Tollot e Piave combatterono quegli italiani in camicia nera che scelsero la sudditanza verso l’invasore tedesco, l’oppressione della popolazione civile come forma di autorità (e spesso come rivalsa per le sconfitte subite sul campo) e la tortura come strumento principale di guerra.
Non vengono taciuti i fatti del Maggio ’45, nè i comportamenti abbietti di chi non onorò l’appartenenza alle forze di Liberazione, ma tutto ciò trova il posto che spetta a vicende che hanno un prima ed un dopo, e molto spesso delle motivazioni magari non condivisibili ma che vengono sottratte spesso e volentieri ad una comprensione la più ampia e obiettiva possibile dei fatti in questione.
I partigiani Feroce, Saetta, Bombay, Dotorin, Fumo, Spartaco, Mostaceti, Bambin, Dirce, Katia ed i loro numerosi compagni, i repubblichini della brigata nera Armellin, della Decima Mas, don Paolo Bolzan e don Galera, i contadini e gli operai, i civili della Vallata e del Quartier del Piave salgono sulla scena: nessuna pretesa di convincere qualcuno a cambiare le proprie idee, ma che non vengano millantate come verità le fumose congetture nate per proclamare, anzi urlare, apologie di un passato purtroppo tutt’altro che sepolto.

Per informazioni: anpivittorioveneto@gmail.c​om
oppure cellulare 347 1024232 (dopo le ore 19.00)

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