25 APRILE 2011 – DISCORSO DI MILENA FIDANZI (ANPI FOLLONICA SEZ.DONNE)

Buongiorno compagni.

Buongiorno a voi cittadini di ogni genere.

Un grazie da parte dell’ANPI sezione donne a tutti voi che siete presenti alla Celebrazione del 25 aprile

La più bella festa italiana, la festa della liberazione dal nazifascismo, la festa della libertà e della democrazia.

La lotta di liberazione ha restituito onore e dignità al popolo italiano. Dopo la vergogna del fascismo e della monarchia, cito qui soltanto le leggi razziali del 1938, dopo l’atrocità della guerra a fianco dei nazisti, dopo l’8 settembre 1943, con il paese lasciato allo sbando, sono i partigiani a scrivere la storia nuova del popolo d’Italia. Se non ci fosse stata la Resistenza, ci sarebbe stata soltanto la sconfitta militare del nazifascismo da parte delle truppe alleate, ma mai si sarebbe arrivati a conquistare quell’idea d’Italia degna del senso più alto delle parole CIVILTA’ e DEMOCRAZIA.

I PARTIGIANI AMANO L’ITALIA.

E si sa, ogni amore genera dei frutti bellissimi. L’amore dei partigiani genera il suo frutto più alto: la Costituzione .

La Resistenza e la Costituzione sono oggi così giovani e belle proprio perchè nascono dalla mobilitazione popolare dal basso.

Sentite che meraviglia:

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo.

La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.

Tutti i cittadini hanno pari dignità senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizione personale e sociale.

La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica

L’Italia ripudia la guerra.

La libertà personale è inviolabile.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.

LA COSTITUZIONE NON E’ SOLO BELLA, E’ RIVOLUZIONARIA!!!

C’E’ TUTTO IL MONDO NUOVO, L’ALTRO MONDO POSSIBILE.

Non è mai stata applicata! Anzi, è stata più volte tradita, come nel caso dell’art 11, ma ai reazionari fa paura lo stesso. Hanno paura della sua idea di libertà!

Non stiamo forse oggi assistendo allo sgretolamento della Costituzione, all’asservimento parlamentare e mediatico, al dilagare della corruzione, a ripetuti attacchi alla magistratura, alla delegittimazione della scuola pubblica?

Stiamo in pratica assistendo all’avanzare di una dittatura. Pervasiva, totalitaria, irreversibile. Un regime plebiscitario ed antidemocratico.

Ed eccola allora la modernità della Resistenza. Ecco la modernità dell’antifascismo. Ecco la modernità dell’ANPI sentinella della costituzione.

E’ IL TEMPO DELLA SECONDA RESISTENZA!

Dobbiamo di nuovo combattere per la pace, la libertà, il lavoro, la democrazia e la ricostruzione di un paese allo sbando.

Vogliono riscrivere i libri di storia. Non sanno neanche che le idee riescono comunque a proiettarsi nel futuro ad a sopravvivere. Non riusciranno mai a cancellare la memoria. Pensate forse che possiamo dimenticare quando anche a Follonica i fascisti bastonavano, incendiavano ed uccidevano? Quando con la dinamite fanno saltare le case di Arturo Boldrini e Gio Batta Santini, invadono e distruggono le case di Gino Spagnesi, di Vasco Sacchetti e Emilio Ferri.

Al Palazzone viene ucciso il capolega contadina Gabriello Dani e si tenta di uccidere l’ ex sindaco di Follonica Milton Bartoli.

Anche da Follonica saranno decine gli emigranti politici e coloro che restano e non si piegano sono soggetti a olio di ricino e nerbate, come accade ripetutamente a Giuseppe Gianneschi, Corrado Portanti, Adelmo Panerai e Gino Bencini.

Vennero quindi gli anni dell’antifascismo clandestino, vecchi sovversivi che avvicinano i giovani, li istruiscono e li esortano

Ne rammentiamo alcuni per tutti:

Achim Pucciarelli [che poi diventerà famoso per generazioni di follonichesi come gestore del locale Il Gatto Grigio], Simmaco Braccini, Giulio Bianchi detto ”Bracino”, il sarto Agostino Mussio, a cui una volta i fascisti hanno schiacciato le dita a martellate.

Anche a Follonica si organizza la resistenza. C’e’ la Banda di Valli con Enzo Casadio , Borghesan, Ezio Turchi, Domenico Maccianti, Cesare Meini.

E la Banda di Scarlino con i partigiani Aonio Berretti, Floro Fontani, Severino Soldi.

In Pian d’Alma agisce la Banda comandata dal fiorentino Enrico Tombelli e della quale fanno parte Francesco Barcelli, Giovanni Mainetto, Renzo Ferretti, Sandro Iacopucci detto “Stella Rossa”.

Una menzione la merita Don Ugo Salti, parroco di Follonica, medaglia d’argento al Valor Militare, uomo coraggioso. Insieme ai suoi collaboratori come Gabriele Maccherani e Liliana Ciao.

Infine, anche e soprattutto i giovani partigiani che potete vedere incisi sulla lapide, giovani vite immolatesi nella lotta al nazifascismo sia nei boschi qua intorno, sia lontano dalla loro Follonica come nel caso di Spartaco Gianneschi ed Arietto Giovannelli.

Vedete? Noi ricordiamo nomi e cognomi! Li possono cancellare da un libro, ma mai riusciranno a cancellarli dalla Storia.

Mai riusciranno a cancellare tutto questo.

Per concludere io, come rappresentate di Anpi donne,sono qui oggi con una doppia responsabilità, quella di parlare della lotta antifascista ma anche della difesa della condizione della donna.

Le donne vengono sempre più umiliate ed attaccate.

Umiliate da chi crede che il corpo femminile esista solo per il piacere maschile, nato come oggetto sessuale sempre pronto ad assecondare voglie, desideri e passioni del maschio di turno; attaccate da chi è convinto di poter decidere del nostro corpo, delle nostre scelte di vita, dall’aborto al concepimento, dalla contraccezione alla pillola abortiva.

Vorrei ricordare che in questa società non esiste purtroppo solo lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo ma anche quello dell’uomo sulla donna.

E’ per questo che voglio ricordare qui ora una grande DONNA, la partigiana Norma Parenti, decorata di medaglia d’oro al valor militare insieme ad altre 18 partigiane, di cui 6 toscane.

Questa la Motivazione della medaglia d’oro:

Giovane sposa e madre, fra le stragi e le persecuzioni, mentre sul litorale maremmano infieriva la rabbia tedesca e fascista, non accordò riposo al duo corpo né piegò la sua volontà di soccorritrice, di animatrice, di combattente e di martire. Diede alle vittime la sepoltura vietata, provvide ospitalità ai fuggiaschi, libertà e salvezza ai prigionieri, munizioni e viveri ai partigiani e nei giorni del terrore, quando la paura chiudeva tutte le porte e faceva deserte le strade con l’esempio di una intrepida pietà dono coraggio ai timorosi e accrebbe audacia ai forti. Nella notte del 23 Giugno 1944, tratta fuori dalla sua casa, martoriata dalla feroce bestialità dei suoi carnefici, spirò, sublime offerta alla patria, l’anima generosa.

Come diceva il Compagno Vittorio Arrigoni: RESTIAMO UMANI!!! CIAO VITTORIO.

W LA RESISTENZA

W L’ANPI

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