Paola e Emma, due donne diverse….

marce

Dedico queste righe al confronto tra due donne diverse. Una ho la fortuna di conoscerla da tempo, si chiama Paola ed è una operaia della Electrolux di Conegliano; l’altra per fortuna non l’ho mai frequentata, ma mi tocca spesso ascoltarla mentre pontifica a reti unificate, si chiama Emma e fa la presidente di Confindustria.

paola morandinLa prima è figlia di operai, la seconda invece è figlia di un industriale. Fatalità.

Paola ha parlato dal palco il 6 maggio per lo sciopero generale e ha parlato della sua vita e dei suoi compagni di fronte ai continui ricatti di una multinazionale sempre pronta a delocalizzare.

In particolare del suo discorso mi hanno colpito queste parole:

“Sono figlia di un operaio che  da  più di vent’anni è in pensione, ha una pensione dignitosa che gli permette di vivere e la fabbrica in cui lavorava, ancora produce.

La fabbrica in cui lavoro io non mi accompagnerà alla pensione e se mai riuscirò a raggiungere la “finestra” giusta, non sarà sufficiente per vivere. Sono passati solo vent’anni ma la condizione  di chi lavora e di chi andrà in pensione è nettamente peggiorata. Non possiamo accettare in silenzio, questo degrado delle nostra vita lavorativa e del nostro futuro. Dobbiamo alzare la testa, partendo da questo sciopero, da questa piazza, anche noi che lavoriamo in una grande fabbrica e ci sentiamo più sicuri di altri, per riprenderci la nostra dignità di lavoratrici e lavoratori che producono la ricchezza che fa grande il nostro Paese.”

Invece Emma ha contestato la condanna della TyssenKrupp per i sette operai morti bruciati vivi dicendo, tra gli applausi dei suoi associati, che la sentenza “potrebbe allontanare gli investimenti esteri in Italia e mettere a repentaglio la sopravvivenza  del nostro sistema industriale”. Del resto la azienda di Emma è stata recentemente condannata come responsabile di un grave incidente occorso ad un giovane operaio che perse una gamba perché messo a lavorare ad una macchina pericolosa pur essendo stato assunto solo da 3 mesi con un contratto  di formazione-lavoro.

Ecco io tra Paola ed Emma sceglierò sempre Paola.

Il nostro Paese, se vuole salvarsi da questo medioevo di ritorno e da una crisi che non è solo economica ma anche civile e sociale, dovrebbe fare altrettanto.

http://www.atalmi.it/2011/05/paola-e-emma-due-donne-diverse/

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